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"Anonymous" lancia l'assalto all'Italia

08/02/2011
- A cura di
Internet - Domenica 6 febbraio è stato sferrato il primo attacco digitale ad una risorsa informativa italiana da parte del celebre gruppo di contestatori digitali. Hanno partecipato in 800 circa, ma i tecnici erano pronti.

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Quella lanciata attorno alle ore 15 del 6 febbraio 2011 non è che la prima di una lunga serie di aggressioni. A giurarlo è un utente (ovviamente anonimo) che ha partecipato domenica all'attacco Distributed Denial of Service (DDoS) rivolto al sito Governo.it.

A rivendicare l'assalto è stato "Anonymous", nome collettivo dietro al quale si celano un gruppo di contestatori interessati a manifestare con azioni di guerriglia digitale il proprio sdegno nei confronti di svariate tematiche politiche e d'attualità.

Nel corso di un commento riportato da ANSA.it, un portavoce ha dichiarato: "L'Operazione Italia è partita dopo un sondaggio interno e un lungo dibattito: abbiamo visto crescere l'interesse della gente e abbiamo capito che era ora di fare un primo salto nella scena".

La fonte anonima ha aggiunto: "le prossime iniziative avranno come scopo quello dell'effetto sorpresa. Tutti erano a conoscenza dell'attacco DDoS di domenica".

All'aggressione telematica hanno partecipato, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, "almeno 800 persone".

L'attacco era già stato annunciato sin dal 30 gennaio al pubblico.

Il progetto è noto come "Operation Italy", e le motivazioni della protesta sono strettamente legate a quanto apparso sulla stampa generalista negli ultimi giorni: "la situazione politica ed economica in Italia è diventata insostenibile. Il Governo italiano ha tra le sue priorità quella di censurare il web, di rendere la giustizia uno strumento iniquo, di favorire la prostituzione (anche minorile), di praticare oscuri rapporti con la mafia, di corrompere e manipolare l'informazione per fini personali".

Il sito del Governo Italiano ha però reagito bene all'attacco, rimanendo sempre online. I segugi internauti della Polizia Postale avevano già avvisato i gestori del sito e gli ISP di un imminente e probabile assalto, accortezza che ha consentito ai tecnici di predisporre in anticipo tutte le contromisure del caso.

Non resta che attendere il prossimo attacco, o, meglio, la prossima sorpresa.

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