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Facebook propone opzioni semplificate per la tutela della privacy

28/05/2010
- A cura di
Zane.
Internet - L'ultima novità proposta dal social network per eccellenza consente agli utenti registrati di regolare la visibilità del materiale immesso con pochissimi click. La funzione è in fase di lancio progressivo, ma già si odono le prime lamentele illustri.

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Tramite un post apparso sul blog ufficiale, Mark Zuckerberg, ideatore di Facebook, ha annunciato mercoledì sera una serie di importanti novità per quanto riguarda le opzioni a disposizione degli utenti.

Si tratta di variazioni importanti, poiché riguardano un aspetto per il quale il social network blu è stato pesantemente criticato negli ultimi tempi: i controlli sulla privacy.

"Ci siamo concentrati su tre aspetti: un singolo controllo per i tuoi contenuti, controlli più potenti per le tue informazioni di base ed un controllo semplice per disabilitare tutte le applicazioni", spiega Zuckerberg.

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Riservatezza dei contenuti

L'idea alla base sembra proprio essere quella di semplificare il tutto: tramite due soli click partendo da uno dei "profili" d'uso (Tutti, Amici di amici, Solo amici, Consigliata) disponibili alla pagina "Controlli sulla privacy", è ora possibile stabilire chi può vedere cosa in modo molto immediato.

Se, ad esempio, selezionando il profilo Tutti si aprono i propri contenuti ad ogni altro utente registrato al sito, specificando Solo amici si restringe l'accesso a foto, pagine, stato eccetera ai soli contatti diretti.

Coloro che non fossero sicuri della scelta da compiere possono invece affidarsi al profilo Consigliata, che, nelle intenzioni di Facebook, dovrebbe risultare più o meno idoneo per l'utente medio. Si segnala comunque che, con tale configurazione, contenuti come le foto caricate e i messaggi di stato sono visibili a tutti.

La preferenza impostata sarà valida non solo per tutti i contenuti oggi previsti, ma anche anche per i nuovi servizi lanciati dal portale in futuro, e si applicherà tanto a foto, pensieri e stati d'animo passati tanto quanto a quelli futuri.

Fino ad oggi, il controllo di default era molto più granulare e, di conseguenza, finiva per risultare poco usabile dagli utenti meno pazienti. Il vecchio modello rimarrà comunque a disposizione di tutti coloro che fossero interessati a lavorare più "di fino" sui vari parametri.

Informazioni di base

Variazioni importanti anche per quanto riguarda le informazioni generali dell'utente: la lista di amici può ora essere nascosta, così come altre voci che, fino ad oggi, erano inderogabilmente visibili da tutti gli iscritti: le pagine sottoscritte, ad esempio, sono fra queste.

Il nome e il cognome dell'utente, così come l'immagine del profilo e il genere, rimarranno però pubblici come prima: la scelta è finalizzata a favorire le ricerche di potenziali nuovi contatti.

Le applicazioni si disabilitano con un click

Per quanto riguarda i servizi realizzati da terzi ed innestati nel sito, i nuovi strumenti per la riservatezza delle informazioni consentono di disattivare completamente la piattaforma delle applicazioni, così come la "personalizzazione istantanea" mediante la quale Facebook può condividere le informazioni pubblicamente visibili con i partner.

Il nuovo sistema non è ancora disponibile a tutti: come anticipato da Zuckerberg nel post di presentazione infatti, lo strumento verrà attivato in maniera progressiva, fino ad raggiungere la copertura totale entro "le prossime settimane".

Frattanto, è stata pubblicata questa pagina informativa nella quale sono spiegati (anche in italiano) tutti i dettagli dei nuovi controlli.

EEF: "si poteva fare di più"

La replica di Electronic Frontier Foundation (EFF), una delle associazioni più critiche nei confronti della scarsa attenzione alla privacy degli utenti che Facebook ha mostrato nei mesi scorsi, non ha tardato ad arrivare.

Tramite un messaggio sul blog ufficiale, il gruppo ha salutato con interesse le novità proposte, ma, allo stesso tempo, non ha mancato di sottolineare che si sarebbe potuto fare di più per tutelare la riservatezza degli utenti.

Parte delle critiche sono rivolte alle impostazioni di default ed al profilo di opzioni "Consigliate" che, secondo EEF, sono ancora troppo poco restrittive, dato che molti contenuti, quali gli stati e le foto, sono resi visibili a tutti a meno di modificare l'apposita opzione.

L'associazione avrebbe poi voluto che anche il nome ed il genere potessero essere resi privati, e, più in generale, che non vi fosse alcuna informazione che dovesse essere mostrata pubblicamente senza possibilità di fare altrimenti.

La replica si conclude sottolineando che la libertà di disabilitare del tutto le applicazioni esterne sia poco sensata: sarebbe stato meglio, secondo EEF, permettere all'utenza di disabilitare preventivamente la condivisione delle informazioni personali con tutte le applicazioni, ma consentire comunque di abilitarne alcune in maniera selettiva.

Privacy International: "disappunto e frustrazione"

Ben più dure le parole di Privacy International: l'associazione ha espresso "disappunto e frustrazione": invece che migliorare il livello di riservatezza, Facebook non avrebbe fatto altro che correggere alcuni "inaccettabili" problemi che affliggevano il servizio.

Il principale nodo della discordia sono, anche in questo caso, le impostazioni di default: meno del 20% dell'utenza, sostiene Privacy International, si adopera effettivamente per modificare le opzioni standard dei servizi web utilizzati. Con impostazioni di default tanto aperte, 8 utenti su 10 sarebbero ancora esposti come lo erano in precedenza.

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