Punto informatico Network
Canali
20091011195959_536691528_20091011195943_1980265020_sl_open.png

GPL ed altre licenze libere: cosa è possibile fare e cosa no

23/06/2011
- A cura di
Zane.
Linux & Open Source - È possibile usare software open source gratuitamente anche in ambito professionale? Posso vendere un software open source così com'è? posso apportare modifiche marginali, cambiargli il nome e spacciarlo per una mia realizzazione? che differenza c'è fra GPL, LGPL, BSD, MPL ed altre sigle strane? Proponiamo un articolo per rispondere a queste e ad altre domande estremamente pratiche circa l'utilizzo del software libero.

Tag

Passa qui con il mouse e visualizza le istruzioni per utilizzare i tag!

open source (1) , licenze (1) .

Valutazione

  •  
Voto complessivo 5 calcolato su 98 voti

Mozilla Public License (MPL) è la licenza realizzata da Mozilla Foundation per regolare l'uso di Firefox, Thunderbird e tutti gli altri software editi dal gruppo.

[Nota: Mozilla rilascia tutti i propri prodotti con un modello di tri-licenza MPL, GPL, LGPL al fine di superare alcuni problemi di compatibilità che potrebbero venirsi a creare. La trattazione seguente si concentra su un ipotetico software rilasciato con sola licenza MPL.]

MPL è però utilizzabile liberamente per tutelare qualsiasi software open source, non solo quelli realizzati da Mozilla, ed è stata quindi scelta anche per altri progetti indipendenti.

Fondamentalmente, si tratta di una via di mezzo fra i requisti molto rilassati previsti dalla famiglia di licenze BSD e le più stringenti limitazioni inerenti la disponibilità del codice sorgente anche per i progetti derivati imposte da GPL.

Sì anche per progetti closed

I programmi tutelati da MPL possono essere legalmente integrati all'interno di progetti più ampi, anche se poi questi dovessero essere distribuiti solamente nel formato binario.

Come abbiamo visto nelle pagine scorse, tale possibilità è offerta anche dalle licenze BSD, ma espressamente proibita da GPL.

Contrariamente alle BSD però, MPL introduce una precisazione. Si tratta di una clausola incentrata sul concetto di "modifica".

MPL richiede che tutti i file che contengono parti di codice estrapolate da programmi da essa tutelati siano resi disponibili anche nel formato testuale, e secondo gli stessi termini. Tutti i file che compongo il progetto derivato ma sono realizzati ex novo, possono invece rimanere privati.

Un esempio per capire

Un'azienda sta pensando di realizzare un nuovo browser web, del quale non desidera distribuire il codice sorgente.

I programmatori sono intenzionati ad utilizzare Gecko, lo stesso motore di rendering alla base di Firefox, all'interno dell'applicazione.

Poiché tale componente è rilasciato sotto licenza MPL, l'azienda sarà chiamata a rendere disponibile a propria volta il codice sorgente dei file che compongono Gecko, ma potrà scegliere di mantenere privato tutto il resto.

Gli sviluppatori dovranno chiaramente prestare attenzione a non modificare il sorgente del motore stesso: secondo quanto previsto dai termini di MPL infatti, la software house sarebbe altrimenti costretta a rendere disponibili anche tali variazioni.

Fonti e riferimenti

Pagina successiva
Apache License
Pagina precedente
MIT License

 

Segnala ad un amico

Tuo nome Tuo indirizzo e-mail (opzionale)
Invia a:
    Aggiungi indirizzo email
    Testo

    © Copyright 2020 BlazeMedia srl - P. IVA 14742231005

    • Gen. pagina: 0.41 sec.
    •  | Utenti conn.: 48
    •  | Revisione 2.0.1
    •  | Numero query: 43
    •  | Tempo totale query: 0.06