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Sacco dei Cuccioli, interviene il Senatore Cortiana

18/06/2005
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Archivio - In un comunicato stampa sul suo sito, il Senatore dei Verdi fa notare come le contestazioni dei PM siano sbagliate. Cuccioli al riparo dalla tratta forzata nei campi di concentramento anti-P2P?!?

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Il Senatore Fiorello Cortiana, Presidente dell'Intergruppo Bicamerale per l'Innovazione, è il parlamentare dei Verdi che si è battuto per la modifica della discutibilissima legge Urbani, per tentare di cancellare l'equazione Utenti del P2P = Criminali codificata da tale legge-farsa.

Come riportato il pressappochismo, il dilettantismo, l'ignoranza o la conoscenza superficiale e ideologica della materia trattata ha fatto sì che come conseguenza della recente azione di polizia telematica "Pastore Abruzzese" 55 persone venissero considerate alla stregua di capi mafiosi, e 100.000 cittadini della rete e di questo sfortunato paese venissero schedati quasi fossero criminali pericolosi per la civile convivenza, colpevoli di essersi connessi ai Server OpenNAP della rete Cucciolandia.

Al riguardo, Cortiana fa notare come, grazie alle sue pressioni, la legge Urbani sia stata modificata, e le accuse ai 55 indagati sono errate nella forma e nella sostanza. Il dilettantismo delle abili menti rubate all'agricoltura e impiegate nei ministeri non può mandare in galera chi usa il Peer-to-peer, almeno per ora...

Riportiamo integralmente il comunicato stampa del Senatore, sperando che il parlamento e le parti ancora sane della classe dirigente che sarà ricordata per aver portato allo sfascio il Bel Paese si facciano carico, come Cortiana, delle importanti questioni che il Peer-to-peer solleva: la messa in discussione dei consueti modelli di business dell'industria dello spettacolo e del concetto stesso di copyright.

02_-_Were_all_Criminals, _omfg!.jpg

"Il PM di Pescara non sa la legge?". "Hanno fatto titoloni su tutti i giornali, perché 55 persone sono state indagate per aver violato la normativa sul diritto d'autore, scaricando canzonette e film da Internet, e oggi scopriamo che le contestazioni sono sbagliate: forse il PM dovrebbe tenere conto di quanto il Parlamento legifera; infatti agli indagati sono stati contestati gli articoli 171 bis e ter, e il reato di associazione a delinquere. Ma si dà il caso che l'articolo 173 ter sia stato modificato solo pochi mesi fa, con la legge 43/2005, su mia pressione, e se prima prevedeva che fosse sanzionabile penalmente chi anche solo detenesse un file di quel tipo, oggi è sanzionabile solo chi ne trae lucro, cioè lo vende, cosa non contestata agli indagati."

"Tale normativa, il cosiddetto decreto Urbani, riesce a creare danni anche dopo le modifiche, e lo specchietto per le allodole del Patto di Sanremo, sbandierato ai quattro venti dal Governo come la soluzione di tutti i mali, non ha inciso sul tessuto della norma; ora dobbiamo avviare un percorso che porti ad un nuovo patto tra produttori e utenti, che superi la bieca logica proibizionista e dia vita ad un nuovo mercato."

01_-_File_sharing.gifIl reparto per i crimini informatici della Polizia Postale dell'Abruzzo ha portato a compimento l'operazione "Pastore Abruzzese", indagine svolta nell'ambito del Peer-to-peer e della condivisione on-line di materiale protetto dal diritto d'autore che ha interessato diverse regioni del Bel Paese.

In particolare, è stata chiusa la rete "Cucciolandia", che gestiva Server OpenNAP raggiungibili da client compatibili come WinMX, Lopster e altri.

Le persone accusate sono 55, i reati ascrittigli violazione della legge sul diritto d'autore e associazione a delinquere, primo caso in Italia di accusa di reati associativi contro il fenomeno della condivisione e il download illegale.

02_-_Communism.jpgFin qui nulla di nuovo, non è certo questa la prima azione di polizia contro il free sharing in Italia. La carattaristica del tutto inedita dell'iniziativa è l'ingente numero di utenti individuati che si siano fatti vivi almeno una volta sugli OpenNAP di Cucciolandia, si parla di circa 100.000 persone "beccate" a scaricare o condividere MP3 e DivX in barba al vetusto concetto di copyright.

Gli inquirenti non hanno finora indicato come intendano procedere contro questa gran folla di "delinquenti". Stando al protocollo, essi dovrebbero applicare le norme entrate in vigore con la "legge Urbani", tanto ben studiata che il suo responsabile ha perso il posto di Ministro, poltrona scaldata e abusivamente occupata da quello che ora è diventato uno dei "prodi" consiglieri del "Carrozzone RAI". La "legge" Urbani, che l'ex (per fortuna di tutti) Ministro aveva assicurato di voler rivedere nei punti più contestati, prevede sanzioni amministrative come unica alternativa possibile alle sanzioni penali, quindi ci si dovrebbe aspettare, nel rispetto della legge, 100.000 denunce con relative salatissime multe.

Alla fine è successo, il clima di criminalizzazione ideologica del Peer to peer ha prodotto un mostro, un'idiozia che, se non fosse tragica, sarebbe ridicola. I "Net Poliziotti" entrano nei PC, ridicolizzando ogni concetto di privacy, cyborg in asservimento al potere mediatico che ora vuole gli utenti del file sharing come "criminali" mangia pane a tradimento, e in obbedienza e con il plauso entusiasta delle associazioni di categoria (FIMI) si propongono come soldati della legalità e del rispetto di una legge fumosa e malfatta, denunciando Centinaia di migliaia di utenti dei nuovi canali di distribuzione dei contenuti in formato digitale.

03_-_Shared_Folder.jpgNessuno spazio per la discussione, nessun accordo o fenomenologia possibile per il file sharing, gli utenti di WinMX sono semplicemente criminali, l'imperante cultura televisiva dello spettacolo dozzinale per menti sottodotate (gli spettatori televisivi dei Grandi Fratelli e delle Saranno Famose) impone la semplificazione. È inutile analizzare il fenomeno del Peer to peer per scoprirne cause (un nuovo modo di godere di musica e cinema, figlio della tecnologia delle reti e della digitalizzazione dei contenuti) e possibili regolamentazioni (Licenza Volontaria Collettiva per rendere il fenomeno legale e ripensamento del copyright, un concetto che ha caratterizzato il secolo scorso e che non è più al passo coi tempi).

In attesa di ricevere la nostra bella denuncia a casa e di organizzare pullman da tutta Italia per riunire in un Palazzetto dello Sport tutti gli indagati, possiamo ipotizzare di trasferirci in massa in Francia, dove sembra che esistano ancora giudici dotati di buon senso, che conoscano ancora il significato della parola "dignità" applicata al loro Alto Magistero...

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