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Marzo incandescente per il P2P in Europa

31/03/2010
- A cura di
Zane.
Filesharing Peer-to-peer - Mentre in Italia saltano i canali sotterranei verso The Pirate Bay, in Spagna arrivano condanne per l'operatore di alcuni siti dedicati a BitTorrent e in Francia si pirata di più nonostante Hadopi. Nel Regno Unito si discute di disconnessioni, mentre un'azienda del settore rischia di finire gambe all'aria. In Russia invece, qualcuno propone di perseguire utenti e operatori come falsari.

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Si è trattato di un fine marzo senza dubbio molto movimentato per gli appassionati di peer-to-peer di tutta Europa: mentre in Italia è stato chiuso d'autorità il proxy "labaia.net", uno dei siti che permetteva di aggirare il blocco applicato al celebre The Pirate Bay, anche negli altri Paesi membri dell'Unione sono emerse alcune novità importanti.

Spagna: chiusi 16 portali torrentizi

Se solo poche settimane fa un giudice spagnolo deliberava la non-colpevolezza di un sito specializzato in link a contenuti tutelati da copyright disponibili via P2P, non altrettanto fortunati sono stati bajandoseries.com, estrenostotal.com ed altri 14 siti analoghi.

Una corte spagnola ha ora decretato il blocco di tali risorse, ed il congelamento del conti correnti e degli indirizzi e-mail utilizzati da Rafael Mellado, considerato l'amministratore di tutte le risorse in esame.

La differenza fondamentale fra il caso preccedente e quello odierno pare consistere nel fatto che Mellado non solo proponeva i link al materiale tutelato, ma era anche responsabile in prima persona di immettere tali opere sui circuiti di P2P. Inoltre, Mellado offriva hosting gratuito a community interessate all'argomento, chiedendo in cambio l'inserimento di messaggi pubblicitari. L'amministratore, in questo caso, operava quindi con il chiaro scopo di lucrare sull'attività piratesca condotta dagli utenti: un dettaglio che ora potrebbe costargli moltissimo.

Francia: meno P2P, più RapidShare

L'aggressiva legge "Hadopi" entrata in vigore in Francia pare aver sortito un effetto collaterale imprevisto: se è vero che lo spauracchio della disconnessione per tutti coloro che fossero colti a scaricare illegalmente è riuscito a causare una contrazione degli scambi via P2P, dall'altra un gruppo di ricercatori ha rilevato un aumento del 3% nel volume di materiale scaricato abusivamente.

Il motivo è da ricercarsi in un semplice cambio d'abitudini: gli utenti disertano sì il P2P, ma si spostano poi sui siti di direct download come Rapidshare e simili per ottenere il materiale d'interesse, oppure sfruttano il crescente fenomeno della visione in streaming delle opere. Come noto infatti, la dottrina francese non contempla tali metodologie fra quelle che possono portare alla disconnessione.

Lo studio, pur ammettendo che il numero di utenti che sceglieranno di abbandonare il P2P crescerà molto rapidamente una volta che inizieranno effettivmanete le disconnessioni, prevede un parallelo aumento del traffico sui canali di direct download.

UK: Newzbin perde in tribunale. Proteste contro i three strikes

Tempi duri anche oltre Manica. Gli operatori di Newzbin, un particolare servizio che indicizza i file presenti sulla vetusta rete usenet, sono stati giudicati colpevoli di violazione di copyright. Secondo la giuria, i prodotti commercializzati dal gruppo agevolano in maniera significativa il download di contenuti protetti da diritto d'autore, e l'azienda trae notevoli introiti da tale attività, pur non ospitando fisicamente i file. I termini della pena verranno resi noti solo in un secondo momento, ma certo è che si tratterà di una somma significativa.

Frattanto, si parla di disconnessioni per gli utenti pizzicati a violare per tre volte il diritto d'autore via filesharing. Nel Regno Unito però, la proposta non è ancora stata permutata in legge: mentre il dibattito parlamentare procede, numerosi utenti e personalità del settore dell'intrattenimento hanno espresso il proprio dissenso con una lettera aperta inviata alle autorità: i firmatari chiedono di valutare con attenzione l'impatto della decisione, coinvolgendo tutte le parti interessate.

Russia: perseguire operatori e utenti è la strada da seguire

Il turbine anti-pirateria che sta spazzando l'Europa arriva anche in Russia. Ad un mese dalla chiusura del sito Torrent.ru, le autorità stanno valutando la possibilità di perseguire sia gli operatori del settore sia gli utenti che condividono materiale protetto, equiparando entrambi i reati a quello di falsificazione.

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