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IPRED: i provider non ci stanno

04/05/2009
- A cura di
Filesharing Peer-to-peer - Nonostante i primi risultati positivi, la normativa chiamata IPRED è risultata inefficace. I provider svedesi si ribellano e continuano a scontrasi in tribunale con IFPI.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

La normativa denominata IPRED, entrata in vigore da appena un mese, sta già ricevendo pesanti critiche dai provider svedesi, che confermano la loro posizione contraria alla legge. Già da subito gli ISP si sono detti scontenti delle nuove misure proposte, e già in questi giorni molti di essi stanno cercando cavilli legali da sfruttare per sottrarsi agli obblighi previsti dal provvedimento.

Il primo a farsi avanti in questo senso è stato il CEO di Bahnhof, Jon Karlung, che ha sempre dichiarato di non voler minimamente attenersi alla normativa. "In questo modo si trasformano i provider in spie, danneggiando solo i loro clienti" ha dichiarato. Ma ora pare che sia stata trovata anche una scappatoia legale che permette ai provider di non salvare gli indirizzi IP di coloro che sfruttano il file-sharing illegale: la legge specifica solo che gli ISP possono scegliere di salvare i dati dei pirati, ma non ne sono ufficialmente obbligati.

E così, dopo Bahnhof, anche Tele2, il più grande provider svedese, ha deciso di seguire la stessa strada. Niclas Palmstierna, CEO dell'ISP, ha dichiarato che, nonostante il loro database abbia già raccolto numerosi indirizzi per uso interno, da quando la legge si è mossa per appropriarsene, violando la privacy dei clienti, non raccoglieranno più nessun elemento, per un tempo indeterminato.

La risposta, dall'altra parte, è stata molto dura: "Tutti in parlamento sanno che Tele2 e gli altri ISP non stanno infrangendo la legge, ma se questi atteggiamenti continueranno ci muoveremo per rendere la legge ancora più restrittiva e forte" ha detto Peter Danowsky, avvocato di IFPI e rappresentante legale di IPRED.

Se il risultato, dopo solo un mese dall'applicazione della legge, è stato di inasprire ancora di più i contrasti fra le parti, siamo sicuri che prima di arrivare ad un compromesso passerà ancora molto tempo. Per ora possiamo attendere la contromossa legale di IFPI, la quale si preannuncia molto più forte della precedente IPRED, normativa che pare non aver sortito nessun effetto.

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