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Il giorno più importante nella storia dell'emulazione?

06/03/2008
- A cura di
Archivio - Uno dei "mamedev" storici prospetta la possibilità di estrarre il contenuto della quasi totalità dei chip protetti in suo possesso, aumentando esponenzialmente la fedeltà emulativa di MAME.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Non usa mezzi termini Guru, il vate del collettivo dei mamedev che rappresenta, assieme ad Aaron Giles, Nicola Salmoria e pochi altri il cuore centrale che anima il progetto MAME. Guru, che si occupa principalmente del dumping delle ROM originali degli arcade - trasformando in sostanza quelle che sono informazioni codificate in hardware nei file che è possibile poi caricare nell'emulatore - riferisce alla community di appassionati di avere per le mani un accordo con una società non precisata, specializzata nel trattamento di processori e controller protetti, grazie al quale poter contribuire grandemente a raggiungere l'obiettivo principale del progetto, ovvero la fedeltà emulativa al bit nei confronti del reale funzionamento dei videogame riprodotti nella libreria digitale di MAME.

"Ho fatto un affare con una società che si occupa di sicurezza dei circuiti integrati - scrive Guru sul suo sito - per processare molti se non tutti i micro-controller di cui sono attualmente in possesso". L'esperto fa un lungo elenco di MicroController Unit (MCU) potenzialmente in grado di venire trattate, lette e decifrate dalla società in oggetto, elenco che tra le altre include le MCU custom di Namco, quelle del SEGA Model 1, i chip QSound delle schede Capcom ZN-1 e CPS-1/CPS-2, svariati chip sonori, il C-Chip di Bonze Adventure e tanti altri.

Allo stato attuale del codice di MAME, alcune di queste unità sono state riprodotte nell'emulatore attraverso il reverse engineering di tipo "black box", che comporta la non triviale fatica di cercare di capire come funziona e cosa contiene un microchip impossibile da leggere, o anche solo da dissaldare senza danneggiarne il contenuto, basandosi unicamente sui risultati di software-trojan di test scritto alla bisogna e interfacciato direttamente con la scheda del gioco.

Se le ROM del gioco funzionano in maniera corretto o quantomeno coerente una volta caricate all'interno di MAME, ci sono buone probabilità che l'approssimazione ottenuta con l'hacking suddetto sia vicina al reale contenuto delle MCU. Ma essendo la fedeltà emulativa il principio cardine di MAME, senza la possibilità di venire a conoscenza del contenuto esatto dei chip il driver del gioco risulterà sempre approssimativo.

Fujitsu_MB86233_TGP.jpg

Far trattare in maniera professionale questo genere di chip, come previsto dal già indicato Decapping Project, costa parecchi soldi: "Far portare a termine un lavoro del genere da una società specializzata - scrive Guru - costerebbe intorno agli 80.000-100.000 dollari. Tale somma include il decapping e la micro-fotografia delle masked ROM e il decapping più il bombardamento con raggi ultravioletti dei bit di protezione per leggere le EPROM interne". L'accordo di Guru, al contrario, prevede il trattamento di tutti gli MCU per un prezzo forfetario di "soli" 7.500 dollari USA.

Un prezzo che lo stesso mamedev definisce "sbalorditivo se si considera che trattare un solo PIC16C621A costa 1.200 dollari a chip!". Come mai allora questo forte sconto sul trattamento di un numero così esteso di microcontroller? Guru spiega che la società - che rimane rigorosamente anonima - è "MAME-friendly e supporta la nostra causa". In vista di concludere l'accordo, l'esperto è in grado di coprire le spese solo per 2.500 dollari, e fa affidamento per i restanti 5.000 sulla vasta comunità di appassionati e simpatizzanti di MAME presente in Internet.

Comunità che, in casi come questo, è solita rispondere di buona lena alle necessità contingenti: lo stesso Aaron Giles, attuale coordinatore del progetto, ha recentemente pagato di tasca propria oltre 1.000 dollari per invogliare gli sviluppatori a correggere l'enorme mole di bug che affligge i driver presenti in MAME. Al nuovo appello di Guru risponde dall'Italia il MAME Italian Forum, che può contare fra i suoi membri attivi alcuni dei maggiori partecipanti italiani al progetto.

Sul forum è stata aperta una colletta con lo scopo di racimolare quanto più è possibile dei 3.300 euro necessari a Guru per finalizzare l'affare, e per quanti volessero partecipare sono disponibili tutte le necessarie informazioni sul thread apposito. Tutti sono invitati a contribuire, suggeriscono sul forum; dopotutto il 27 febbraio "potrebbe davvero essere il giorno più importante nella storia dell'emulazione a condizione che vengano recuperati i fondi necessari" chiosa Guru.

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