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Skype potrebbe cessare le attività?

06/08/2009
- A cura di
Zane.
Internet - Il dominatore della scena VoIP potrebbe avere i giorni contati. Alla base dei problemi vi sarebbe una diatriba inerente la violazione di alcuni brevetti, ma non è da escludere che possa trattarsi di una precisa strategia tesa ad acquistare il controllo del prodotto a prezzo stracciato. Frattanto, si pensa ad un nuovo Skype... meno efficiente rispetto a quello attuale?

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Negli ultimi giorni si stanno accalcando voci che vedono il celebre Skype, dominatore pressoché incontrastato del VoIP domestico, in gravi difficoltà. La notizia è stata ripresa rapidamente anche dalla stampa generalista e dalle TV nazionali, chiaro segnale di quanto il programma sia ormai popolare non solo fra gli appassionati di tecnologia, ma anche fra il grande pubblico.

A minacciare il futuro di Skype sarebbe un problema legato a licenze e brevetti, utilizzati senza le opportune autorizzazioni.

Il gigante del'e-commerce eBay, attuale proprietario di Skype dopo l'acquisizione da tre miliardi di dollari perfezionatasi nel 2005, è stata trascinata in tribunale dalla piccola Joltid L.t.d., software house di proprietà degli ideatori originari del programma.

Stando alla tesi di Joltid (che ancora detiene alcuni brevetti necessari al funzionamento dell'applicativo) eBay starebbe utilizzando tecnologie alla base del prodotto in modo non consentito dall'accordo in vigore fra le parti: per questo, il gruppo ha scelto di terminare unilateralmente il contratto.

eBay, dal canto suo, ha risposto con un secondo procedimento giudiziario: il colosso sostiene che Joltid non abbia l'autorità per terminare la validità delle licenze in questo modo.

Procedendo in un turbinio di botta e risposta, Joltid ha nuovamenente replicato: è stata eBay ad infrangere gli accordi, modificando parti del codice sorgente senza autorizzazione. Accuse che, dal canto proprio, eBay rimanda al mittente.

Non è del tutto chiaro quale, di preciso, sia l'oggetto del contendere: l'ipotesi più probabile riguarda la tecnologia P2P "Global Index", che Skype non avrebbe acquistato come parte integrante di Skype nel 2005.

L'alba di un nuovo Skype?

L'udienza è fissata per il giugno del 2010: un lasso di tempo durante il quale potrebbero effettivamente succedere molte cose.

eBay sta valutando la possibilità di sostituire completamente le componenti sotto accusa da Skype. Non si tratterebbe però di una mossa così semplice: per ammissione del numero uno del gruppo infatti, vi sarebbe il rischio concreto che la versione modificata del software potesse portare alla perdita di alcune funzionalità, per non parlare degli alti costi dell'operazione.

Joltid d'altro canto, si è detta intenzionata a "difendere con determinazione le proprie innovazioni".

E per gli utenti? È difficile prevedere cosa possa succedere ai 480 milioni di utenti registrati al servizio: per il momento, sembra opinione comune degli esperti che la piattaforma non risentirà della diatriba sul breve e medio periodo, ma la cosa è ancora tutta da accertarsi.

L'opinione: indebolisci e... compra

A metà aprile, contestualmente all'emergere dei piani inerenti lo scorporo di Skype in una impresa autonoma, era stato interessante notare come Niklas Zennstrom e Janus Friis (i due ideatori dello Skype originale) fossero stati in prima linea come possibili ri-compratori della piattaforma.

Qualcosa però deve non essere andato per il verso giusto: l'accordo non c'è stato, ed eBay ha preferito ignorare l'offerta dei due.

Ora, a pochi mesi di distanza, arriva la notizia che una piccola società gestita dagli stessi due imprenditori minaccia di ostacolare lo sviluppo del prodotto? difficile non credere che possa trattarsi di una precisa strategia mirata ad indebolire Skype per poi tornare alla carica in un secondo momento, mettendo sul piatto una cifra ancora ulteriormente risicata, grazie alla quale accaparrarsi un software ormai in difficoltà, ma facilmente rilanciabile semplicemente ri-innestando le opportune tecnologie già di proprietà dell'azienda.

Se possa trattarsi di una visione troppo elaborata della faccenda lo scopriremo presto. Prima però, sarà necessario appurare se eBay riuscirà a modificare il prodotto di modo da poter fare a meno delle tecnologie di Joltid e, in un secondo momento, quale sarà l'esito della diatriba legale.

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