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Microsoft e Yahoo: la partita non è ancora chiusa?

19/11/2008
- A cura di
Zane.
Archivio - Prima fallisce l'accordo con Google, ora il CEO anti-Microsoft è in procinto di abbandonare la carica. A Redmond sono già pronti ad una nuova scalata?

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Proprio quando l'acquisizione di Yahoo da parte di Microsoft sembrava ormai sfumata definitvamente, ecco che alcuni nuovi sviluppi fanno sobbalzare la rete: una Yahoo controllata da Microsoft è di nuovo una possibilità.

Qualche settimana fa, l'accordo Yahoo-Google che avrebbe potuto (?) salvare il portalone è saltato del tutto: troppo concreto, a detta del Dipartimento di Giustizia, il rischio che una partnership fra i due colossi del web potesse minare il libero mercato.

Ma i guai, si sa, non arrivano mai da soli: ecco quindi che ci si mette anche DivX Inc.: l'azienda alle spalle del celeberrimo compressore video è infatti in procinto di intentare una causa contro Yahoo! per violazione di accordi commerciali.

Ora è il turno di Jerry Yang: il CEO di Yahoo! ha infatti annunciato la volontà di rinunciare alla propria carica, non appena l'azienda avrà individuato un successore.

Il tutto in un momento sempre più nero per la quotazione del titolo Yahoo! in borsa

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Quindi: accordo con Google sfumato, causa con DivX incombente, titolo in discesa e principale oppositore all'accordo con Microsoft pronto a passare in secondo piano. La situazione è sicuramente molto favorevole per il big di Redmond.

Che Microsoft possa approfittare del momento e tentare un nuovo assalto? Considerate le pessime acque in cui naviga Y!, vi sono tutti i presupposti perché Microsoft proceda in tal senso. E, per di più, mettendo sul sul piatto una cifra sensibilmente inferiore a quei 44 miliardi di dollari proposti inizialmente.

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