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NEC, contraffatta l'intera compagnia!

20/06/2006
- A cura di
Archivio - Clamoroso caso di pirateria scoperto in Cina: un'organizzazione clandestina è riuscita a falsificare brand, prodotti e modalità di distribuzione della corporation giapponese!

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Che in Cina la pirateria sia pratica sistematica e diffusa è cosa risaputa. Ma venire a sapere che "l'arte" della copia illecita ha raggiunto in Oriente simili livelli lascia addosso un senso di vivo stupore misto a rassegnazione.

01_-_NEC_Logo.jpgQuella che è cominciata come un'indagine sulla contraffazione dei prodotti di NEC Corporation, ha infine portato alla luce una realtà ben più vasta e preoccupante: una struttura ramificata e ben organizzata era arrivata al punto di clonare tutti i passaggi di produzione, packaging e distribuzione utilizzati dall'azienda.

Insomma, in questi ultimi anni ha operato una vera e propria NEC parallela, che poteva contare su una rete di complessi produttivi, magazzini e centri di smistamento degli ordini sparsi tra Cina e Taiwan, producendo e distribuendo copie di prodotti marchiati NEC, inclusi supporti ottici, lettori DVD, lettori MP3, cellulari e svariate altre tipologie di prodotti elettronici, così come dispositivi del tutto estranei alla produzione dell'azienda. La mega truffa era talmente ben organizzata che i pirati erano arrivati addirittura ad incassare i proventi dello sfruttamento delle licenze delle tecnologie NEC, con documentazione, garanzia e modalità di confezionamento che replicavano perfettamente quelle originali.

02_-_Electronic_Piracy.jpg

Non la contraffazione di singoli prodotti commerciali, insomma, ma di un'azienda intera: il disegno criminoso è emerso grazie a due anni di indagini coordinate tra le forze di polizia di Cina, Taiwan e Giappone. Anche se NEC era da tempo al corrente del plagio, fino ad ora aveva mantenuto il riserbo per evitare di ostacolare il lavoro di investigazione, tutt'ora in corso. La compagnia stima che gli autori della truffa abbiano ottenuto "profitti sostanziosi" dall'operazione.

Purtroppo per gli utenti, scoprire di essersi rivolti a dei criminali invece che a soggetti autentici era cosa abbastanza facile: una volta venduta la merce, era impossibili ricevere assistenza post-vendita, vista l'illeggittimità della vendita stessa.

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