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RIAA denunciata dai discografici!

11/02/2006
- A cura di
Archivio - Un'etichetta musicale canadese sconfessa l'associazione dei discografici americani e la sua infinita campagna legale contro chi scarica dalla rete musica protetta dai diritti d'autore..

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

01_-_RIAA_watching_you.jpgLa persecuzione ideologica di stampo maccartista del P2P, messa in atto dalle potenti associazioni di categoria dell'industria dello spettacolo e dei produttori di contenuti vacilla una volta di più. Dopo la penosa figura fatta da MPAA per la copia non autorizzata di un documentario sui suoi discutibili metodi di lavoro, ora tocca all'associazione dei discografari e delle etichette musicali americane mostrare il fianco a critiche provenienti dal seno della stessa industria: l'etichetta canadese Nettwerk Music Group ha pubblicamente dichiarato il suo supporto ad una famiglia denunciata RIAA per download illegale di musica dalla rete.

Nel dettaglio, la famiglia Greubel è finita nei guai a causa del "tecnofilo" di casa, David, colpevole di aver scaricato oltre 600 brani senza aver prima pagato i rispettivi diritti di copyright alle case di produzione. RIAA ha richiesto un pagamento di 9.000 dollari come indennizzo, cifra dimezzabile qualora la somma venga versata in un lasso di tempo sufficientemente breve.

02_-_Digital_Note.jpgLa cosa si è complicata quando uno degli artisti Nettwerk, il rapper MC Lars, sensibile ai temi delle nuove frontiere della interconnessione tecnologica, che nei suoi testi canta della iPod-Internet iGeneration, ha ricevuto una lettera con una richiesta di aiuto da parte della sorella del "pirata" musicale. Informato della questione, il CEO dell'etichetta, Mr. Terry McBride, ha dichiarato la volontà della sua Corporation non solo di coprire le spese legali della famiglia Greubel dovute ad un'eventuale causa in tribunale, ma di occuparsi persino del risarcimento in caso di giudizio sfavorevole al termine del dibattimento.

"Denunciare i fan non è una soluzione, ma il problema. Le denunce sono un deterrente per la creatività e la passione, e stanno danneggiando il business che amo. Le azioni RIAA non fanno gli interessi dei miei artisti", ha dichiarato il manager. E tra gli artisti dell'etichetta vi sono proprio alcuni dei presunti "defraudati" dei loro diritti d'autore, star come Avril Lavigne o lo stesso MC Lars.

03_-_RIAA_is_useful, _anyway.... jpgPer Nettwerk, insomma, quelli che RIAA considera come pericolosi pirati in grado di uccidere la musica (cioè il ragazzo musicofilo di cui sopra) sono soltanto appassionati che condividono in modo nuovo il loro piacere di ascoltare musica. L'associazione americana, lo ricordiamo, ha all'attivo la bellezza di circa 16.000 cause intentate nei confronti di altrettanti utenti del file sharing su territorio americano, tutti colpevoli di aver scaricato musica che non avevano il diritto di possedere o di ascoltare. Nel mentre, la mobilitazione delle associazioni dei consumatori e l'azione di educazione civica delle organizzazioni di difesa dei nuovi diritti digitali (su tutte, la Electronic Frontier Foundation) alza la voce della protesta, per l'abuso del sistema legale in difesa di interessi di parte e non certo di quello generale o di categoria.

"Dal 2003 RIAA ha continuato ad approfittare del sistema legale per estorcere contanti a persone comuni. Facendo così ha abusato della legge sul copyright trasformando ciò che dovrebbe essere considerato uno scudo, in una spada", ha dichiarato al proposito l'avvocato che si occuperà della difesa della famiglia Greubel.

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