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Gli autori di South Park assolvono la "pirateria" telematica

19/12/2006
- A cura di
Archivio - I realizzatori del cartoon politicamente scorretto dell'era post-Simpsons esaltano il download non autorizzato delle puntate del serial. Non ci danneggia, dicono, e siamo contenti che molti lo facciano.

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Stando a quanto vanno lamentando le associazioni americane e internazionali dell'industria degli audiovisivi, scaricare illegalmente filmati da Internet e dal Peer-to-Peer è un insanabile danno provocato alle etichette e agli autori. Stando ad alcuni autori, la suddetta affermazione è una balla.

01_-_SouthPark_-_Kenny.jpgO almeno è quello che si ricava leggendo le dichiarazioni contenute in un'intervista a Trey Parker e Matt Stone, creatori del cartoon al vetriolo dei teppistelli sagomati di South Park. Parker&Stone, che non di rado affrontano ogni genere di argomenti tabù per una certa parte puritana e conservatrice della società e della politica americana, dicono di schierarsi apertamente dalla parte dei downloader: "È così che molte persone vedono il nostro show, e la cosa non ci ha mai danneggiato. Lo show non è mai stato altro che un enorme successo. Come potremmo mai arrabbiarci se qualcuno vuole vedere il nostro lavoro?", spiega Matt Stone.

Lo incalza Trey Parker: "Abbiamo lavorato duramente per produrre la serie, e vogliamo che la gente la veda". Lo show di Cartman&sodali è fatto insomma per circolare, essere visto da quante più persone possibili: la stessa popolarità del serial, suggeriscono gli autori, è la garanzia migliore del fatto che non sarà certo il P2P a togliergli il pane dalla bocca.

South Park, assieme a tanti altri cartoon di successo (come gli stessi Simpsons e Futurama del geniale Matt Groening), è largamente disponibile sulle maggiori reti di file sharing quali eDonkey2000 e BitTorrent. Per non parlare del materiale presente sui siti di social networking come YouTube (qui un esempio), l'ultimo acquisto di Google Blob: per quanto è doveroso ricordare che il network televisivo Comedy Central, produttore del serial, ha recentemente chiesto al portale di rimuovere gli spezzoni dei propri show, South Park incluso.

Ricapitolando, c'è qualcosa che non torna: MPAA dice che il P2P affama gli autori, ma due autorevoli esponenti della suddetta categoria non la pensano affatto così, anzi sono contenti che le loro opere si diffondano via condivisione e non prefigurano la fine della civiltà per un cartoon scaricato dalla rete. Chi prende in giro chi? E dove sta la verità? Con gli autori non allineati o con quei patetici, pericolosi scatoloni vuoti che sono oramai diventati MPAA, RIAA e compagnia brutta?

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