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Peer to peer stabile

19/07/2004
- A cura di
Zane.
Archivio - Uno studio afferma che il traffico sui circuiti peer-to-peer è tutto sommato stabile, nonostante le tante campagne di sensibilizzazione contro la violazione del copyright.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Stando ad uno studio pubblicato recentemente dal provider internazionale Sandvine e confermato anche da fonti autorevoli quali NewScientist.com, il traffico sui circuiti peer-to-peer è tutto sommato stabile, nonostante le tante campagne di sensibilizzazione contro la violazione del copyright, e i dati di "vistoso rallentamento" pubblicati nei mesi passati da altre fonti.

I dati mostrano come tutto sommato gli utenti non siano stati particolarmente turbati dai provvedimenti legali intrapresi contro alcuni utilizzatori del servizio: l'unico calo rilevato è stato negli USA, in cui il traffico totale generato dalle reti di sharing è sceso dal 70% al 65%. In Europa addirittura è salito, passando dal 70 all'80% dei dati totali trasferiti.

Cambiano però sensibilmente i programmi utilizzati: in particolare, vi è una fuga di massa da Kazaa, che negli USA passa dal 90% di utilizzatori totali di programmi di peer-to-peer al 20%, mentre in Europa passa dal 70% al 20%.

Stando alle rilevazioni, la maggior parte degli utenti sarebbero ora sul circuito eDonkey.

Il declino di Kazaa sarebbe da ricercarsi in due fattori distinti: da un lato, l'inondazione di file corrotti compiuta dalle major (che naturalmente negano!), dall'altro il fatto che fino ad ora sono stati portati in tribunale solamente utenti "beccati" in questo circuito.

NewScientist.com ha spiegato che il metodo di rilevazione si Sandvine è molto attendibile, e la grande diffusione del provider sul territorio europeo e americano avrebbe consentito di raccogliere un numero consistente di transazioni.

Utilizzando una tecnica chiamata "deep packet analysis", i router del provider analizzano con precisione i pacchetti in transito, scandagliano anche il "carico utile" per determinare se si tratti di e-mail, web o altro.

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