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Sealand: il paradiso del Web

08/03/2006
- A cura di
Tecnologia & Attualità - Scopriamo i segreti del principato di Sealand, un'isola artificiale dove non esistono leggi che regolino i flussi dei dati. Porto franco per Internet, il principato è il "data heaven" per eccellenza.

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Questa non è una favola, ma dato che si parla di un principato, di una principe e di una principessa, l'introduzione di quanto segue potrebbe essere& #8230; "C'era una volta, e precisamente durante la seconda guerra mondiale, un'isola artificiale creata Gran Bretagna. Quest'isola si trovava nella parte meridionale del Mare del Nord, non troppo distante dalla costa inglese. La funzione principale dell'isola e dei suoi abitanti (in prevalenza militari) era quella di controllare i vascelli che si avvicinavano all'estuario del Tamigi, e di difendere quelli in uscita. Qualche tempo dopo la fine della guerra, l'isola venne abbandonata& #8230;"

"Un bel giorno, nell'inverno del 1966, una famiglia inglese prese possesso dell'isola-piattaforma. Roy Bates e signora vi si trovarono talmente a loro agio, che l'anno seguente (2 Settembre 1967) dichiararono la nascita di un nuovo stato: il principato di Sealand. I "conquistatori" dell'isola, però, avevano intenzioni molto serie. Infatti, si apprestarono ad alzare la loro bandiera, con tanto di stemma "reale", e a coniare la loro moneta (per non parlare dei francobolli, che ritraggono Mr. e Mrs. Bates). Di fronte a tutto ciò, Corona Britannica, antagonista per eccellenza in questa fiaba moderna, non poté fare quasi nulla, e nel 1968 si limitò ad affermare che la sua giurisdizione non poteva estendersi fino a comprendere l'isola".

Fortress.jpg

Ma cosa c'entra in tutto ciò il magico mondo del Web? Beh, una delle maggiori particolarità del principato di Sealand è che non ha alcuna legge che regoli il flusso dei dati e la "Royal family" (come ama farsi chiamare la famiglia Bates) ha assicurato che non ne verrà varata alcuna nemmeno in futuro.

Recentemente, un imprenditore americano di nome Sean Hastings, conscio del fatto che su Sealand (quasi) tutto è permesso, ha convinto la famiglia Bates a trasformare l'isolotto in un porto franco per Internet, trasferendovi una società di servizi per il Web (Heaven&Co).

Lo scopo di Hastings è quello di trasformare lo staterello in un paradiso fiscale e legale per società che operano su Internet. È per questa ragione che il principato è anche conosciuto come "data haven": nessuna azienda o agenzia governativa potrà carpire i segreti che alcune società custodiscono gelosamente tra i flutti del Mare del Nord. È sottinteso che queste società, per conservare su Sealand le informazioni riservate sulla loro attività, sono tenute a versare somme da capogiro (niente è gratis, ahimè!).

Arms.gif

E se la società rivale si recasse a Sealand per entrare in possesso dei dati della concorrente? In questo caso, l'invasione si tradurrebbe in una dichiarazione di guerra al principato, con tutte le nefaste conseguenze del caso, considerando che i regnanti sono dediti all'uso delle armi e non ci pensano due volte ad impugnare il fucile e a far fuoco sugli ospiti sgraditi (i membri della "Royal family" hanno sempre risposto col fuoco ad ogni tentativo di avvicinamento da parte della loro nazione di origine).

Tuttavia, è il caso di ricordare che anche a Sealand ci sono dei divieti: pedofilia, hackeraggio e spamming sono banditi& #8230;tenetevelo a mente, qualora decideste di recarvi (fisicamente o virtualmente) al paradiso del Web!

Sealnd13.jpg

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