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Sony-BMG compra l'anima di iMesh

20/07/2005
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Archivio - Dopo l'accordo con la semisconosciuta MashBoxx, Sony mette il suo marchio su un popolare programma di file sharing di vecchia data..

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Se non puoi batterli, fatteli amici. Questa sembra essere la strategia scelta dagli Executives di Sony-BMG, una delle "Grandi Sorelle" delle Etichette del mercato musicale mondiale, per tentare di far fronte contro lo tsunami dilagante ed invincibile del file sharing.

01_-_iMesh_logo.jpgDopo l'insignificante rete legale di MashBoxx, Compagnia ha stretto accordi per la diffusione di contenuti legali attraverso il popolare programma di file sharing iMesh.

Al contrario di MashBoxx, iMesh è in circolazione dal 1999: nato come client non ufficiale della rete FastTrack, nell'ultima versione disponibile offre la possibilità di accedere anche al network di Limewire (a sua volta client della rete Gnutella, la prima rete decentralizzata nata dalla supernova di Napster), e dichiara di essere, finalmente, libero da ad-aware e software spioni che le vecchie versioni del programma installavano sul PC. Originario di Israele, il programma ha acquistato un seguito che, si stima, attualmente supera il Milione di utenti connessi alla rete.

02_-_Notes_from_PC.jpgNel 2003, iMesh è stato condannato per violazione delle leggi sul copyright, e la compagnia alle sue spalle ha patteggiato restituendo alle associazioni musicali la bellezza di 4.1 miloni di Dollari americani. Quest'anno, come conseguenza della condanna, il servizio si sarebbe dovuto trasformare in uno store on-line di file musicali protetti.

Ora, dopo l'accordo con Sony, sembra pienamente confermato che uno dei più anziani programmi di file sharing libero e senza restrizioni si avvii a diventare un semplice distributore di contenuti a pagamento, eliminando del tutto la possibilità che gli utenti condividano e scarichino quello che più preferiscono.

Dopo Napster, AudioGalaxy e Grokster, la campana suona per iMesh: visti i precedenti, si prevede che la popolarità della rete subirà un calo verticale, con gli utenti che semplicemente si sposteranno su altri servizi e network di free sharing, senza limitazioni o restrizioni di sorta al materiale condiviso e distribuibile...

Evidentemente, le Major e i grandi produttori col vizietto di spremere gli artisti fino all'osso e chiamare la cosa "difesa degli interessi dei creatori di contenuti", devono aver recepito la sentenza sul caso Grokster vs. MGM come il segnale della carica per cominciare l'assalto al P2P da tutte le possibili direzioni.

Come assaggio dell'imminente assalto al far west del Peer-to-Peer, oggi tocca riferire del recente accordo di Sony-BMG, una delle "Grandi Sorelle" della musica commerciale, con la semisconosciuta rete di file sharing MashBoxx per la distribuzione di canzoni appartenenti al proprio catalogo.

01_-_Mashboxx_logo.gifMashBoxx, azienda alla cui testa siede l'ex CEO di Grokster Wayne Rosso, permette lo scambio di brani protetti dai diritti d'autore in maniera legale. Il sistema implementa restrizioni DRM all'interno dei brani ed è basato sulla tecnologia Snocap, azienda fondata da un altro "ex-" eccellente, quello Shawn Fanning che, fondando Napster, ha indirettamente dato il via all'esplosione della supernova dell'inarrestabile onda di bit del P2P.

Snocap firma digitalmente i file, e poi li inserisce in un database. Se l'utente ha precedentemente acquistato il brano, scaricandolo ottiene una sua copia cifrata e assolutamente legale, altrimenti scarica il file come in qualunque altra rete di file sharing, a dire di Mr. Rosso. Il prezzo per brano si allinea, neanche a dirlo, con quello proposto da quello che è già stato definito come "il cartello dei distributori on-line" di musica legale, 0,99 centesimi di Euro.

È presente inoltre la possibilità di ascoltare in preview la canzone prima di effettuare l'acquisto con alcune limitazioni.

02_-_Sony_BMG_Logo.jpgInutile negarlo, i grossi nomi si sentono galvanizzati dalla sentenza Corte Suprema. Interpretando faziosamente giusto per quel tanto che interessa loro una sentenza complessa ed apparentemente equilibrata, i dinosauri dello spettacolo cantano troppo facilmente vittoria e continuano a non vedere ad un palmo dal proprio naso, ancora convinti di riuscire, sulla scia di una semplice pronunziazione di merito della giustizia su un caso specifico, a controllare secondo i propri interessi la rivoluzione tecnologica del digital sharing e del P2P.

La situazione, ad ogni modo, appare fluida ed in costante movimento, si attendono sviluppi, ed è comunque molto presto per dire se la sentenza su Grokster sarà stata più di un refolo di vento per la community delle reti di scambio.

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