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Macchine Fotografiche Digitali

13/06/2005
- A cura di
Hardware & Periferiche - Le tecnologie, i componenti, tutti i suggerimenti per scegliere quella più adatta.

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Abbiamo introdotto, così, un nuovo concetto: la "Risoluzione ottica di una immagine", che possiamo definire come il grado di "ricchezza di particolari" (espresso in "numero di pixel"), con cui una immagine viene "acquisita", e che è una caratteristica intrinseca della immagine, che può essere impostata, prima ancora di scattare la nostra foto. Cioè, in tutte le fotocamere digitali è possibile scegliere a priori, e foto per foto, il numero di pixel da cui sarà formata l'immagine. Tanto più elevato è questo numero, e tanto più "ricca di dettagli", e, pertanto di migliore qualità, sarà la nostra immagine; ma dalla risoluzione, dipendono, poi, anche, le dimensioni con cui potrà essere visualizzata sul monitor o stampata, in modo soddisfacente, la nostra foto.

Foto5.jpgUn esempio chiarirà meglio questi concetti. Supponiamo di avere una immagine con una risoluzione di 800 x 600 pixel (il primo valore si riferisce ai pixel in orizzontale, mentre il secondo, ai pixel in verticale) ; l'immagine, pertanto, sarà formata da un totale di 480.000 pixel; se la visualizziamo sul monitor, poiché i monitor, solitamente, sono in grado di visualizzare 72 punti per pollice quadrato (si dice che hanno un DPI - Dots Per Inch - di 72), (un pollice quadrato equivale ad un quadrato con un lato di 2.54 cm), questa immagine avrà dimensioni di 28.2 x 21.15 cm, e, pertanto, occuperà tutto lo schermo di un monitor da 17 pollici. Infatti 800 (i pixel della immagine): 72 (il DPI del monitor) = 11.11 pollici x 2.54 cm (a tanti cm corrisponde 1 pollice) = 28.22 cm; 600: 72 = 8.33 pollici x 2.54 cm = 21.16 cm.

Se, invece, proviamo a stamparla, ed impostiamo la nostra stampante su un DPI di 300 x 300, comunemente ritenuto adeguato per garantire una qualità fotografica accettabile, (in gergo digitale si parla di "Risoluzione di stampa alta"), otterremo una foto di 6.77 x 5,08 cm, lontana, quindi, come dimensioni, dal formato fotografico standard cui siamo abituati, e cioè, il 10 x 15 cm.

Infatti: 800 (i pixel della immagine): 300 (il DPI che abbiamo impostato nella stampante) x 2.54 cm = 6, 77 cm e 600 (i pixel della immagine): 300 (il DPI che abbiamo impostato nella stampante) x 2.54 cm = 5.08 cm.

Sacrificando la qualità, e stampando, per esempio, a 200 x 200 DPI ("Risoluzione di stampa medio-alta"), otterremo una immagine di 10 x 7.5 cm circa. In ogni caso, è meglio non scendere sotto i 150 x 150 DPI ("Risoluzione di stampa medio-bassa"), anche se l'occhio umano non è in grado di distinguere i singoli punti di una immagine quando sono più di 100 per pollice, ad una normale distanza di visione di 25 -30 cm. Ma se ci avviciniamo di più, o se usiamo una lente di ingrandimento, si, e l'immagine apparirà sgranata!

Facendo i dovuti calcoli, quindi, se vogliamo stampare nel formato tradizionale (10 x 15 cm) una foto di qualità accettabile (Ripeto, 300 DPI, risoluzione di stampa alta), abbiamo bisogno di una risoluzione di 1181 x 1772 pixel, che ci dà una foto di 2.092.732 pizel; se, invece, ci contentiamo di una risoluzione di stampa medio-alta (200 DPI), abbiamo bisogno di una risoluzione di 787 x 1781, che ci dà una foto di 1.401.647

Il conto è presto fatto: 10 (cm): 2.54 (Pollici) x 300 (Valore di DPI) = 1181, e,

15 (cm): 2.54 (Pollici) x 300 (Valore di DPI) = 1772. Seguendo questo esempio, chiunque può costruirsi delle tabelle per determinarsi, in base alla risoluzione di stampa, ed alle dimensioni della stessa, di quanti pixel ha bisogno.

Tornando al ns esempio precedente, se il nostro sensore CCD ha 2.100.000 fotodiodi, non vi è alcun problema (ma parliamo già di macchine con un costo superiore, di solito, a 1.500.000 lire), ma non vi sono grossi problemi, a patto di rinunciare un po' alla qualità, anche se la nostra fotocamera ha solo, per esempio, 1500 x 1200 pixel CCD (quindi, 1.800.000 pixel). (Da notare che, in tutti questi nostri esempi, parliamo di qualità "accettabile" della foto, lontana dalla qualità cui siamo abituati con le fotocamere tradizionali!).

Foto6.jpgTutte le fotocamere digitali moderne, infatti, dispongono di un software che permette di aumentare artificiosamente la risoluzione di una immagine, aggiungendo, tramite complessi calcoli matematici, un numero più o meno elevato di pixel, a discapito, ovviamente della qualità della foto, che apparirà più o meno "sgranata", in quanto questi pixel aggiunti, di fatto, non corrispondono a punti presenti realmente nella immagine originale.

Abbiamo introdotto, così, il concetto di "Risoluzione Interpolata" o "Risoluzione Massima", di una fotocamera digitale, sempre maggiore, pertanto, della "Risoluzione Ottica", e sulla quale, spesso e volutamente, le case produttrici di fotocamere digitali, e rivenditori compiacenti, fanno poca chiarezza, spacciando per 2.5 megapixel, per esempio, macchine con sensore da 2 o 1.8 megapixel. È segno di serietà indicare separatamente il numero di sensori CCD, la risoluzione ottica, e la risoluzione massima.

La conclusione di tutto ciò è ovvia: andare a verificare, in vista di un acquisto (ma non è sempre facile), quale è la "Risoluzione Ottica" della macchina, cui è direttamente proporzionale la qualità effettiva della immagine.

Pur nondimeno, anche una elevata "Risoluzione Massima" può essere presa in considerazione, specie se intendiamo stampare ingrandimenti delle nostre foto, senza badare troppo alla qualità.

Da tutto quanto detto, ne consegue un importante risvolto pratico. Prima di un acquisto, è bene valutare attentamente quello che si intende fare delle proprie foto digitali.

Se l'intenzione è prevalentemente quella di limitarsi a guardarle sul PC, o metterle su Internet, allora può essere sufficiente una fotocamera con un sensore CCD da 1 - 1.5 milioni di pixel; se, invece, ci piacerebbe stamparle, dovremo rivolgere la nostra attenzione a fotocamere con sensore CCD dai 2 milioni di pixel in su, a seconda di quanto siamo disposti a spendere.

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