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Il "Comitato tecnico contro la pirateria" è ora realtà

22/01/2009
- A cura di
Zane.
Tecnologia & Attualità - È un organismo "senza intento repressivo", assicurano da Palazzo Chigi, nato con lo scopo di capire ed informare, prima di legiferare.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

È dalle pagine di Governo.it che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha presentato il nuovo Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale.

"Tra i compiti del Comitato sono previsti il coordinamento delle azioni per il contrasto del fenomeno, lo studio e la predisposizione di proposte normative e l'analisi e l'individuazione di iniziative non normative comprendenti anche la stipula di appositi codici di condotta e di autoregolamentazione", si legge nella pagina di riferimento.

Durante la relativa conferenza stampa, è stata prestata molta attenzione a non infiammare gli animi con dichiarazioni troppo pepate, data la particolare rilevanza socio-culturale del fenomeno "filesharing" che la Commisione dovrà affrontare, in un modo o nell'altro, nel corso dei lavori.

In più occasioni è stato inoltre ribadito che "non c'è - da parte del governo - alcun intento repressivo ma l'interesse di bilanciare le due esigenze espresse dalla tutela degli autori da una parte e dalla libertà di fruibilità di tali opere". Dichiarazione che, a ben leggere, stride non poco con quelle "azioni per il contrasto del fenomeno" citate in apertura.

Ad ogni modo: il confronto, è stato ribadito in molteplici occasioni, sarà aperto a tutti gli interventi, e sfrutterà Internet per proporre un forum di discussione all'insegna dell'apertura e del confronto.

Il Comitato avrà tempi abbastanza stretti per ascoltare e capire con precisione in che cosa consistano questi "interessi" e quali possano essere le opportune modalità per "bilanciarli" opportunamente: "60 o 70 giorni al massimo", secondo le intenzioni espresse.

Se, agli occhi di chi scrive, i presupposti per un importante punto di svolta potrebbero esservi tutti, molti altri esperti della rete non hanno mostrato lo stesso entusiasmo: Punto Informatico in particolare, ha proposto un punto di vista particolarmente critico sulla vicenda.

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