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In UK la musica è gratuita

17/06/2009
- A cura di
Zane.
Internet - Gli utenti di Virgin Media potranno sottoscrivere un contratto che consenità di scaricare musica gratuitamente dal catalogo Universal Music Group, senza limiti e senza DRM. Ma, frattanto, si parla di disconnessioni per chi si rivolge al P2P. È l'inizio di una rivoluzione?

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Potrebbe trattarsi dell'inzio di un mutamento nella politica della distribuzione dei contenuti? Sebbene il condizionale sia d'obbligo, l'accordo siglato fra il colosso dell'intrattenimento Universal Music Group e Virgin Media, fornitore di connettività Internet d'oltremanica, è indubbiamente il primo passo di quella che potrebbe divenire una piccola rivoluzione.

MP3 senza limiti

Stando a quanto comunicato, l'accordo permetterà a tutti i clienti dell'ISP di ascoltare in streaming e perfino scaricare senza alcun limite brani musicali dall'ampio catalogo Universal.

Non si tratterà dei soliti file protetti da severi DRM che i più cauti potrebbero attendersi, ma piuttosto di tradizionali MP3 liberi da qualsiasi protezione e senza alcuna scadenza.

Il prezzo dell'abbonamento non è stato ancora annunciato, ma alcune voci parlano di una cifra tutto sommato piuttosto contenuta: 10-15 sterline (12-18 euro circa) al mese, a cui, con tutta probabilità, dovrà essere sommato il costo dell'abbonamento ad Internet stesso.

Alla tariffa completa saranno inoltre affiancati alcuni profili minori, dedicati agli scaricatori meno assidui: stesso formato MP3 ma, probabilmente, un tetto massimo al numero dei brani trasferibili per ogni mese.

Disconnessioni per i trasgressori

Come parte integrante dell'accordo però, Virgin Media ha accettato di introdurre il sistema delle disconnessioni a tutti coloro che saranno pizzicati a scambiare contenuti protetti di diritto d'autore in modo illegittimo.

Non si tratterà di rescindere la connessione permanentemente (pratica recentemente bollata come "incostituzionale" nella vicina Francia), ma, piuttosto, di privare gli utenti del servizio per una durata di tempo variabile "da alcuni minuti a poche ore", secondo un regolamento di cui ancora non sono stati divulgati i dettagli.

Virgin Media ha assicurato che le rilevazioni verranno effettuate senza analizzare i dati in transito. Come questo sia possibile dal punto di vista tecnico è ancora tutto da capire: l'ipotesi più convincente è quella che vede il provider affidarsi a società terze che erogano servizi di questo tipo. Una differenza, evidentemente, ritenuta importante per lo meno dal punto di vista del marketing.

Funzionerà?

Il servizio verrà lanciato ufficialmente durante la fine dell'anno corrente. Come detto, sarà presente l'intero e vastissimo catalogo Universal Music Group, che annovera fra i propri ranghi interpreti particolarmente popolari, quali Pussycat Dolls, Lady Gaga, Black Eyed Peas, Kanye West ed altri big delle classifiche internazionali.

D'altro canto, UMG è considerata la più grande etichetta discografica al mondo, con un market share oltre il 25% del totale.

Ciò nonostante, molti altri artisti sono legati ad etichette concorrenti: i sottoscrittori dell'abbonamento quindi, dovranno fare a meno dei brani di Warner Music Group (Tori Amos, Bee Gees, Black Sabbath, David Bowie, Phil Collins, solo per citarne alcuni), EMI (Beatles, Roxette, Depeche Mode) e Sony Music Entertainment (Beyoncé, Britney Spears, Christina Aguilera, Jennifer Lopez) tanto per ricordare le più importanti.

Appare evidente quindi che vi sono numerosi assenti illustri: sebbene non sia da escludere che, in un secondo momento, Virgin Media possa stringere accordi anche con i concorrenti, si tratta di una possibilità che verrà esplorata solo in un secondo momento.

Resta quindi da vedere se l'offerta legale, libera e, tutto sommato, piuttosto economica del duo potrà convincere l'utenza ad abbandonare gli sconfinati circutiti di peer-to-peer illegale.

La possibilità è invero alquanto remota: la proposta Virgin-Universal è infatti ben poca cosa rispetto alla ricchezza del "catalogo" presente su BitTorrent ed eMule, per non parlare di tutto il materiale video (film e serie TV) che non è minimamente contemplato.

Se quindi appare piuttosto improbabile che la novità possa intaccare la popolarità del peer-to-peer, è assolutamente indubbio che si tratti di una prima, importantissima mossa verso la costituzione di un sistema di distribuzione legale davvero vincente.

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