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MPAA piange ancora per i cattivi pirati italiani

12/12/2006
- A cura di
Archivio - Gli studios si strappano per l'ennesima volta le vesti e denunciano: in Italia i pirati stanno uccidendo la nostra industria, il download senza scopo di lucro è un delitto, i giovani sono da rieducare. E il mercato deve potersi difendere da solo.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Natale, tempo di regali, e dell'ennesima tirata ideologica dell'organizzazione dei magnati hollywoodiani sulla pericolosità del P2P, del download libero e gratuito delle opere d'ingegno per l'industria, i lavoratori, gli utenti, le nazioni e il mondo intero. In particolare, torna sotto i riflettori la disastrosa situazione italiana, che stando alle querule geremiadi di MPAA, nel solo 2005, ha bruciato 400 milion-dollari di sudati guadagni a causa dei download illegali e dei dischi contraffatti.

Lo denuncia il presidente di MPAA Robert Pisano: "La pirateria è la nostra preoccupazione principale per lo sviluppo e la sopravvivenza dell'industria cinematografica", dice, e tutti quei dollari andati in fumo sono un prezzo che l'industria non può permettersi più di pagare "e che anche il governo Prodi deve considerare come una grave forma di evasione fiscale".

Per contrastare il fenomeno, Pisano chiama alla collaborazione attiva tutti i protagonisti del mondo dello spettacolo e i fornitori di servizi di accesso alle tecnologie di scambio dei contenuti. In più, sempre secondo Pisano, la pirateria multimediale è ancora percepita da tanti come un fenomeno affatto pericoloso, e le categorie più esposte come i giovani downloader dovrebbero essere rieducate in senso contrario. Inoltre, dopo la punzecchiatura al governo di centro-sinistra italiano, Pisano elargisce generosi consigli anche all'Europa: "La maniera migliore in cui l'Unione Europea può fronteggiare la pirateria è consentire, tramite nuove leggi, che il mercato possa arrivare a difendersi da solo".

01_-_MPAA_Subversive_Shorts.jpg

L'industria vuole insomma mano libera, per fare un po' quello che le pare con Internet, il P2P e gli utenti. Quello che Robert Pisano non dice, comunque, è che una cosa è il file sharing un'altra la pirateria di prodotti contraffatti gestita della criminalità organizzata, sussistono fondatissimi dubbi sulla stessa legittimità delle cifre snocciolate con tanto di lacreme napuletane, le associazioni come MPAA usano il maglio del copyright come e quando più gli conviene e già in passato hanno dimostrato di voler far valere le proprie ragioni senza alcun rispetto per cosa sia lecito e cosa meno nei confronti dei diritti legali degli utenti.

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