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Sostituire il bootloader in Slackware: da LiLo a GRUB

05/08/2010
- A cura di
Linux & Open Source - Il bootloader è tra i più importanti programmi di un computer, e permette di scegliere e caricare un sistema operativo da uno o più dischi rigidi, o memorie Flash, dischi di rete eccetera. Sostituirlo è un lavoro delicato e che implica una certa cognizione di causa, ma alcune volte è necessario o preferibile. Il procedimento è abbastanza semplice, ma deve essere svolto con attenzione e metodo.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Per prima cosa, se leggete queste righe e siete riusciti ad installare la Slackware sul vostro sistema, è necessario che sappiate (se non lo sapete già) che il bootloader di default della Slack non è GRUB come in quasi tutte le altre distribuzioni, ma LiLo (Linux Loader), un bootloader molto più vecchio, che non esiterei a definire "obsoleto". Le prime versioni di LiLo risalgono al 1992, più o meno alla nascita delle due distribuzioni "antiche" per eccellenza: Slackware e Debian.

GRUB ha molte più funzionalità ed una maggior flessibilità di utilizzo, che lo rende una scelta assai preferibile rispetto a LiLo. Esso nasce nel 1999 ad opera di Free Software Foundation durante il progetto GNU.

Differenze fondamentali

Di differenze tra LiLo e GRUB ce ne sono molte, ma le più importanti riguardano la struttura, la flessibilità e la compatibilità generale con Linux.

LiLo

È un bootloader molto semplice il cui uso è più indicato per computer datati ed in grado di gestire egregiamente configurazioni IDE di qualsiasi tipo: mostra però i suoi limiti quando i dischi rigidi superano certe dimensioni. Infatti all'avvio solo i driver del BIOS sono disponibili per l'accesso ai dischi, e LiLo si basa quasi esclusivamente su di essi con tutti i limiti che ciò comporta. LiLo può avere gravi difficoltà nell'accedere a partizioni di avvio situate oltre il cilindro numero 1023; in poche parole, in computer con BIOS vecchi e dischi grandi LiLo potrebbe non leggere le partizioni oltre la prima.

Ogni volta che viene apportata qualche modifica al file di configurazione (solitamente /etc/lilo.conf) lilo deve essere reinstallato su disco (sia essa un'installazione su MBR, su floppy o su filesystem) per rendere effettive le modifiche. Questo può causare problemi, specialmente quando un utente cambi il filesystem di root da cui caricare il kernel e modifichi lilo.conf, senza però reinstallare il bootloader.

Uno dei maggiori problemi di LiLo è la sua "relativa incompatibilità" con udev, inventato per rendere più semplice l'esportazione dei nodi di periferica dal kernel allo spazio utente e l'assegnazione di un nome preciso ed unico ai blocchi nella directory /dev. Infatti, durante la sua installazione su MBR, LiLo va a leggere i blocchi di dischi e partizioni dichiarati in /dev (generati da udev) e li confronta con i contenuti di /proc/partitions (dichiarati dal kernel). Se non corrispondono, lilo rifiuta di installarsi. E questo può accadere quando una regola di udev (che dà i nomi alle periferiche, tra cui ci sono tutte le partizioni ed i dischi) assegna alla stessa partizione un nome diverso -in /dev- da un nome standard dichiarato dal kernel Linux (esportato e leggibile con cat /proc/partitions).

GRUB

GRUB è un bootloader molto versatile, flessibile e configurabile, che riesce a gestire partizioni e dischi di qualsiasi tipo, IDE, SATA o USB, è indipendente dal BIOS e ogni volta che vengono modificate le liste di sistemi operativi non è necessario reinstallarlo sul disco, ma la sua gestione dinamica della configurazione gli permette di rileggere le liste aggiornate ad ogni avvio, dando un maggior senso di indipendenza.

GRUB incorpora una shell semplice di comandi che può essere usata per leggere, modificare o creare regole di avvio sul momento, anche da zero, ed un utente avanzato può persino fare a meno del file di configurazione (sebbene non abbia molto senso). In questo caso occorre sapere dove caricare che cosa e come.

GRUB supporta il caricamento di sistemi operativi remoti, permettendo quindi di lavorare su un terminale senza disco rigido, disponendo solo di filesystem di rete. Oltre a questo, esso può elencare oltre un centinaio di voci di sistemi operativi nel suo menu grazie ad una semplice barra di scorrimento.

GRUB non ha i problemi di LiLo per quanto riguarda il confronto dei nomi delle partizioni.

Tirando le somme

Per tutte le ragioni che ho elencato sopra è assai raccomandabile, appena possibile, sostituire LiLo con GRUB in distribuzioni che lo montino di default, tra cui la Slackware. In questo articolo vi spiegherò come farlo su di essa.

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