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Bit, byte e altre unità di misura informatiche

16/04/2007
- A cura di
Zane.
Tecniche Di Base - Vi siete mai chiesti come mai il vostro disco fisso da "80 gigabyte" riesce a contenerne soltanto 74,5? E perché la vostra ADSL da 1280 scarica al massimo a 160? E ancora, perché un DVD scrivibile ha una capacità reale di 4.3 invece che 4.7? Presentiamo un dettagliato articolo per fare chiarezza sul complesso ambito delle unità di misura informatiche.

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Così come il metro viene utilizzato per misurare le distanze ed il grammo permette di stabilire il peso di un corpo, allo stesso modo anche il modo dell'informatica ha una propria unità di misura, impiegata nello specifico per misurare la quantità di informazioni.

E proprio come il metro dispone di vari multipli (fra cui il più usato è sicuramente è il kilometro), allo stesso anche l'unità di misura informatica avrà bisogno di unità multiple che consentano di esprimere in forma più compatta quantità molto elevate: è più pratico utilizzare "100 kilometri" oppure "100.000 metri"? Appunto.

Ma le analogie non finiscono qui: proprio come esiste il "kilometro al secondo" per trattare le velocità, allo stesso modo il mondo dei computer ha avuto bisogno di realizzare unità di misura composte per trattare problemi simili.

Ecco il bit!

Se per il metro esistono anche sottomultipli, fra cui il centimetro, nel modo dell'informatica si è scelto di "iniziare dal basso": ecco quindi il bit, compressione BInary digiT, definito come la più piccola quantità di informazione concepibile per un elaboratore dati.

Ma un computer è uno strumento matematicamente semplice, che gestisce solamente lunghe serie di zero ed uno, raggruppati in sequenze di varia lunghezza per codificare informazioni più complesse. Ecco quindi che l'unità base, il bit, può assumere solamente due valori: zero oppure uno.

Ecco il byte!

Ma come può un elaboratore dati che gestisce solamente il concetto di 0 ed 1 trattare anche i caratteri alfanumerici concreti? Semplicemente utilizzando una particolare codifica di memorizzazione, cioè codificando in sequenze di 0 ed 1 qualsiasi altro simbolo!

Quanto impiega questa codifica in termini di spazio? Esattamente 8 bit.

Come è facile immaginare, questi benedetti 8 bit sono utilizzati talmente tanto da rendere oltremodo comoda l'introduzione di una seconda unità di misura, pari appunto ad 8 bit. Ecco quindi nascere il byte, cioè la dimensione di un carattere dell'alfabeto (ad esempio la lettera "a") oppure la rappresentazione di un numero ("6").

Una esperienza concreta per focalizzare questo concetto è quella di aprire il blocco note, digitare la stringa ciao! e quindi salvare il documento: quanto sarà grande il suddetto file? Si tratta di cinque caratteri, ognuno pari ad un byte per quanto visto poco fa... quindi un totale di 5 byte.

5byte.png

E se volessimo conoscere la stessa grandezza espressa in termini di bit invece? Ricordando che un byte è pari ad 8 bit, basta moltiplicare 5 byte x 8 bit = 40 bit. Potremmo indifferentemente dire quindi che il nostro documento occupa 5 byte oppure 40 bit.

Bit oppure byte?

Come appena visto, esprimere una grandezza in bit oppure in byte è indifferente: è la stessa cosa affermare che una distanza misura 2,54 centimetri oppure 1 pollice? Certamente si, la sostanza è la stessa, cambia solo l'unità di misura di riferimento.

Per una consuetudine non scritta però si preferisce utilizzare il byte per le misure spaziali ("questo documento occupa 5.000 byte" oppure "questa memoria ha una capienza di 64.000.000 di byte") ed il bit per quelle velocistiche ("questo collegamento ad Internet permette di scaricare a 56.000 bit al secondo"). Si tratta però solamente di consuetudini!

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