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Intel scopre un bug nei suoi processori

10/07/2007
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Archivio - Nulla di serio, assicurano dal chipmaker, ma la notizia fa discutere e getta ombre sulla complessità dei microprocessori moderni, a cui l'intera società dell'informazione affida - con sollecitudine forse eccessiva - il funzionamento della sua infrastruttura di base.

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Un Blue Screen of Death viene, per definizione, accollato al sistema operativo, a un bug di programma o ad un driver di periferica mal assortito. Spesso una di queste ragioni è quella giusta, ma quando ad avere un difetto di funzionamento è CPU, è estremamente difficile - per non dire quasi impossibile - per l'utente come per l'esperto accorgersene.

Le CPU, d'altronde, hanno sempre avuto bug: basti citare il famigerato Pentium FDIV bug, individuato da un professore universitario e causa di non pochi danni all'immagine e ai guadagni del maggior produttore di microprocessori al mondo. Ora, in seguito ai test di laboratorio della stessa Intel, un nuovo difetto di funzionamento della complessa rete di transistori alla base dei multi-core di Santa Clara ha guadagnato i favori delle cronache di rete.

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Non che sia stata Intel, anche stavolta come allora, a darne notizia: i rumor sono stati divulgati da un articolo dell'Inquirer, secondo cui Dell stava rilasciando BIOS aggiornati per correre ai ripari con "certe architetture" dual-core e quad-core fallate. In seguito si è scoperto che il bug è ben noto allo stesso chipmaker, che ne fa menzione in un documento PDF riguardante le specifiche dei Core 2 pubblicato questo aprile.

Il difetto, individuato in fase di testing dei processori nei laboratori Intel, si riscontra nella funzionalità definita Translation Lookaside Buffers, pensata per ottimizzare quanto più è possibile l'accesso alla memoria di sistema mantenendo una tabella di riferimenti RAM fisica all'interno del processore. In alcuni, rari casi, il sistema potrebbe funzionare male, impedendo al PC di accettare input da mouse e tastiera e provocando conseguentemente un crash del sistema operativo. Crash che per gli utenti Windows significa appunto la classica BSOD, mentre i Linux user sperimenteranno nel caso i brividi di un kernel panic.

Interessate dal difetto le CPU Core 2 delle serie T, E, Q, e QX, e i processori server Xeon 5000. Visto che, come detto, la falla è nota già da un paio di mesi, tutti i maggiori produttori di PC hanno rilasciato una patch correttiva sotto forma di aggiornamento del BIOS. È inoltre disponibile una patch di Microsoft per i sistemi operativi Windows XP, Server e Vista che rende superflua l'installazione del suddetto nuovo microcodice sulla mobo.

Sia come sia, l'ennesimo caso di "processore col buco" non fa altro che dimostrare come la complessità delle moderne macchine intelligenti sia tutt'altro che perfetta, suggerendo come sia forse il caso di non affidare proprio tutto l'umano agire e pensare ai computer: in un bell'articolo di alcuni mesi fa, il blogger/esperto Marco Calamari si lamentava del fatto che il vero problema "sta nell'usare sistemi complessi per fare cose semplici, solo perché i sistemi complessi costano comunque poco".

02_-_CPU_wafer.gifComplessi, troppo complessi: la punta di diamante di tale frenetica corsa all'infinitamente complicato sono proprio i processori Intel, la cui virata verso le architetture multi-core - dotate cioè di due o più cervelli in grado di processare più istruzioni contemporaneamente e indipendentemente l'uno dall'altro - non è stata ancora recepita dai produttori di software, risultando nella diffusione di sistemi operativi, programmi e videogiochi che nei fatti non sono ottimizzati per sfruttare in maniera adeguata l'incremento prestazionale reso possibile dalle CPU moderne.

Un problema che la stessa Intel prova ora ad affrontare, istituendo dei veri e propri corsi di aggiornamento per sviluppatori. Il programma si chiama Intel Software Training, e consiste in corsi in aula e in laboratorio gestiti da personale certificato: per chi fosse interessato, a questi indirizzi sono disponibili le informazioni necessarie all'iscrizione.

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