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I nuovi hard disk a settori di 4k rallenteranno Windows XP del 10%

12/03/2010
- A cura di
Zane.
Hardware & Periferiche - Una piccola rivoluzione investirà il settore dei dischi fissi fra alcuni mesi. Cambierà il formato d'archiviazione a più basso livello, con interessanti miglioramenti in termini di efficienza. Non tutti sono pronti però: Windows XP è fra gli illustri assenti, e non è detto che Microsoft rilasci un aggiornamento.

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Un'interessante articolo pubblicato da BBC News ha portato sotto i riflettori un problema non indifferente che potrebbe presto interessare tutti gli utenti di Windows XP e, in generale, dei sistemi operativi meno recenti.

Una piccola rivoluzione è in arrivo

Tutti gli hard disk prodotti a partire dalla fine di gennaio dell'anno venturo adotteranno una nuova suddivisione dell'area di memorizzazione. Abbandonata la dimensione storica di 512 byte per settore, si passerà al nuovo standard di 4096 byte (4 kilobyte).

Il motivo, ha spiegato un portavoce di Seagate, è quello di massimizzare l'efficienza della tecnologia.

La convenzione di impiegare settori da 512 byte risale infatti agli albori dell'informatica, quando ancora i floppy da 1.44 MB la facevano da padrone ed i dischi fissi avevano capienze degli stessi ordini di grandezza.

Per archiviare un documento, oggi come allora, è necessario impegnare completamente una serie di settori. Quindi, se il file occupa "un settore e mezzo" devono esserne comunque riservati due. La metà non utilizzata è irraggiungibile, e, quindi, sprecata. Ecco quindi spiegato perché, in un epoca in cui i file testuali da pochi kilobyte erano lo standard, impiegare settori piccoli minimizzava gli sprechi.

Oggi però la situazione è notevolmente differente. Con filmati ad alta risoluzione, multimedia ad ogni angolo e dischi fissi con capienza misurabile nell'ordine dei terabyte, la scelta di utilizzare 512 byte per settore sta mostrando tutti i propri limiti.

Ogni settore deve infatti essere delimitato e distanziato dal successivo tramite una serie di byte appositi: se sui dischi da alcuni gigabyte la cosa non costituisce un problema, è evidente che, mano a mano che la capacità aumenta (ed il numero di settori con essa) i delimitatori finiscono per occupare un'area significativa della superficie disponibile.

Inoltre, ogni settore è dotato di uno spazio riservato, utilizzato per memorizzare informazioni utili a tentare il recupero e la correzione automatica dei dati in caso di malfunzionamenti minori: va da sé che, riducendo il numero di settori, si riduce anche questo valore.

Passando a settori di 4k si riducono gli sprechi di circa 8 volte ed è inoltre possibile dedicare il doppio dello spazio disponibile ai dati necessari per la correzione degli errori: come puntualizzato in questo approfondimento sulla questione proposto da Ars Technica, l'incremento nella quantità di byte impiegati per verificare la correttezza dei dati è infatti indispensabile a contrastare il calo di affidabilità dettato dalla progressiva miniaturizzazione dei componenti.

Il nuovo formato "è più efficiente di circa il 7-11%" ha dichiarato un consulente di Western Digital.

I vecchi sistemi operativi sono incompatibili

Come spesso avviene però, il formato a 4k introduce problemi di compatibilità. Se infatti i sistemi operativi più recenti (Windows Vista e successivi, Mac OS X Tiger e successivi e tutte le distribuzioni Linux basate su un kernel rilasciato dopo settembre 2009) sono in grado di gestire nativamente il nuovo formato, le piattaforme più vecchie non sono opportunamente predisposte.

Fra queste, vi è anche il sempre diffusissimo Windows XP: montando un disco di nuova generazione sulla vecchia piattaforma, si andrebbe sicuramente incontro a grossi problemi nell'integrità dei dati.

Per cercare di limitare i disagi, i produttori stanno predisponendo appositi meccanismi interni al drive in grado di compiere una "traduzione" al volo. Se però l'impiego di tale sotterfugio apparirà del tutto trasparente durante le operazioni di lettura, potrebbero verificarsi alcune circostanze nelle quali il drive sarà costretto a scrivere la stessa informazione due volte, introducendo un ritardo di circa 5 millisecondi: un rallentamento che, secondo l'uomo Seagate, potrebbe introdurre una riduzione apprezzabile delle prestazioni, quantificabile in un decadimento del 10%.

Microsoft aggiornerà? Difficile a dirsi

Si potrebbe essere portati a pensare che il problema possa essere di scarsa importanza. D'altro canto, potrebbe bastare una patch per dotare Windows XP delle caratteristiche necessarie a gestire nativamente il nuovo formato.

È però importante ricordare che, a partire da aprile dell'anno scorso, Windows XP è entrato in fase di supporto esteso: questo significa che Microsoft non è più tenuta a rilasciare pubblicamente aggiornamenti che non siano considerati "critici" per la sicurezza del sistema.

Resta quindi da vedere se l'azienda reputerà il problema sufficientemente importante da fare un'eccezione: la possibilità non è da scartare a priori, ma non è nemmeno possibile scommetterci con certezza.

Le utilità dei produttori

Nella peggiore delle ipotesi comunque, i produttori rilasceranno comunque appositi strumenti in grado di riallineare la partizioni di modo che, nonostante il problema permanga, si manifesti in un numero nettamente meno importante di circostanze. Tali strumenti dovranno comunque essere trovati, installati ed utilizzati in maniera opportuna: indubbiamente un fastidioso ostacolo in più per gli utenti.

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