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Mr. PlayStation lascia, Wii vola e Nintendo fa affari d'oro

08/05/2007
- A cura di
Archivio - La console war di settima generazione procede a ritmi serrati: tra grandi nomi venuti dal passato che si ricoprono di oro e le teste che cominciano a saltare per l'insuccesso di PS3, il settore riserva continue sorprese.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Tempo di importanti conferme e significativi addii nel mondo delle macchine da gioco: il momento positivo di Nintendo continua e viene corroborato da un successo finanziario senza precedenti, mentre il CEO di Sony Computer Entertainment (SCEI), al secolo Ken "Mr. PlayStation" Kutaragi, ha annunciato di voler lasciare l'incarico in giugno.

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I due eventi riguarderanno aziende diverse, ma sono in verità intimamente connessi tra di loro: di più, l'uno - l'abbandono della carica esecutiva di SCEI - è diretta conseguenza dell'altro, in una presa di coscienza delle attuali difficoltà di mercato da parte dell'inventrice del marchio PlayStation che la dice lunga su quanto Nintendo sia riuscita a risalire la china, dopo aver guardato da lontano per tanti anni il successo del suddetto brand.

La casa di Super Mario, Zelda e tanti nomi noti ai videogiocatori di ogni età ritorna oggi a giocare un ruolo di primo piano grazie all'incredibile successo di Wii e DS: l'anno fiscale di Nintendo, chiusosi il 31 marzo scorso, ha conosciuto una vera e propria esplosione delle entrate nelle casse della società.

Nintendo registra numeri positivissimi su tutti i fronti: non solo il fatturato totale, proveniente dalla vendita di hardware e software, è cresciuto del 90% rispetto al marzo 2006 (arrivando a 966,5 miliardi di yen pari 5,95 miliardi di euro), ma lo stesso profitto al netto delle spese cresce di un clamoroso 77,2%, con 174,3 miliardi di yen (1,1 miliardi di euro) intascati dalla società.

Un record per Nintendo, abituata negli anni scorsi - seppur rimanendo sempre attiva sul mercato con le dignitosissime macchine Nintendo 64, Gamecube e il sempreverde Gameboy - a viaggiare su cifre di parecchio inferiori. Un successo che è ovviamente facile attribuire all'invincibile armata di Wii e DS, vendute al 31 marzo rispettivamente in 5,84 milioni di unità e per 29 milioni di volte in tutto il mondo. Senza dimenticare il software first-party a corredo, entrata non meno importante nei conti testé enunciati.

Alla luce di tali risultati, anche le previsioni per il futuro vengono portate al rialzo: il fatturato, ipotizza Nintendo, crescerà di un aggiuntivo 18%, arrivando a toccare la cifra di 7 miliardi di euro. La società si dimostra fiduciosa sulle proprie prospettive, e si dichiara pronta anche ad affrontare le difficoltà nella soddisfazione della domanda di Wii recentemente sperimentate.

A smentire la previsione di un analista di settore, che dà Nintendo in difficoltà di produzione della console in volumi adeguati alla richiesta del mercato fino al 2009, è lo stesso Satoru Iwata, presidente della società, che assicura sul miglioramento effettivo del processo produttivo, stimando di spedire in giro per il mondo altri 14 milioni di Wii entro l'anno fiscale appena iniziato.

A fare da contraltare al successo di Nintendo c'è ovviamente la problematica avventura commerciale di PlayStation 3: la presa di coscienza da parte di Sony è ora definitiva, considerando che anche Ken Kutaragi, lo storico dirigente a cui si deve la nascita del marchio PlayStation, decide di lasciare ogni incarico esecutivo nella società che tanto ha contribuito a radicare nel settore delle home console. Kutaragi è stato definito non a caso il "papà PlayStation", a indicare quanto la sua guida abbia giocato a favore del successo del brand.

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Il 57enne dirigente nipponico, il cui ruolo in Sony era già stato recentemente ridimensionato con il passaggio da presidente a chief executive officer di SCEI, diverrà presidente onorario della sussidiaria videoludica dal prossimo 19 giugno. Al suo posto subentrerà Kazuo Hirai, già presidente di SCEI e presto anche CEO della suddetta. Kutaragi manterrà inoltre l'incarico di consigliere di Howard Stringer, attuale presidente di Sony Corporation.

Per quanto possa sembrare una sorta di gioco di scatole cinesi condotto ad alti livelli dirigenziali, il passo per l'inventore della "Play" è definitivo: indiscrezioni parlano di passati disaccordi tra Stringer e Kutaragi, e anche se in maniera indiretta la multinazionale gli addossa la colpa per il sostanziale insuccesso nelle vendite PlayStation 3. Al di là delle facili dichiarazioni di circostanza - che risparmiamo al lettore - la sensazione per chi scrive è che con il ridimensionamento del ruolo di Kutaragi in Sony finisca davvero un'epoca.

L'epoca d'oro PlayStation, che dal 1994 fino ai giorni nostri - passando per due diverse generazioni di macchine - ha rappresentato un punto fermo imprescindibile per il mercato delle home console. Cosa venga dopo, stando così le cose, sarebbe ora come ora azzardato prevederlo.

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