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OpenBitTorrent è di nuovo on-line

07/06/2010
- A cura di
Zane.
Filesharing Peer-to-peer - Uno dei più importanti tracker del momento è di nuovo raggiungibile. Era finito gambe all'aria in seguito ad una minaccia legale, ma non è durata. Qualcuno si è accorto di qualcosa?

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Sul finire di maggio, il popolare tracker OpenBitTorrent.com era divenuto irraggiungibile. Il provider che ospitava il sito era stato infatti obbligato da una sentenza a rivelare l'identità del gestore del sito ad una coalizione di produttori cinematografici intenzionati a smantellare un servizio che, secondo il loro punto di vista, è una risorsa di riferimento per tutti i condivisori di opere protette da diritto d'autore.

Si è comunque tratto di una vittoria di Pirro: già venerdì infatti, il sito ha iniziato ad essere nuovamente raggiungibile, inizialmente in maniera intermittente, poi in pianta stabile.

Il ritorno è stato possibile grazie alla migrazione del servizio presso un provider spagnolo. La scelta non è stata casuale: in molteplici circostanze infatti, le corti iberiche hanno mostrato un atteggiamento di tolleranza nei confronti delle risorse dedicate al peer-to-peer (si veda, fra le altre, "Spagna: linkare contenuti P2P non è illegale" e "Spagna: offrire link a file P2P non è reato").

Le attività di OpenBitTorrent sono già riprese come di consueto, per la gioia dei 20 milioni di client che si appoggiano al servizio per coordinare le fasi iniziali dei trasferimenti.

Due sono gli aspetti della vicenda che devono far riflettere. In prima battuta, è interessante notare che sono bastati meno di 10 giorni perché il servizio tornasse raggiungibile. Se associato al recupero ancora più rapido di The Pirate Bay, pare proprio che i detentori dei diritti abbiano più di un problema ad estromettere dalla rete anche singole, specifiche risorse.

Se anche così fosse, resta da verificare quanto la manovra riuscirebbe realmente ad impensierire i condivisori. In queste settimane infatti, la rete BitTorrent non ha minimamente risentito della mancanza di OpenBitTorrent: nonostante nemmeno i tracker di The Pirate Bay siano raggiungibili dall'Italia infatti, vi sono molti altri servizi alternativi che rimangono funzionanti e che, se affiancati alle funzionalità di auto-organizzazione dei peer (DHT e PEX), rendono il circuito di condivisione davvero difficile da abbattere.

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