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RIAA ritira le accuse, e paga le spese della difesa

14/08/2006
- A cura di
Archivio - Ennesima sconfitta della potente associazione americana, costretta a chiedere la chiusura della causa intentata contro una madre innocente, con la beffa finale di dover pagare le spese legali dell'avvocato della difesa..

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Arriva dall'Oklahoma l'ennesimo duro colpo alla strategia persecutoria a mezzo cause legali dell'associazione dei discografici americani, intrapresa per cercare di piegare il file sharing ai voleri delle corporazioni e delle etichette musicali. Non contenta di aver totalizzato figuracce per assurde accuse di download illegale ad anziane signore morte da un pezzo (rif. RIAA accusa: anche i morti rubano la musica col P2P!) e denunce provenienti dall'interno di quella stessa industria musicale che essa dovrebbe rappresentare (rif. RIAA denunciata dai discografici!), la Recording Industry Association of America si vede ora costretta a fare dietro marcia proprio nei tribunali, ritirandosi da una causa intentata dai suoi stessi legali.

01_-_RIAA_is_Evil.gifI rappresentati legali dell'organizzazione si sono visti obbligati a chiedere l'archiviazione della causa intentata contro una madre, colpevole soltanto di pagare la connessione ad Internet utilizzata per i presunti download. Senza prove concrete sulla responsabilità oggettiva della signora nell'infrangere il copyright dei contenuti contestati, gli avvocati non hanno avuto scelta: la corte federale dello stato americano ha concesso l'archiviazione, disponendo altresì che il facoltoso e onnipresente cliente dell'accusa pagasse le spese per il legale dell'incolpevole signora.

Secondo Steve Gordon, avvocato newyorkese specializzato in cause riguardanti l'industria dell'intrattenimento, il caso ha implicazioni significative: "Questo caso dimostra il punto debole delle cause di RIAA in generale", sostiene il legale. "Se non possono sostenere le loro accuse con l'evidenza legale richiesta, la cosa potrebbe condizionare tutte le loro iniziative di questo tipo, ed incoraggiare un maggior numero di accusati a contrattaccare - soprattutto se, come in questo caso, la corte assegna le spese legali all'imputato".

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