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Bit, byte e altre unità di misura informatiche

16/04/2007
- A cura di
Zane.
Tecniche Di Base - Vi siete mai chiesti come mai il vostro disco fisso da "80 gigabyte" riesce a contenerne soltanto 74,5? E perché la vostra ADSL da 1280 scarica al massimo a 160? E ancora, perché un DVD scrivibile ha una capacità reale di 4.3 invece che 4.7? Presentiamo un dettagliato articolo per fare chiarezza sul complesso ambito delle unità di misura informatiche.

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La questione dell'ADSL "lenta"

Imparando la fondamentale differenza fra bit e byte, abbiamo quindi scoperto che la velocità di punta della nostra ADSL rispecchia, nella maggioranza dei casi, proprio quanto promesso: ad esempio, una linea da 1.280 kilobit per secondo scarica a.. 1.280 kilobit al secondo, che espressi in byte sono pari appunto a 1280 kilobit / 8 bit per ogni singolo byte = 160 kilobyte per secondo.

La "truffa" del disco fisso

Ragionando infine sulla complessa questione delle unità di misura multiple, si può arrivare a capire perché, ad esempio, un disco fisso che da specifiche dovrebbe garantire una capacità di archiviazione pari ad "80 gigabyte", arriva al massimo ad 74,5.

Nelle intenzioni dei produttori, 80 gigabyte significa 80 miliardi di byte. Questa sarebbe un'indicazione corretta se il mondo informatico assumesse 1 gigabyte = 1.000.000.000 byte . Come abbiamo visto poco sopra riferendoci ai kilobyte invece, nel mondo dei computer 1 gigabyte = 1.073.741.824 byte.

Dividendo quindi il valore di 80.000.000.000 byte (80 gigabyte) per il numero 1.073.741.824 byte (cioè un gigabyte come utilizzato dal computer) si ottiene appunto 74,5 GB, cioè la reale capacità di memorizzazione del disco.

La "truffa" del DVD

Discorso del tutto analogo per quanto riguarda i DVD scrivibili: la capacità promossa dai produttori è di 4.7 GB, inteso però ancora una volta come 4.700.000.000 byte.

Per ottenere lo spazio realmente a disposizione dell'utente però, è necessario ancora una volta dividere questo valore per l'assunto informatico, in cui un gigabyte vale 1.073.741.824 byte: in questo modo si ricaverà la reale capacità di un DVD, cioè all'incirca 4.37 GB.

I nuovi prefissi di misura

Conscia del problema, la comunità scientifica internazionale ha emesso una serie di nuovi prefissi, con lo scopo di stabilire in modo univoco e non fraintendibile queste misure.

I nuovi prefissi prendono il nome di prefissi standard IEC e sono kibi-, mebi-, gibi-, tebi e via dicendo, in cui la sillaba "bi" sta ad indicare appunto che stiamo lavorando in ambito binario.

Sul piano puramente teorico, questa nuova disposizione sbroglia completamente la matassa: l'indicazione "1 kilobyte" diviene uguale 1.000 byte, mentre "1 kibibyte" sta ad indicare 1.024 byte.

Se sul piano teorico la cosa è piuttosto semplice, sono ancora pochissime le realtà in cui si utilizza la nuova nomenclatura: nella stragrande maggioranza dei casi si continua e si continuerà ancora per molto tempo ad usare i prefissi tipici del sistema decimale (kilo-, mega- eccetera) anche per indicare quantità binarie.

Quanto (diavolo) vale un kilobyte?

Se siete riusciti ad arrivare fino a qui, sono sicuro che avrete in testa più confusione che mai! Alla fine dei conti, quanto vale un kilobyte?

Affermare "vale 1.000 byte" è l'equivalenza più corretta sul piano strettamente formale, ma non è il modo in cui è stata applicata all'informatica, in cui il presupposto è che "vale 1024 byte".

Poiché si lavora nel mondo reale e non in quello teorico, e fino a quando il termine kibibyte non avrà soppiantato del tutto il kilobyte anche nell'utilizzo quotidiano (cosa che richiederà non meno di una decina d'anni) è necessario adattarsi alla realtà dei fatti, ed assumere che "1 kilobyte vale 1.024 byte"... e ricordarsi di fare sempre una conversione prima di acquistare un disco fisso, soprattutto se di capacità elevata: comprare un modello da 500 GB per poi ritrovarsene a disposizione solo 465,6 potrebbe far infuriare anche i più cauti.

Tabella completa dei multipli del byte

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Arrivano i multipli

 

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