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Video in streaming: WebM potrebbe divenire lo standard di fatto

20/05/2010
- A cura di
Zane.
Internet - Un nuovo codec open source potrebbe concludere lo scontro fra fra H.264 e Ogg Theora. Google, Opera, Mozilla, Adobe e (più o meno) Microsoft già lo spingono come nuovo standard di riferimento, ma anche AMD, NVIDIA e ARM sono della partita. È open source e basato su VP8, gentile concessione di Google.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Sebbene il tag <video> di HTML5 costituisca una specifica aperta e ormai supportata da tutte le versioni più recenti dei browser web in circolazione (Internet Explorer 8 a parte), il formato di compressione da utilizzare per l'effettivo filmato erogato tramite questo comando rimane ancora incerto.

I contentendenti oggi in gioco sono due.

Ogg Theora, supportato da Firefox e Opera, è un codec utilizzabile liberamente sia dai creatori di contenuti, sia dagli sviluppatori, e non richiede il pagamento di alcun diritto. Pur generando filmati di qualità non eccelsa, la licenza libera è un importante punto a suo favore.

H.264 è iinvece il compressore usato anche per i film su Blu-ray ed è, oggi, lo stato dell'arte nel settore. Non si tratta però di una specifica libera: gli sviluppatori che desiderino supportarlo sono chiamati a pagare un obolo a MPEG LA, un'associazione appositamente creatasi. Coloro che creano filmati per il web possono invece utilizzarlo gratuitamente fino al 2016: fra circa sei anni però, MPEG LA potrebbe decidere di cambiare le cose.

WebM: una sintesi dei due

Arriva ora un terzo partecipante: WebM, questo il nome del progetto annunciato ieri, mira a combinare le migliori caratteristiche di Ogg Theora e H.264. È infatti open source (licenza BSD) e promette di raggiungere un livello qualitativo che, sebbene non equivalente ad H.264, dovrebbe comunque risultare nettamente superiore a Ogg Theora, e risultare comunque "buono a sufficienza" per le produzioni destinate al web.

WebM è un nome collettivo per una combinazione delle tecnologie: è composto VP8 (video), Ogg Vorbis (audio) e una sezione di Matroska (contenitore). La parte del leone la gioca evidentemente VP8: la specifica, realizzata originariamente da On2 Technologies, è stata poi trasferita a Google contestualmente all'acquisizione del gruppo perfezionatasi ad inizio anno. Il gigante delle ricerche ha ora scelto di liberalizzarne la distribuzione come parte del progetto WebM.

I produttori lo spingono in massa

Alle spalle di WebM si sono già schierate quasi tutte le più importanti aziende del settore.

Google stessa ha già annunciato l'intenzione di implementare il supporto a WebM nel proprio Chrome già dalla settimana entrante. Il progetto open source Chromium ha, frattanto, rilasciato una build preliminare con tutto il necessario già integrato.

Il popolare sistema operativo per smartphone, Android, verrà invece aggiornato con il supporto a WebM durante l'estate.

Nemmeno Mozilla ha perso tempo: alla pagina "Firefox WebM Builds" sono presenti le derivazioni di Firefox 3.7 per Windows, Linux e Mac già in grado di riprodurre filmati codificati con WebM. La funzionalità verrà poi integrata nel ramo di sviluppo stabile dopo il consueto periodo di rodaggio.

I fan di Opera possono fare riferimento a questo post per scaricare una versione speciale del navigatore norvegese, equipaggiata con il decodificatore per WebM

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Ma non solo gli sviluppatori di browser web spalleggiano WebM. Adobe consentirà di trasmettere filmati in streaming tramite Flash "entro della fine dell'anno", mentre AMD, ARM, NVIDIA, Broadcom e Qualcomm sono state coinvolte con il compito di predisporre la decodifica via hardware dei filmati WebM nei propri prodotti.

Google ha comunque assicurato che anche le unità di calcolo meno veloci saranno in grado di decodificare WebM a velocità accettabili. Lo stesso non si può dire di H.264 che, spesso, risulta fuori dalla portata dei calcolatori più datati e sprovvisti di opportuna accelerazione via GPU.

Per quanto riguarda gli strumenti di compressione, sono già apparse alcune patch in grado di trasformare FFmpeg in un programma spara-WebM. Tramite i filtri DirectShow è poi possibile rendere disponibii le funzioni di codifica/decodifica a tutti i programmi compatibili (Windows Media Player e VirtualDub inclusi).

Dove sono i contenuti?

È evidente che, per quanto la tecnologia possa essere interessante, risulta ben poco utile senza il supporto dei creativi.

YouTube però si è mossa d'anticipo: dopo aver attivato la modalità HTML5, è sufficiente aprire il filmato di proprio interesse ed inserire manualmente il suffisso &webm=1 nell'URL dello stesso per passare da H.264 a WebM. Non tutte le clip ancora funzionano, ma qualcosa già si vede: "Official Adriana Lima COME BACK Video" è uno di essi

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Opera, dal canto proprio, ha proposto un pugno di filmati dimostrativi: "WebM simple example page", "WebM custom controls example (720p)" (interessante esempio di filmato WebM ad alta risoluzione) e "WebM fancy swap example".

Va da se che le risorse indicate funzionano solamente utilizzando un browser con l'opportuno supporto a WebM, ovvero (almeno per il momento) una delle versioni preliminari segnalate in precedenza.

Internet Explorer 9: supporto... non-nativo

Con un post apparso sul blog ufficiale, Dean Hachamovitch, General Manager per Internet Explorer, ha illustrato la posizione di Microsoft in merito a WebM.

Il colosso ha confermato la propria intenzione di supportare nativamente il solo H.264 in Internet Explorer 9, adducendo nuovamente il timore di eventuali problemi legali legati a brevetti utilizzati senza permesso.

Hachamovitch ha comunque chiarito che IE9 sarà in grado di utilizzare un eventuale codec installato separatamente sul sistema operativo per decodificare e riprodurre filmati WebM.

Non si tratta in realtà di una notizia particolarmente significativa: il browser sarà infatti in grado di raggiungere il medesimo risultato anche con qualsiasi altro filmato per il quale fosse stato installato l'opportuno decoder.

In linea di massima quindi, Microsoft continuerà a spalleggiare H.264.

Non è chiaro come si muoverà Apple: data la veemenza con la quale il colosso di Cupertino ha sempre spinto H.264, è sicuramente molto probabile che il gruppo rimanga legato a tale specifica.

Il vincitore (non) è arrivato

Il progetto WebM, nonostante sia stato svelato da poche ore, ha molte carte in regola per divenire il nuovo riferimento del settore.

L'effetto più immediato è quello di spazzare via dalla partita Ogg Theora: la specifica non è infatti in grado di offrire nulla in più rispetto a WebM, né come qualità, né dal punto di vista legale o amministrativo.

Più difficile intravvedere quale possa essere l'esito dello scontro con H.264. Il video-codec di MPEG LA, oltre ad offrire una livello qualitativo superiore, è stato in grado di accaparrarsi e mantenere anche i favori di Microsoft. E, si sa, la possibilità di poter trasmettere filmati agli utenti di Internet Explorer senza richiedere loro l'installazione di software addizionale è indubbiamente un traino importantissimo per il successo di una tecnologia invece che di un'altra.

In attesa di vedere come andranno le cose, è possibile conoscere meglio WebM consultando il sito ufficiale.

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