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BitTorrent è solo una "pay-per-view" gratuita?

26/07/2010
- A cura di
Zane.
Filesharing Peer-to-peer - Uno studio riconferma: la percentuale di materiale legale in circolazione su BitTorrent rappresenta una minima parte del totale. Che ne è della "libera circolazione della cultura"?

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Il filesharing è "condivisione del sapere", libera circolazione delle idee "scomode" e libertà di espressione... oppure solamente un canale privilegiato per scroccare indebitamente opere tutelate da copyright?

Mentre attivisti e sostenitori della condivisione via Internet difendono strenuamente la prima interpretazione, Ars Technica segnala un nuovo studio condotto da alcuni accademici australiani nel quale si inquadra una situazione ben diversa.

Paul Watters, professore associato presso l'università di Ballarat, ed un ampio team di accademici hanno monitorato l'attività di coordinamento delle condivisioni svolte da 23 tracker BitTorrent. Su un totale di 1.000 torrent presi a campione, appena 3 proponevano effettivamente contenuti legali, mentre 890 sono stati identificati esplicitamente come illegali, poiché veicolanti opere tutelate da diritto d'autore.

I restanti 107 casi non sono stati identificati chiaramente poiché i luminari non sono stati in grado di risalire con esattezza alle condizioni di distribuzione

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Si parla quindi di una percentuale di legalità che spazia nell'intervallo 0,3-11%.

Ma quello che colpisce di più è la tipologia di contenuti scambiati: dimenticati libri di testo, manualistica e qualsiasi altro contenuto più propriamente "istruttivo", le categorie più popolari sono film (43,3%), serie TV (29,1%) e musica (16,5%).

Gli unici tre file legali individuati con certezza, spiega il report, non appartenevano a nessuna di queste tre sezioni.

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Il documento integrale è scaricabile da qui.

Le critiche

TorrentFreak, celebre sito ad orientamento pro-P2P, ha pubblicato un corposo articolo di critica ai risultati proposti da Watters e soci.

Secondo l'autore, la rilevazione è interessata da numerosi vizi ed inesattezze, sia sui dati di partenza, sia sulla metodologia.

Sul solo IsoHunt.com, sostiene fra gli altri esempi il portale, figurano almeno 85,457 (1,5% del totale) torrent proposti da Jamendo.com: poiché tale risorsa accetta solo contenuti distribuiti con licenza libera, tale materiale è indubbiamente legale. A tale quota, continua l'articolista, è necessario sommare le distribuzioni Linux.

La critica prosegue evidenziando altre incoerenze più o meno accentuate nelle cifre, ma la conclusione è chiara: le conclusioni dello studio sarebbero platealmente errate.

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