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L'inesorabile fallimento di AACS

12/03/2007
- A cura di
Archivio - L'industria l'aveva progettata per essere una barriera insormontabile contro la pirateria, la circolazione e la fruizione non autorizzata dei contenuti hollywoodiani. Gli smanettoni l'hanno trasformata in una delle tecnologie di protezione più inutili di tutti i tempi.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

AACS? Sta diventando una barzelletta. Davvero chi scrive si trattiene a stento nel commentare quello che sta succedendo in rete circa la stupidissima avanzatissima protezione dei nuovi contenuti in alta definizione: chiavi di decrittazione che spuntano come funghi, programmi "magici" in grado di far fare un po' quel che si vuole con Blu-ray e HD DVD e patetici tentativi dell'industria di fermare una degenerazione su cui nessuno può avere più il controllo ormai.

Emorragia di chiavi

L'industria ha in fondo ragione, quando sostiene che l'algoritmo di cifratura alla base di AACS non è stato, a tutt'oggi, battuto. L'algoritmo è intonso, ma gli hacker e gli smanettoni stanno praticamente facendo quel che vogliono con i lettori software predisposti per la visione dei dischi in alta definizione.

01_-_WTF, _Picklock!.jpgDopo la scoperta delle Volume Key, a tutt'oggi le chiavi per la decrittazione più efficaci perché più difficili da revocare per l'industria multimediale, e quella delle Processing Key, grimaldelli universali capaci di decodificare tutti i film attualmente presenti sul mercato, l'utente ATARI Vampire, ennesimo hacker pestifero della premiata scuderia dei forum di Doom9, ha da pochi giorni comunicato la scoperta della Device Key appartenente al player WinDVD 8.

Ogni dispositivo di fruizione di titoli hi-def (sia esso software o hardware) dispone di una device key, scoperta la quale, come nel caso di WinDVD appena citato, è possibile decodificare in scioltezza tutti i film che il suddetto programma riesce a leggere.

Individuata ancora una volta grazie allo scanning della memoria di sistema, la device key di uno dei software di punta per la lettura di dischi in alta definizione in ambiente PC non fa altro che, come appunto si notava all'inizio, far sorridere chi da tempo segue le ridicole gesta dell'Armata Brancaleone degli studios contro l'esercito anonimo e molto ben motivato dell'underground telematico, allergico a qualsivoglia limitazione o tecnologia costrittiva delle libertà dell'utente.

Per dovere di cronaca riportiamo come la device key in sé, proprio come la processing key, possa essere revocata con maggiore facilità rispetto alle volume key che hanno dato il là all'attacco della catena difensiva di AACS. Ma, purtroppo per l'industria, i problemi non si limitano solo a questo...

BackupHDDVD censurato. In Cina? No, su SourceForge

C'è da dire che i produttori si sono mossi, anche se con un ritardo abissale rispetto alla velocità con cui circolano le notizie e le informazioni in rete, per tentare di arginare l'attacco ad AACS. Ultima iniziativa in ordine di tempo è l'invio di una "takedown notice", la forma di diffida prevista dal DMCA americano nei confronti dei service provider rei di contribuire alla diffusione di materiale e software di decrittazione illegale, per il noto BackupHDDVD, il software di Muslix64 che ha dato il via al fuoco di fila sulla protezione-colabrodo poco dopo l'inizio del 2007.

02_-_Hi-Def.jpg

Il codice del programma era ospitato da SourceForge.net, che si è infine vista costretta ad ottemperare alle richieste dell'industria per evitare di incorrere in problemi ben più pesanti. La questione sembra comunque dubbia, e in molti sostengono che BackupHDDVD, non crackando in alcun modo AACS ma limitandosi ad implementarla con una modalità alternativa alla norma, non sia affatto illegale.

Sia come sia, la misura è sostanzialmente inutile, oltre che tardiva: con la pubblicazione di AnyDVD HD e la proliferazione di metodi alternativi per il ripping di Blu-ray e HD DVD, il defunto progetto open source di BackupHDDVD non farà altro che spostare la diffusione del suo codice dal web ai mille e più canali di distribuzione di contenuti disponibili in rete (chi pensa P2P non fa danno, in questo caso...).

AnyDVD HD delle meraviglie

E proprio la neonata edizione hi-def del software aggira-protezione dei supporti originali è il problema più spinoso che l'industria si trova a fronteggiare: dopo aver liberato dalle restrizioni il formato HD DVD, le ultime versioni di AnyDVD HD offrono il supporto anche al formato Blu-ray di Sony.

03_-_AnyDVD_HD_galore!.gif

La volpe rossa realizza dunque la "magia" (di "touch of magic" parlano i programmatori di SlySoft riguardo il nuovo nato) in un tempo estremamente breve dall'annuncio della volontà di incrementare le capacità di AnyDVD HD, anche se è bene ricordare come i dischi BD attualmente in commercio non implementino ancora i layer protettivi aggiuntivi specificatamente pensati dal consorzio promotore.

Gli utenti per ora festeggiano e l'industria rosichi pure: grazie alle nuove versioni del programma i possessori di un drive Blu-ray non dovranno essere necessariamente obbligati, al contrario di quanto prevedevano i piani "ti konquista ti monto" delle major, a far spese di schedone grafiche super-potenti (e super-costose) e monitor ultra-piatti compatibili HDCP di ultima generazione.

UPDATE: Negli ultimi giorni è stata scoperta anche la device key di PowerDVD. Conseguentemente, chi possiede il suddetto player potrà rippare in libertà tutti i dischi HD DVD che vuole. La barzelletta di AACS continua a divertire e, sono pronto a scommettere, farà sbellicare ancora di più in futuro...

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