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Dal big bang informatico ad oggi

23/08/2005
- A cura di
Tecnologia & Attualità - Come si sta evolvendo il sistema informatico e telematico? Ecco come è mutato il rapporto fra società ed informatica negli ultimi cinquant'anni.

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L'origine del termine "informatica"

Il termine "informatica" deriva dalla contrazione delle due parole "INFORmazione autoMATICA" e ha pertanto il significato di "trattamento automatico delle informazioni".

Si parlò per la prima volta di "informatics", ossia di "discipline informatiche", nel 1965, durante un convegno sui sistemi informatici on line, tenutosi presso l'Università di Los Angeles, in California.

Nel 1968, nell'ex URSS, fu pubblicata una rivista intitolata "Oznovy Informatiki", "Fondamenti di Informatica". Negli anni Settanta, l'OECD (Organization for Economic Cooperation and Development) diede vita ad una serie di pubblicazioni intitolate "Informatic Studies".

Tra il 1970 e il 1980 fu poi introdotto il vocabolo "information science", letteralmente "scienza delle informazioni", ampiamente usato in Germania (Informatik) e in Francia (l'informatique) come sinonimo di "informatics". In Italia, nel linguaggio corrente, siamo soliti tradurre entrambi i termini ("informatics" e "information science") con "informatica", senza operare peculiari distinzioni tra "discipline informatiche" e "scienza delle informazioni".

L'informatica come scienza multidisciplinare

Dalla fine degli anni Settanta, il termine "informatics" ha iniziato ad essere impiegato sempre più frequentemente per descrivere l'applicazione della tecnologia informatica ai diversi campi del sapere. Si sono così delineate l'informatica giuridica ("legal informatics"), l'informatica medica ("medical informatics"), che a sua volta si articola in ulteriori categorie ("dental informatics", "health informatics", "neuroinformatics", "nursing informatics"...), l'informatica sociale ("social informatics"), l'informatica manageriale ("management informatics"), l'informatica ambientale ("environmental informatics"), l'informatica dei musei ("museum informatics")... insomma, tante "informatiche" quanti sono i campi del sapere! L'informatica può essere pertanto definita come una scienza multidisciplinare, capace di operare in diversi ambiti, apportando tecniche e metodologie volte a favorire e a sviluppare la ricerca.

Quello dell'informatica è un vero e proprio processo di innovazione che interessa ogni settore e che in qualche modo interagisce con la vita di ognuno di noi. L'informatica ha assunto un ruolo determinante nella società, dal mondo del lavoro all'hobby, trasformando radicalmente l'ambiente con cui è venuta in contatto.

L'evoluzione delle tecnologie dal 1946 ad oggi

L'attuale panorama delineato dall'informazione automatica è frutto di una lunga evoluzione, che ha le sue radici negli anni Quaranta, al tramonto del secondo conflitto mondiale. In passato, infatti, l'informatica era una scienza riservata ai tecnici e agli specialisti. L'uso del computer nel mondo del lavoro era una mera "meccanizzazione" che interessava solo i processi produttivi e lo scenario che si delineava in quegli anni era assai differente da quello odierno.

Tralasciando i progenitori storici dei computer, fino ad oggi è possibile individuare cinque generazioni di elaboratori elettronici, enucleabili in base alle loro caratteristiche tecniche:

  • prima generazione (1946 - 1958): si utilizzavano valvole termoioniche e memorie esterne a tamburo magnetico; gli elaboratori erano caratterizzati da grandi dimensioni (i primi "computer" occupavano intere stanze!), alti consumi di energia, alta produzione di calore e scarsa affidabilità. Erano inoltre programmabili esternamente, mediante pannelli di interruttori intercambiabili.
  • seconda generazione (1958 - 1964): si impiegavano semiconduttori e memorie interne a nuclei di ferrite, mentre per le memorie esterne si usavano i nastri magnetici, successivamente affiancati dai dischi magnetici; grazie a questi strumenti, si percorrevano passi in avanti rispetto alla generazione precedente, apportando miglioramenti agli elaboratori. In questi anni si fa strada la possibilità di una programmazione interna, caratteristica che rimarrà immutata in tutte le generazioni successive.
  • terza generazione (1964 - 1975): le memorie interne a nuclei di ferrite e a semiconduttori lasciano gradualmente il posto alla Random Access Memory; per le memorie esterne, sempre più frequentemente si ricorre ai dischi magnetici, che si caratterizzano per una grande capacità di memorizzare i dati. L'affidabilità degli elaboratori subisce un incremento notevole e la velocità di calcolo aumenta in modo rilevante. Risalgono a questo periodo i primi esperimenti di collegamento tra i diversi computer. Si ha una grande crescita dei software.
  • quarta generazione (1975 - 1995): si utilizzano circuiti ad alto livello di integrazione. Le dimensioni dei computer si riducono e si assiste ad uno sviluppo massiccio di reti tra elaboratori situati anche a distanze notevoli. Nascono i micro, gli home e i personal computer.
  • quinta generazione (1995 - oggi): l'informazione è una risorsa essenziale. Il costo degli elaboratori si è notevolmente ridotto rispetto al passato, sebbene le tecnologie siano sempre più all'avanguardia. È l'era di Internet, del villaggio globale. Chi non utilizza il computer...?

A questo punto, sorge una domanda: cosa ci riserva il futuro? C'è chi ipotizza ulteriori sviluppi tecnologici e chi, in chiave nettamente pessimistica, profetizza un'inversione di tendenza, un regresso tecnologico... ai posteri l'ardua sentenza!

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