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Console war, PlayStation 3 sempre più a fondo

01/06/2007
- A cura di
Archivio - I numeri continuano a giocare a sfavore della console Sony: le perdite finanziarie sono ingenti, le vendite stentano e gli analisti le sparano grosse. Non bastasse, si registra il ritardo eccellente di Metal Gear Solid 4, la killer application che molti aspettano e che si farà attendere ancora a lungo.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Caduta la testa principale del "progetto PlayStation", l'idra videoludica di Sony continua a boccheggiare, ad ansimare e più in generale a vendere una frazione di quanto riescono a fare gli avversari Microsoft e Nintendo. E le prospettive, purtroppo per la multinazionale nipponica, non promettono nulla di buono...

Metal Gear... Never

La saga di Metal Gear è da sempre uno dei principali cavalli di battaglia del brand PlayStation. Metal Gear Solid 4, in particolare, è classificato come titolo da "Tripla-A", ovverosia la killer application che molti aspettano per avere una valida ragione per acquistare PS3.

E che dovranno desiderare ancora per molto, a quanto pare: in una mail inviata dai rivenditori on-line agli utenti che hanno già fatto il pre-ordine si parla espressamente di un ritardo di sei mesi sulla disponibilità del titolo sugli scaffali. Dalla data prevista del primo ottobre 2007 si è quindi passati al primo marzo 2008, e anche in questo caso, stando al testo della mail, la timeline non è certa. È pacifico che il gioco salterà l'importante periodo natalizio, tradizionalmente fondamentale per le vendite di una console di nuova generazione.

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Hideo Kojima, il guru dei videogame creatore della saga di Solid Snake, ha tempo addietro ribadito il fatto che per lui il quarto, attesissimo episodio della saga rimarrà un'esclusiva di PlayStation 3, e la potenza della console Sony è quanto di più adeguato ci possa essere per Guns of the Patriots. Nonostante questo, sono già circolate speculazioni che davano in via di sviluppo un MGS 4 anche per Xbox 360.

In questo caso il "merito" della decisione spetterebbe tutto al produttore Konami, evidentemente più interessato a rientrare dell'investimento che a incatenarsi ad una singola piattaforma che non vende. In tal senso, le suddette speculazioni sono di per sé indicative del terreno perduto da Sony: ai tempi d'oro PS2, anche solo ipotizzare il porting di un titolo MGS su piattaforme diverse prima ancora dell'uscita del gioco sarebbe stato quantomeno bizzarro.

Il costo di PS3? Due miliardi di dollari o quasi...

Il ritardo di MGS 4 non pare comunque impensierire granché Sony, che anzi al contrario rilancia per bocca di Jack Tretton, presidente di Sony Computer Entertainment America. Riferendosi al fatto che, sul mercato USA, Wii ha finora venduto quasi il doppio di PS3, Tretton ha candidamente affermato: "Non ce l'abbiamo fatta con PS3 nei primi sei mesi del 2007 - ci saremo appresso per i prossimi 10 anni e oltre".

Un milione di unità in più o in meno a questo punto non fa differenza, secondo l'executive Sony, e la società pensa ad un impegno di lungo, anzi lunghissimo periodo - il doppio del ciclo vitale tradizione delle home console - per far affermare PS3.

Se Tretton dice di non notare la differenza, di certo i conti della multinazione, purtroppo, tornano: la chiusura dell'anno fiscale nel 31 marzo scorso ha fatto registrare profitti operativi per 596 milioni di dollari, ben 1,28 miliardi in meno rispetto all'anno scorso. In totale, la sussidiaria giochi della società nipponica ha perso quest'anno 1,9 miliardi di dollari, drenaggio che è naturale addossare al lancio e alle vendite mediocri di PlayStation 3 (fonte: Kotaku).

E la situazione è rimasta sostanzialmente negativa anche per il mese di aprile: secondo la società di analisi NDP Group, sul mercato nordamericano Nintendo continua a farla da padrona, mentre i concorrenti seguono a distanza.

DS e Wii hanno infatti venduto rispettivamente 471.000 e 360.000 console, al terzo posto è arrivata la sempreverde PlayStation 2 con 194.000 mila macchine, poi PSP con 183.000 unità e Xbox 360 con 174.000 console. PlayStation 3 non riesce a far meglio nemmeno del Game Boy Advance, che la surclassa di 2.000 macchine (84.000 contro 82.000).

Se 100 dollari son pochi...

Per salvarsi dall'impressionante cul de sac in cui si è autoprecipitata, Sony dovrebbe affrettarsi a tagliare il prezzo della console. Gli analisti di Bank of America hanno in questi giorni sostenuto che non basta il taglio di 100 dollari che, verosimilmente, la corporation attuerà per questa estate, ma occorrerebbe vendere PS3 a ben 200 dollari in meno del prezzo attuale.

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Una prospettiva inverosimile, considerando che secondo i calcoli di Michael Savner, a cui vanno accreditate le previsioni, già vendendo PS3 a 599 dollari Sony perde 200 dollari per ogni console venduta, ma che potrebbe tuttavia divenire meno improbabile con l'affinamento dei processi produttivi, con le perdite per unità che potrebbero ridursi a 50 dollari se il prezzo di vendita attuale non viene decurtato.

Anche così, ad ogni modo, sarà quasi impossibile per Sony riagguantare Microsoft e Nintendo, dovendosi comunque accontentare di un recupero affaticato e sulla lunga distanza. E scordandosi per sempre delle vendite stratosferiche di PS2, che diventa sempre più irraggiungibile PlayStation di terza generazione.

Piuttosto singolarmente, secondo Savner il successo di Wii sta facendo solo male all'industria: i produttori di videogame hanno da tempo investito ingenti quantità di denaro nello sviluppo dei titoli next-gen, pensati per sfruttare tutte le mirabilie dell'hardware delle moderne super console. La travolgente ondata di vendite di Wii, una macchina strutturalmente vecchia rispetto alla concorrenza, rende tali sforzi di ammodernamento inutili, rivelandosi un boomerang per l'intero settore.

Magari Savner potrebbe semplicemente accettare il fatto che il coupe de theatre di Nintendo costringe un po' tutti, sviluppatori di hardware e realizzatori di videogame, a riconsiderare le priorità nel settore dei videogame: vale più la grafica a miliardi di poligoni o uno schema di gioco - con relativo controller - innovativo? I videogamer sembrano già aver abbondantemente risposto alla domanda...

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