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RapidShare e servizi alternativi: i file da condividere li ospitano loro

21/12/2009
- A cura di
Internet - Se avete bisogno di inviare file particolarmente voluminosi via Internet, un servizio di "file hosting" è quello che fa per voi. Ma è una soluzione universalmente valida? Abbiamo fatto qualche ricerca per comprendere le possibilità ed i limiti di questo approccio, quali siano gli aspetti a cui prestare attenzione e quali i migliori siti gratuiti di questo tipo.

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Chi ha vissuto Internet negli anni 90, ricorderà sicuramente quanto fosse difficile, all'epoca, inviare file di grandi dimensioni attraverso la rete.

Il problema non era generato soltanto dalla cronica lentezza delle connessioni via modem analogico: si trattava anche di una concreta mancanza di strumenti idonei.

Superati i limiti massimi per singola e-mail delle caselle postali (4 o 5 megabyte, nei casi più fortunati), gli utenti erano costretti ad inventarsi soluzioni macchinose, fra le quali l'utilizzo dello spazio web fornito dal provider per realizzare il sito personale, il trasferimento sincrono tramite i programmi di messaggistica istantanea (scarsamente diffusi, se non fra gli utenti avanzati) o la suddivisione del file in frammenti distinti, da inviare separatamente.

Che pena!

Arriva ADSL

Mano a mano che la connettività veloce e permanente garantita da ADSL ha iniziato a prendere piede, altre soluzioni più pratiche sono divenute possibili.

In molti hanno scoperto i vantaggi di predisporre sul proprio computer di casa servizi fino ad allora riservati solo ai professionisti: server FTP o, addirittura, intere piattaforme per la distribuzione di siti web completi.

Tralasciando la scomodità di dover mantenere sempre acceso il PC per rendere disponibili i file, il problema principale è costituito ora dalla complessità di queste soluzioni. Se è vero che un utente mediamente esperto può dotare il proprio calcolatore di servizi FTP ed HTTP con poche ore di lavoro, è altrettanto indubbio che tali soluzioni sono assolutamente irraggiungibili per l'utente meno preparato.

File hosting alla riscossa

A risolvere pressoché del tutto il problema ci ha pensato un'azienda europea che, fra il 2004 e il 2005, è stata in grado di lanciare e consolidare un servizio di file hosting semplice, efficace e gratuito, ma, allo stesso tempo, in grado di rimanere profittevole (nonostante gli alti costi d'esercizio) tanto quanto basta da essere tutt'ora il numero uno del settore.

Sto parlando di RapidShare, per molti versi "il capostipite" dei servizi che andremo a presentare in questo articolo.

L'idea alla base di tutti i siti di file hosting è elementare tanto quanto pratica:

  • L'utente si collega al sito tramite il consueto browser web ed indica il file che desidera inviare
  • Il file viene caricato su di un server gestito dal servizio stesso
  • La piattaforma restituisce all'utente un semplice indirizzo HTTP, partendo dal quale è possibile ottenere il file
  • L'utente invia tale indirizzo al proprio contatto, che può così collegarsi ad una pagina web intermedia sul server del servizio e, cliccando sul pulsante opportuno, ricevere il file utilizzando semplicemente il proprio browser web

Semplice e veloce, ed il problema è risolto una volta per tutte... oppure no?

File hosting... "alla ricotta"

Nonostante i servizi di file hosting siano generalmente in grado di risolvere l'annosa questione del trasferimento di file voluminosi via Internet, sono soggetti ad alcuni limiti da non sottovalutare.

