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Alta definizione, Blu-ray costa troppo e Toshiba accumula profitti

21/03/2008
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Archivio - Evoluzione di mercato apparentemente bizzarra nel settore dei nuovi dischi digitali: sconfitto HD DVD, il formato di Sony comincia ad aumentare di prezzo per la mancanza di un valido concorrente. E Toshiba, piuttosto che fallire, risulta avere i conti decisamente in attivo.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Microsoft non si è innamorata di Blu-ray: la smentita ufficiale alle effusioni tra Redmond e lo standard di Sony arriva da Aaron Greenberg, group product manager per Xbox 360 che a Reuters conferma l'estraneità della sua società a "trattative con Sony o Blu-ray Association per integrare Blu-ray nell'esperienza Xbox". Abbandonato HD DVD, per la console next-gen il veicolo privilegiato di distribuzione dei contenuti - siano essi in alta definizione o meno - rimane Xbox LIVE, taglia corto Greenberg.

La conclusione dell'avventura tecnologica di HD DVD, il formato che per oltre due anni ha conteso a Blu-ray il primato per la conquista del sempre aleatorio mercato dell'alta definizione, è stata tutto fuorché risolutiva: la dichiarazione di resa dello standard prima da parte di Toshiba e poi di Microsoft avrà forse reso chiaro che il futuro dei supporti digitali è in blu ma il presente è caratterizzato da prezzi che crescono, società rivali che intrecciano accordi e dagli utili di Toshiba, che è stata apparentemente in grado di gestire bene i suoi affari tanto da ammortizzare la clamorosa debacle del "suo" formato hi-def.

01_-_Xbox_360__Blu-ray.jpgLa situazione è fluida e gli scenari mutevoli: Microsoft, che fino a pochi giorni fa aveva professato amore incondizionato per Toshiba e HD DVD, è stata vista intrattenersi in conversazioni ad alto livello con dirigenti Sony, in procinto di un possibile annuncio riguardo la commercializzazione di un drive Blu-ray per la console Xbox 360.

L'indiscrezione parrebbe piuttosto affidabile, considerando che arriva dal presidente USA di Sony Electronics Stan Glasgow. Chiuso piuttosto in fretta il capitolo HD DVD, a Redmond stanno evidentemente pensando a come adattare il ricco parco macchine della console next-gen attualmente più conveniente sul mercato alla possibilità di offrire, a coloro che fossero interessati, l'alta definizione per mezzo dello standard d'elezione scelto dalla Cupola hollywoodiana.

Mutate le condizioni di mercato, la decisione dei colossi dell'informatica di supportare HD DVD ha perso la sua ragion d'essere e il fronte si è capovolto quasi immediatamente. Purtroppo per i consumatori però, si registrano capovolgimenti anche sul fronte prezzi dei lettori Blu-ray stand alone: se la concorrenza di HD DVD aveva costretto i produttori a praticare politiche di vendita sempre più aggressive, riottenuto il monopolio del mercato i colossi dell'elettronica hanno ripreso a spingere verso l'alto i costi e quindi i margini di guadagno.

Secondo le stime di Pricegrabber.com, nel giro di pochi giorni il costo medio di un dispositivo Blu-ray è salito fino a 400 dollari, vale a dire lo stesso prezzo dell'anno scorso, quando all'inizio del 2008 oscillava intorno ai 300 dollari. Il fenomeno è una ulteriore dimostrazione della regola aurea della competizione commerciale, la cui assenza solletica l'avidità delle aziende e non aiuta lo sviluppo del mercato.

Al confronto, la massa di drive HD DVD messi in vendita su eBay e altrove ha raggiunto prezzi bassissimi: il lettore high-eng HD-A3 è arrivato ad esempio a costare meno di 100 dollari, rappresentando nei fatti una scelta ideale per quanti siano alla ricerca di un ottimo lettore DVD in grado di fare l'upscaling - aumentando artificialmente la risoluzione in uscita dei flussi video - o di una soluzione per godere dell'alta definizione "qui e adesso", senza l'obbligo di dover accendere mutui e in attesa che il catalogo Blu-ray divenga più ricco e i prezzi dei lettori più umani.

E se Blu-ray può ora giovarsi del supporto da parte degli studios cinematografici al completo, c'è chi prova comunque a raccogliere l'eredità di HD DVD nel portare avanti una diversa visione dell'alta definizione. È la società inglese New Medium Enterprises, che ha da tempo messo in commercio la sua tecnologia proprietaria in grado di offrire contenuti hi-def a un prezzo concorrenziale, tecnologia di cui si parla da tempo e che viene attualmente venduta con il nome HD VMD (Versatile Multilayer Disc).

I dischi HD VMD sono strettamente imparentati con lo standard DVD a laser rosso, sono meno costosi da produrre rispetto ai dischi Blu-ray e si basano sul principio dei layer da 5 Giga sovrapposti, con la prima generazione di supporti in grado di ospitare 4 strati differenti per un totale di 20 Gigabyte di spazio complessivo. In tal modo HD VMD si posiziona giusto dietro lo standard di Sony, i cui dischi a singolo strato offrono 25 Gigabyte di spazio, ma NME già parla di versioni future del proprio supporto da 10 layer e 50 Gigabyte complessivi.

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Concorrenziali risultano anche i prezzi dei lettori, 199 dollari contro i 400 medi di Blu-ray e con la prospettiva di scendere al di sotto dei 100 dollari per la fine del 2008. Il mercato a cui si rivolge NME, ad ogni modo, non ha molto a che fare con Hollywood e gli interessi di Sony: i drive HD VMD attualmente in commercio si contano nell'ordine delle migliaia, e sono diffusi solo in una ristretta cerchia di paesi tra cui Francia, Polonia e il Portogallo. La società produttrice mira però a fare della convenienza delle proprie soluzioni una opzione allettante per i mercati emergenti come quelli di Cina, Russia e India, o per il cinema indipendente dell'Europa del nord.

A ulteriore dimostrazione del fatto che la dipartita di HD DVD ha se possibile reso ancora più evidente l'immaturità e l'inconsistenza del mercato dell'hi-def, Toshiba, la società che più di tutte si è spesa nella promozione e nel supporto al formato, dovrebbe chiudere l'anno fiscale con i conti in attivo. Proprio così: secondo indiscrezioni non confermate né smentite, la debacle di HD DVD sarebbe costata alle casse della megacorporazione giapponese quasi un miliardo di dollari, ma in compenso i profitti complessivi peserebbero per quasi 2,5 miliardi di dollari.

La multinazionale non rilascia commenti ufficiali sulle cifre, riporta Reuters, ma appare a questo punto evidente che una oculata gestione degli affari da parte della dirigenza ha permesso a Toshiba di uscire a testa alta da una sconfitta che ad altre aziende avrebbe probabilmente pesato in maniera irreparabile. D'altronde non è certo un mistero l'accordo fatto con Sony sulla creazione di una joint-venture specializzata nella produzione di microchip, operazione che alcuni hanno visto come una vera e propria buonuscita offerta a Toshiba per lasciare il campo libero a Blu-ray.

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