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AACS & BD+, e la follia dell'alta definizione è servita

13/10/2007
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Archivio - Il settore tecnologico meno interessante per i consumatori sta per diventare ancora meno attrattivo grazie alla stupidità dei consorzi dietro AACS e Blu-ray, che con le nuove misure protettive renderanno i dischi di difficile fruizione o addirittura illeggibili.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

AACS, la famigerata protezione in uso sui contenuti in alta definizione nota più per il suo inesorabile fallimento piuttosto che per le qualità del cripto-algoritmo alla sua base - nella sostanza inattaccabile, per quel poco che conta - potrebbe presto tornare a far danni: secondo una ricerca di mercato di ABI Research, piuttosto che darsi per vinto il consorzio promotore medita vendetta dopo la distribuzione di software grazie ai quali rippare - e magari distribuire sul P2P - i contenuti dei videodischi Blu-ray e HD DVD.

01_-_Fantastic_Four_Blu-ray.jpgPer restituire alla propria creatura la credibilità perduta, AACS LA potrebbe presto attivare una politica da più parti temuta, tesa ad invalidare le chiavi di decifratura presenti sui vecchi videodischi con cadenza periodica. Come risultato i pochi, sfortunati utenti - perché fruitori di quella che sostanzialmente è, diciamocelo in tutta franchezza, poco più che una tecnologia-pacco - dell'hi-def si vedrebbero costretti ad aggiornare con una certa frequenza i proprio lettori stand-alone siano essi ibridi, Blu-ray o HD DVD.

La prospettiva sarebbe poco meno che sconveniente anche per i produttori, costretti ad aumentare i prezzi e a fornire un supporto più estensivo per i lettori. Di certo canterebbero vittoria le major, poiché una soluzione simile avrebbe il vantaggio quantomeno di rallentare l'azione degli smanettoni. I quali, è bene sottolinearlo, sono particolarmente attivi quando si configura una politica di "muro contro muro" che a Hollywood non ha ancora insegnato la lezione, e cioè che le DRM sono inutili o nella peggiore delle ipotesi dannose...

Danni che ha comunque già cominciato a fare BD+, il layer di protezione aggiuntivo ad AACS voluto da Sony & compari per rendere i dischi Blu-ray ancora più inutili inattaccabili dagli hacker. A dirla tutta finora non si conoscono le reali capacità dello standard di resistere ai suddetti attacchi, senza considerare che Muslix64, il celebre smanettone che per primo ha individuato i grimaldelli universali grazie ai quali rippare in tutta libertà i videodischi in hi-def, ha promesso a suo tempo di tornare in attività non appena questa nuova protezione avesse cominciato a diffondersi.

Ora i dischi integranti la tecnologia sono finalmente in circolazione, e più che per gli smanettoni BD+ si rivela essere un grattacapo non da poco per gli early adopter e gli appassionati delle TV al plasma: ars technica riporta che i BD-ROM di Fantastic 4: Rise of the Silver Surfer e The Day After Tomorrow appena messi in commercio, mostrano diversi livelli di difficoltà tecniche nella fruizione con svariati tipi di lettori a meno di aggiornare il firmware ove possibile. Peccato che, in molti casi, tali firmware non siano ancora disponibili. Risultato? Con i videodischi ci si può certamente giocare a frisbee ma non vedere un film...

Se con PlayStation 3 non sembra ci siano problemi - a patto di aver aggiornato il firmware della console - il lettore Samsung BD-P1200 di seconda generazione non ha a disposizione alcun update. E lo stesso capita per il Super Multi Blue BH100 di LG, e via di questo passo. In un caso, con il drive BD-1000 di Samsung, i dischi vengono letti ma la pellicola tende a scattare in avanti a suo totale piacimento, rendendo la visione improponibile.

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Il problema di queste incompatibilità è appunto la protezione da copia BD+, che gira in una virtual machine Java resa disponibile dalla tecnologia BD-J. Non che la cosa importi molto agli utenti: quello che un appassionato di cinema e di alta definizione vorrebbe fare è semplicemente vedere il film in santa pace seduto comodamente in poltrona, prospettiva che se è valsa fino ad ora con i canonici DVD per l'industria non è evidentemente più accettabile. Di certo il nuovo pasticcio non farà altro che rallentare ulteriormente l'adozione dell'alta definizione, che a questo punto si candida seriamente a diventare una delle trovate tecnologiche più fallimentari e mal gestite di tutti i tempi.

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