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P2P: volano le denunce... e arrivano le condanne

05/08/2009
- A cura di
Zane.
Filesharing Peer-to-peer - Settimana caldissima, anche sulla scena del P2P: mentre il destino di The Pirate Bay rimane appeso ad un filo, piovono denunce e diffide nei confronti dei bucanieri svedesi. Frattanto, uno studente dovrà pagare 675mila dollari per 30 brani condivisi, ed un importante community italiana dedicata a BitTorrent subisce un attacco che porta al furto di numerosi dati.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Fra denunce, condanne e sanzioni stellari, siamo assistendo a giornate bollenti sulla scena internazionale del P2P.

675mila dollari.. per 30 brani?

Il caso più eclatante è quello di Joel Tanenabaum: il ragazzo, 25enne statunitense, è stato giudicato colpevole di aver condiviso illecitamente sui canali peer-to-peer 30 opere tutelate da diritto d'autore.

Ora dovrà pagare un risarcimento da capogiro: 675mila dollari, pari a circa 468 mila euro.

Sebbene il condannato possa ancora cercare il ricorso in appello, si inquadra sicuramente una strada tutta in salita.

Il numero uno di The Pirate Bay si ritiraBrokep.jpg

Peter Sunde, ufficialmente portavoce di The Pirate Bay ma considerato da molti il capogruppo dei bucanieri svedesi, ha comunicato l'intenzione di dimettersi dal ruolo.

Brokep, come è conosciuto fra i frequentatori del sito, ha citato la mancanza di tempo fra i fattori principali: "Voglio costruire qualcosa di nuovo, e voglio concentrare le mie energie in una direzione differente".

Fra queste, vi sarebbe l'intenzione di scrivere un libro.

GGF: l'acquisto di The Pirate Bay si farà

Global Gaming Factory X non vuol sentir parlare di naufragio dell'acquisto di The Pirate Bay.

Hans Pandeya, numero uno dell'azienda, ha confermato che l'operazione si farà: "Un gruppo di investitori è pronto a contribuire con 30 milioni di Corone Svedesi [2.9 milioni di euro] al momento dell'acquisto".

Una sorta di risposta indirizzata a chi vociferava che GGF non sarebbe riuscita a raccogliere i capitali necessari.

Ma l'azienda si spinge oltre, e annuncia spavaldamente anche una data precisa: "L'acquisizione di The Pirate Bay sarà perfezionata il 27 agosto 2009".

Sarà questa la fine di The Pirate Bay come l'abbiamo conosciuto? Poco male: già si presentano le prime alternative.

The Pirate Bay fuori dall'Olanda

Frattanto però, The Pirate Bay continua ad essere sotto attacco sul fronte legale.

Un tribunale olandese ha dato ragione a BREIN, corrispettivo locale della SIAE nostrana: The Pirate Bay dovrà cessare tutte le operazioni in corso all'interno del Paese entro 10 giorni.

Se il sito non si adopererà in tempo per bloccare l'accesso al portale da parte dei cittadini olandesi, dovrà pagare una sanzione pari a 30 mila euro al giorno per ogni contatto.

Curioso notare che i rappresentati di The Pirate Bay non sono stati convocati all'udienza: la lettera di protesta inviata dal gruppo però, pare essere stata ignorata dal giudice incaricato.

Un'associazione dei consumatori olandese di è detta "molto contrariata" dal fatto che gli imputati stessi non siano stati coinvolti. Ciò nonostante, il giudice non pare intenzionato a ripetere il processo.

In Italia, FIMI cerca il risarcimento

Anche FIMI, Federazione dell'Industria Musicale Italiana, è sul piede di guerra: il gruppo ha adito le vie legali per cercare un risarcimento ai danni di The Pirate Bay, reo di aver arrecato danni al business del settore musicale.

L'importo? 1 milione di euro, richiesto direttamente ai gestori (attuali) del portale.

In caso il giudice dovesse accogliere la richiesta, sarebbe sicuramente un grattacapo in più per chi, attualmente, è stato codannato a versare altri 2.8 milioni di euro all'industria internazionale di settore...

Hollywood tenta un nuovo arrembaggio

Ma non è solo dall'Europa che arrivano proteste e richieste di risaricmento indirizzate alla Baia.

BBC riporta che tredici case di produzione holliwoodiane, fra cui nomi del calibro di Columbia Pictures, Disney Enterprises e Universal Studios, hanno sporto denuncia nei confronti del sito.

"Abbiamo sporto una nuova denuncia contro The Pirate Bay poiché non sono state ancora interrotte le attività, nonostante sia stata emessa una sentenza di reclusione", ha dichiarato un portavoce dei querelanti.

Furto di dati per TNT Village

Se The Pirate Bay è sotto i riflettori, nemmeno il progetto italiano TNT Village è esentato da qualche disturbo esterno.

"Qualche figlio di buona donna è riuscito a scoprire la mia psw." si legge nel messaggio di avviso pubblicato sul forum del portale da uno degli amministratori. "Con essa nei giorni scorsi ha cancellato il database di TNT. Ho quindi provveduto a cambiare la mia psw ma costui/costoro avevano nel frattempo prelevato alcuni dati sensibili degli utenti e ieri li hanno resi pubblici."

Ed effettivamente è sufficiente ricercare i termini appropriati tramite Google per trovare un torrent che veicola un dump del database in questione

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