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Aprire un blog: guida per muovere i primi passi nel mondo del web publishing

23/09/2009
- A cura di
Internet - Vuoi aprire un tuo blog ma è la prima volta che ti addentri nel faticoso ed appagante mondo della pubblicazione on-line? Ecco un buon punto di partenza per acquisire i primi, fondamentali concetti che ti aiuteranno nelle scelte che dovrai intraprendere.

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Dalla teoria alla pratica

La prima domanda che spesso ci si pone è: "Come faccio a scegliere ciò che mi serve?"

La domanda sembrerebbe di rito, ma posta in questi termine tende a sviluppare un dibattito che alla fine dei conti è improduttivo.

Ci sono due domande, a mio modo di vedere, le cui risposte, o meglio le combinazioni fra le possibile risposte, determinano automaticamente la soluzione dello spinoso quesito.

Domanda 1 - Che tipo di dimensione voglio dare in partenza al mio blog: "personale" o "professionale"?

Domanda 2 - Quali conoscenze si hanno (o non è un problema apprendere) e di che livello?

Per semplicità espositiva, e anche per rendere il discorso concreto, ho cercato di spiegare i vantaggi e gli svantaggi della prima risposta e poi ulteriormente diramarla seguendo l'aut-aut più marcato che ci impone la seconda.

Che tipo di dimensione voglio dare in partenza al mio blog: "personale" o "professionale"?

Partiamo con una importante premessa. I termini informale/personale e professionale, sono strettamente legati alla realtà in cui il blog va a radicarsi. Stare in una o nell'altra categoria, non determina certamente la qualità del blog che dipende, come è facile intuire, da come si affrontano gli argomenti trattati.

Premesso ciò, chiunque, a caldo, vorrebbe partire nel miglior modo possibile, ma ragionando a mente fredda e valutando con attenzione i pro e i contro ci si rende facilmente conto che una dimensione informale ci permette di accettare dei compromessi e partire rapidamente con il progetto; in una dimensione più professionale lo sforzo iniziale è maggiore, può necessitare di un piccolo budget e spesso allontana l'apertura del blog.

Molto spesso mi sono trovato dinnanzi progetti che sottovalutavano questo aspetto, i cui autori si sono imbarcati in situazioni più grandi di quel che pensavano con il solo risultato di desistere.

Per un approccio informale

Un blog personale come dicevamo, ci concede il lusso di accettare degli accomodamenti.

Il tipico esempio di blog informale calza a pennello con l'idea del diario personale, senza molte pretese iniziali escludendo la più importante di tutte, quella di trovare subito casa in rete ai nostri pensieri.

Presa per buona, quindi, che questo è il percorso da intraprendere, analizziamo le due strade a cui ci porta la seconda domanda.

Non si ha nessuna conoscenza di linguaggi web; e, francamente, non si ha nessun interesse ad apprenderli.

Bene, è una decisione comprensibile. In questo caso le opzioni di scelta si limitano in numero; ma non certo in qualità.

La scelta più sensata è quella di appoggiarsi ad un servizio di blogging gratuito già preconfigurato.

Questi servizi di blogging permettono infatti, previa una semplice registrazione, di avere un CMS già configurato ad hoc, già predisposto alla pubblicazione di ogni tipo di multimedia (testo, foto, video).

La personalizzazione dell'aspetto grafico (temi) o degli addons, sono possibili ma a volte sono limitate a quelli precaricati dal servizio.

In questo caso vi verrà fornito un dominio di "secondo livello"; ma onestamente data la natura del blog non c'è nulla di deprecabile in questo.

Probabilmente non ci verrà fornito un alias mail e neanche un accesso ftp; la gestione dei file sarà limitata, sia nelle estensioni che nelle dimensioni e potrebbe capitare di aver la necessità di appoggiarci ad altri servizi gratuiti da interfacciare con il blog (es. per i video YouTube; per gallerie di foto flickr o servizi affini)

Un lato altamente positivo che invece viene trascurato quasi sempre è l'ottimo piazzamento nei motori di ricerca; di solito infatti godrete di riflesso della notorietà del servizio per scalare la classifica (tanto ambita) di Google o chi per esso.

In oltre disporrete del supporto della comunità legata al servizio per eventuali problemi.