  • Limiti alla dimensione massima: generalmente, sono accettati solo file di dimensione inferiore ad una soglia fissata. Si parla di numeri compresi fra i 25 MB ed 500 MB nella maggior parte dei casi. Alcuni "nuovi arrivati" si spingono anche oltre per distinguersi, ma solitamente applicano restrizioni analoghe dopo pochi mesi di attività.
  • Concreto rischio privacy: è importante non dimenticare che, di fatto, si sta letteralmente consegnando il proprio documento nelle mani di uno sconosciuto! per di più, il file verrà reso disponibile a chiunque riesca a raggiungere l'URL in questione. Alcuni siti agevolano addirittura tale pratica, mettendo a disposizione un motore di ricerca interno. Anche senza questo strumento comunque, vi sono concrete possibilità che il nome del file venga indicizzato da Google: questo significa che, se avete caricato un ragazze_bollenti.zip contenente le foto delle vostre amiche infervorate da un dibattito a tema politico, tale archivio potrebbe essere scaricato da qualche migliaio di utenti in cerca di ben altri contenuti. Come se ciò non bastasse, certi servizi consentono anche di sfogliare le gallery fotografiche direttamente via web: questo comportamento rischia di mostrare i nostri documenti non solo a chi li ricerca espressamente, ma anche ad un utente che vi si imbatte per caso. Ancora non vi basta? se cambiate idea e avete caricato un file per sbaglio, potrebbe non essere così semplice eliminarlo..
  • Persistenza limitata: i documenti caricati non rimangono disponibili ad libitum, ma vengono rimossi dopo qualche tempo, oppure dopo un numero prefissato di trasferimenti. Per chi adotta la prima prassi, si parla di alcuni giorni, mentre per il limite sui download, ci si orienta fra i 10 e i 50.
  • Rallentamenti nelle ore di punta: se i siti ormai affermati sono sempre reattivi e veloci, alcuni servizi minori tendono a rallentare visibilmente nelle ore di punta, fino ad arrivare ad un imbarazzante time out del trasferimento nei casi più estremi.
  • Limiti alla velocità di download: sebbene il caricamento dei file da parte del mittente avvenga quasi sempre alla massima velocità concessa dalle linee residenziali, la ricezione potrebbe essere soggetta a qualche strozzatura artificiosa.
  • Attesa prima di iniziare il trasferimento: quasi tutti i servizi inseriscono un ritardo di alcuni secondi fra l'apertura della pagina di riferimento e la disponibilità del comando per iniziare il download. Quando diventano troppi, la cosa è realmente fastidiosa.
  • Pubblicità a più non posso: questi siti sopravvivono grazie alla pubblicità che correda la pagina di scaricamento dei file. Generalmente è innocua, ma può capitare che compaia anche qualcosa di "osè": non sottovalutate questa possibilità, e ricordatevene prima di inviare un URL nel quale Jenna Jameson ammicca di fianco al vostro relazione_per_il_direttore.doc!
  • Link di download poco visibile: come diretta conseguenza del punto precedente, può capitare che il pulsante (o il link) sul quale cliccare per avviare il trasferimento sia poco visibile o che, addirittura, sia necessario navigare una o due pagine sul sito stesso prima di poter iniziare. Un difetto potenzialmente cruciale, in caso il ricevente non sia sufficientemente attento.
  • Captcha troppo complicati: alcuni siti richiedono che il ricevente si confronti con un captcha prima di ottenere il file. La verifica, indispensabile per impedire che pochi script automatici possano saturare le risorse disponibili, si risolve generalmente senza problemi. Almeno in un caso però, la complessità di questi "riconoscimenti" era arrivata a livelli di tali da confondere perfino gli utenti legittimi.
  • Limiti al numero di file scaricabili: certi servizi impongo un tetto massimo al numero di download che è possibile effettuare per singola giornata da una stessa postazione. Si parla di due o tre file al massimo. Un approccio alternativo è quello di imporre un tempo di attesa variabile fra il download consecutivo di due file, oppure adottare entrambe le limitazioni contemporaneamente.
  • Possibilità di gestione limitate: se volete scaricare 100 file differenti (non preventivamente inseriti all'interno di un archivio unico), sarà necessario effettuare almeno... 100 click differenti! Generalmente non è infatti disponibile un "Seleziona tutto" oppure "Scarica tutto" associato ad una certa lista o cartella.
  • Niente download manager e "resume" solo basilare: la maggior parte dei portali non supporta FlashGot o simili. Si è quindi costretti a far affidamento sulle sole funzionalità del browser. Questo significa che, quando qualcosa va storto, è necessario ricominciare il trasferimento dall'inizio.

Nel corso del nostro articolo, abbiamo cercato di prestare particolare attenzione proprio a questi aspetti, sottolineando, per ognuno dei servizi segnalati, quali di questi vincoli siano applicati, e con quali modalità.

È bene precisare che quasi tutti i siti di questo tipo offrono la possibilità di acquistare un abbonamento "premium", grazie al quale la maggior parte delle limitazioni appena citate viene rimossa. Per brevità di esposizione, e poiché la maggior parte degli utenti è interessata all'aspetto gratuito, non abbiamo considerato questa circostanza. In altre parole, tutti i servizi presentati sono stati valutati solamente nella loro versione "free".

Pronti? si parte!

Il nostro viaggio fra i migliori file hoster gratuiti inizia qui.

Non si poteva che partire proprio parlando di lui, il capostipite.

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RapidShare

 

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