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AMD si spezza in due

08/10/2008
- A cura di
Zane.
Hardware & Periferiche - Il gruppo ha annunciato l'imminente suddivisione in due unità operative separate: una entità progettuale ed una alla guida degli stabilimenti di produzione. Il tutto per restare a galla, mentre si tenta di inseguire (sopravvivere?) Intel.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

AMD non naviga in buone acque: il gruppo è ancora attanagliato da debiti stellari, e il gap tecnologico che separa la propria linea di processori dai portentosi Core 2 di Intel non fa che gettare benzina sul fuoco.

Per tentare di risollevare la situazione, Advanced Micro Devices gioca ora la carta della scissione. È infatti di ieri l'annuncio della nuova strategia Asset Smart: suddividere l'azienda in due gruppi indipendenti.

Il primo sarà la mente: una azienda più piccola dedicata quasi esclusivamente alla ricerca e allo sviluppo concettuale dei microchip. Questa componente manterrà il controllo del marchio AMD e, con tutta probabilità, lo stesso appellativo.

La seconda azienda generata dalla separazione sarà invece il braccio: The Foundry Company, questo il nome temporaneo comunicato, sarà controllata in larga parte dal colosso arabo Advanced Technology Investment Company (ATIC) e assumerà il controllo dei principali impianti di produzione attualmente in proprietà ad AMD.

L'Emirato di Abu Dhabi, cui fa capo ATIC, inietterà in cambio palate di dollari sonanti nelle casse di AMD, oltre ad accollarsi 1.2 miliardi di dollari di debiti. The Foundry Company rimarrà il principale produttore di AMD, ma la nuova azienda sarà comunque libera di evolvere in modo indipendente, e stringere rapporti anche con altri player del settore.

La transazione economica è estremamente complessa e delicata, non solo per le cifre in gioco, ma anche per il contesto socio-economico in cui si svolge: parte integrante della strategia di ATIC è l'apertura di un nuovo impianto di produzione nello stato di New York che, viste le tensioni fra gli Stati Uniti e mondo arabo, potrebbe ostacolare la manovra.

Ma non è solo la presenza di ACIT ad avvicinare AMD e Abu Dhabi: anche il gruppo Mubadala -controllato dallo stesso emirato- incrementerebbe le proprie quote azionarie, passando da un modesto 8.1% ad un più importante 19.3% in cambio di 314 milioni di dollari.

Se la proposta supererà il vaglio di tutte le figure di controllo statunitensi, la separazione dovrebbe avvenire entro i primi mesi del 2009.

La borsa ha reagito bene all'annuncio, premiando le azioni AMD con un +30%: ciò nonostante, Standard & Poor's ribadisce un atteggiamento cauto: "Intel manterrà la leadship tecnologica e rafforzerà la propria presenza nel segmento più alto del mercato.".

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