Niente male per iniziare, non trovate?

Se si conoscono i linguaggi web (HTML/CSS/PHP) anche ad un livello base e pur di raggiungere lo scopo si è disposti a colmare le proprie lacune si può preferire un approccio diverso.

Data la dimensione comunque personale del progetto credo che la scelta più opportuna sia quella di cercare un Host gratuito e installare il vostro CMS preferito o che lo installi con pochi click per risparmiare lavoro.

Solitamente le configurazioni di default dell'istallazione automatica è sufficiente per un blog personale, ma per ogni sfumatura che desiderate cambiare avrete le conoscenze per farlo.

Si presenterà nuovamente l'incomodo di un dominio di secondo livello.

Potrete sfruttare le vostre conoscenze dei linguaggi per modificare parzialmente il tema, disporrete, a seconda del servizio scelto di alias mail, accessi ftp e una completa gestione dei file. In questo caso le vostre nozioni vi permetteranno di non aver bisogno di servizi esterni per ospitare e gestire file video o gallerie fotografiche, in quanto tutti i file risiederanno sul vostro Host e potrete interfacciarle voi stessi con il blog.

Per un blog legato ad un ambiente professionale

Esempio tipico il corporate blog o blog aziendale. In questo caso la necessità di un dominio di primo livello, ma sopratutto la possibilità di poter personalizzare ogni aspetto estetico o del CMS, si fa più pressante.

Sicuramente è da escludere un servizio gratuito preconfezionato e in ultima analisi anche un Host gratis, quindi è da considerare una più o meno piccola spesa iniziale.

In questo caso però data la natura "professionale" del blog non c'è davvero molto spazio per chi non ha nessuna conoscenza o per chi ha una conoscenza di base dei linguaggi web e credo personalmente che percorrere una strada di questo tipo senza avere già nozioni salde e precise sia un percorso da non intraprendere.

Gli unici consigli che mi vengono da suggerire a chi non ha già una valida preparazione ma vuole dare un tocco di "professionalità" al proprio blog è acquistare un Host che configuri in automatico il CMS che si vuole utilizzare, così da avere un dominio di primo livello e un alias mail, scegliere un tema molto simile a ciò che si desidera realizzare con integrate già soluzioni per ospitare tutto ciò che abbiamo bisogno senza dover apportare modifiche; ancora meglio se dispone di opzioni per la configurazione visuale: sostituzione testata, sostituzione logo e colori. Non cimentarsi in radicali cambiamenti del tema e di focalizzarsi sull'utilizzo di servizi esterni da interfacciare al blog.

Si deduce facilmente che il lavoro da svolgere all'inizio per rendere un blog professionale in questo caso è di ricerca.

Dovrete porre più attenzione alle scelte fatte, le quali vi limiteranno se errate. Assicuratevi che il servizio installi un CMS molto performante ma sopratutto, ci tengo a ripeterlo, scegliete un tema non tanto per il suo aspetto ma per le sue funzionalità.

Per chi invece dispone di forti conoscenze dei linguaggi web credo che ci sia poco da dire, sopratutto in questa sede, visto che l'articolo è per neofiti.

Con l'acquisto di un Host avrete pieno controllo della struttura e con la padronanza dei linguaggi l'unico limite è la vostra fantasia.

In conclusione

Abbiamo terminato anche questa terza parte relativa alla strada pratica da intraprendere.

Va da sé che questo è solo un tracciato generale da percorrere. Poiché le ipotesi da cui partono sono molto soggettive, non è da escludere che ognuno di voi trovi la sua strada oscillando tra queste linee guida.

Se mi permettete un ultimo consiglio, affinché i vostri progetti partano con rapidità; siate onesti con voi stessi nel rispondere alle domande sopra sviscerate. Molto spesso, aver predisposto qualche sito amatoriale o conoscere il funzionamento globale di un database o un server web tipo Apache non si possono considerare salde nozioni.

Vi conviene, nell'incertezza, partire da un gradino più basso e poi man mano salire di livello, e non come spesso vedo fare partire sicuri e convinti dei propri mezzi per poi accontentarsi di un progetto incompleto, non esteticamente e né funzionalmente apprezzabile oppure retrocedere ad un livello "inferiore" dopo aver impiegato notevoli sforzi.

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