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Guida: predisporre un server Subversion (SVN) su CentOS

25/10/2011
- A cura di
Zane.
Linux & Open Source - L'utilizzo di un sistema per il controllo di versione è un'enorme comodità quando si gestisce un progettino personale, ma un vero e proprio "must" per ottimizzare il lavoro di gruppo. Fortunatamente, installare la componente "server" di Subversion su CentOS è facilissimo.

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Permettetemi di presentarvi il software oggetto di questo articolo con un breve aneddoto.

Nell'autunno del lontano 2007, avevamo ormai gettato le primissime basi di quella che sarebbe poi divenuta la web application che sospinge ancora oggi MegaLab.it.

Con l'aumentare delle linee di codice e della complessità del progetto, emersero però rapidamente una serie di situazioni difficili da gestire:

  • Caricare il materiale aggiornato sul server di prova dalle singole macchine di sviluppo era poco pratico: spesso si dimenticava qualcosa e, comunque, era necessario ricordare manualmente i nomi dei file modificati;
  • Parimenti, distribuire fra i colleghi i listati più recenti andando a spulciare fra cartelle e sotto-cartelle era un piccolo lavoro-nel-lavoro;
  • Capitava molto di frequente di sovrascriversi vicendevolmente i file aggiornati sul server, perdendo tempo e ore di lavoro preziose;
  • Ripristinare una vecchia versione di un medesimo documento in seguito a qualche prova non andata a buon fine era impossibile;

La via d'uscita per sbrogliare la matassa si è presentata sotto il nome di Subversion (noto anche come SVN). Si tratta di un'applicazione, distribuita con licenza GPL (open source) ed utilizzabile quindi liberamente anche per scopi professionali, da installarsi su una macchina "centrale".

SVN utilizza uno specifico protocollo per "dialogare" con le postazioni degli sviluppatori: una volta stabilito il collegamento, il client installato sul PC si occupa automaticamente di generare una lista di tutti i file modificati e di spedirli al server, il quale li memorizza in quello che, concettualmente, è un "database" interno.

Similmente, gli altri client autorizzati possono richiedere di ricevere tutto il materiale aggiornato e proporre il proprio.

In caso due postazioni avessero lavorato allo stesso documento, l'infrastruttura tenta di fondere in maniera automatica le rispettive novità, riducendo al minimo gli sprechi di tempo.

E se si rende necessario recuperare un vecchio file ormai sovrascritto o cancellato? Nessun problema: il server conserva infatti tutto quanto e, grazie anche al supporto dei commenti da inserirsi parallelamente ad ogni operazione, localizzare e ripristinare il materiale d'interesse è semplicissimo.

Nel corso di questo articolo, illustreremo come predisporre il server centrale ed il primo progetto. Successivamente, in "Checkout, commit e update da un client Windows: guida operativa a TortoiseSVN", vedremo come interagire con esso tramite un client.

CentOS, Internet e accesso root

Subversion e cloni vari sono disponibili per pressoché qualsiasi piattaforma. In questa sede, mi occuperò dell'installazione su una macchina dotata della distribuzione Linux CentOS. Per prima cosa, assicuratevi quindi di disporre di un calcolatore governato da questo sistema operativo: in caso così non fosse, consultate "Guida semplificata all'installazione di CentOS".

Sinceratevi altresì che il computer sul quale volete installare Subversion sia in grado di accedere ad Internet, perlomeno per la durata dell'installazione.

Ricordate che è necessario svolgere tutte le operazioni seguenti con i privilegi di root: per la massima comodità, vi raccomando caldamente di accedere direttamente al sistema con tale account.

Se preferite utilizzare il vostro utente deprivilegiato, potrebbe essere sufficiente lanciare i comandi proposti anteponendo la striga sudo  ad ognuno di essi, ma non ho avuto modo di testare questo scenario.

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