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Hollywood? Un covo di pirati!

27/09/2003
- A cura di
Zane.
Archivio - AT&T ha pubblicato i risultati di un interessantissima ricerca riguardante la distribuzione illegale di produzioni cinematografiche via peer to peer..

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

A pochi giorni di distanza dal clamoroso attacco ai singoli utenti del peer-to-peer, AT&T ha pubblicato i risultati di un interessantissima ricerca riguardante la distribuzione illegale di produzioni cinematografiche via peer to peer. Lo studio si è incentrato principalmente sul problema dei "leaked", ovvero lo sharing di opere addirittura prima della loro distribuzione via DVD o della proiezione nelle sale cinematografiche.

Secondo quanto emerso, il principale problema deriva da una fuga di notizie interna ad Hollywood stessa: sul campione di film considerato, ben il 77% è stato identificato come una "leaked", ovvero copie di valutazione trafugate e distribuite illegalmente ancora prima della distribuzione cinematografica: queste versioni sono facilmente riconoscibili dalla presenza di "nag-screen", ovvero messaggi che avvertono che si tratta di "un DVD di valutazione", o "watermark", cioè alterazioni dell'immagine, quale passaggio per qualche istante al bianco/nero o mancanza di alcuni secondi di filmato.

Il problema del ripping da DVD post-rilascio sarebbe estremamente limitato: il 95% del campione considerato era già presente in rete molto prima della distribuzione ufficiale su supporto digitale. Qualora la cosa fosse effettivamente fondata, dimostrerebbe la totale inutilità di investimenti in tecnologie anticopia.

Secondo le stime (dell'industria cinematografica stessa, è bene precisarlo), la distribuzione non autorizzata di film via filesharing causa all'industria cinematografica un danno fra i 3 e i 4 miliardi di dollari proveniente dai mancanti introiti.

Lo studio prosegue poi con una dettagliata analisi del processo produttivo/distributivo, segnalando numerose possibili "vie di fuga" già dalle primissime fasi.

Riferimenti

Pagina di presentazione dello studio

Risultati completi (ENG).

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