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Il Governo Cinese blocca completamente l'accesso a Google

12/11/2012
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Internet - In occasione del 18° congresso del partito comunista cinese, il governo di Pechino ha bloccato completamente l'accesso a tutti i servizi di Big G nel paese. Inutili tutti i tentativi di raggirare tale restrizione, compreso l'utilizzo di DNS stranieri.

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Ormai da parecchi anni i rapporti fra Google, il colosso americano dell'informatica e del mondo web, e la Cina sono tesissimi. Già da tempo infatti erano vigenti nel motore di ricerca dedicato al paese orientale una serie di filtri che bloccavano la visualizzazione di certi risultati non graditi al governo, scelta che la società di Mountain View ha sempre tollerato con difficoltà.

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Bene, sembra essere arrivati ad un'epocale svolta in tale vicenda, che potrebbe far precipitare i rapporti fra le parti in causa: infatti, in occasione del 18° congresso del partito comunista cinese, il governo del paese orientale ha bloccato l'accesso da parte dei propri cittadini a qualsiasi servizio Google, compresi il motore di ricerca, Gmail, Docs, Play, Drive, Maps, Plus, YouTube ed Analytics.

Tutti i tentativi di accesso ai portali sopra elencati sembrerebbero essere re-indirizzati verso l'indirizzo IP 59.24.3.173, il quale però non presenta alcun sito al suo interno.

Sembrerebbe che nessuno dei metodi per aggirare i filtri, compreso l'utilizzo di DNS stranieri, sia al momento funzionante per via del Golden Shield Project (anche detto Great Firewall) attivo in Cina, sistema il quale controlla tutte le connessioni in entrata ed in uscita nel territorio della repubblica comunista filtrando i contenuti trasmessi in modo da bloccare quelli indesiderati.

Staremo a vedere come tale blocco, il quale ricordiamo potrebbe essere anche non definitivo ma solo circoscritto al periodo del congresso, influenzerà i già tesissimi rapporti fra le due parti in causa: quel che è certo è che Google tenterà in tutti i modi di arginare il problema in modo da non perdere l'ampissima clientela cinese.

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