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Project IGI

16/06/2001
- A cura di
Peso.
Videogiochi - Recensione approfondita di questo fantastico gioco.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

Igi.jpg

Chi ha seguito con regolarità il panorama videoludico degli ultimi anni saprà sicuramente quanto questo sia colpito da una grande carenza di idee che ha portato le case produttrici di software a creare centinaia di titoli "copiandone" altri precedenti senza apportare nulla di nuovo nel settore ma solo sfruttando la popolarità di chi li ha preceduti. Questo fenomeno ha colpito un po' tutti i generi ma in particolare si è notato nel campo degli shooter 3d, uno dei più prolifici del mercato.

Da notevole appassionato di videogiochi quale sono (nel senso che finisco tutto quello che mi capita sotto mano) negli ultimi anni ho apprezzato veramente pochi titoli di questo filone pur avendoli provati quasi tutti: gli unici che veramente mi sono rimasti impressi sono stati il mitico Unreal (un'esperienza mistica, non importa se è vecchio), Alien Vs Predator (che consiglio a tutti quelli che non hanno problemi di cuore) e l'ottimo Goldeneye, anche se qua andiamo a scomodare il campo delle console, dato che il titolo girava su Nintendo 64. Quello che veramente mi piaceva di questo gioco è che introduceva un approccio un po' più "tattico" e "realistico", se così si può dire, alle missioni: infatti spesso durante lo svolgimento del gioco si era costretti a cercare di agire in maniera silenziosa, senza farsi notare da telecamere o guardie e senza far scattare gli allarmi che spesso equivalevano a morte certa data la difficoltà di uno scontro frontale con un manipolo di soldati. Certo, spesso bisognava ricorrere a metodi un po' più classici e si finiva per riversare caricatori su caricatori sugli avversari guidati dal computer, ma all'epoca moltissimi possessori della console Nintendo persero non poche ore nel cercare di eliminare, quando possibile, un nemico con una pistola silenziata piuttosto che con un M16. Devono essere passati almeno tre o quattro anni dall'uscita di questo titolo e da allora si è cercato in più occasioni di introdurre questo concept di "stealth", come è stato definito, nei vari generi già presenti sul mercato.

Abbiamo quindi visto su console nascere il famoso Metal Gear Solid o i due bellissimi Syphon Filter e su PC il grandioso Commandos seguito recentemente dall'ottimo Desperados. Negli shooter 3d però gli elementi di segretezza e realismo sono sempre restati molto marginali e un esempio lampante è il noto Soldier of Fortune, nato per essere una realistica simulazione di guerriglia ma che è finito poi per essere un clone di Quake che sostituisce militari russi ad alieni e città abbastanza poco verosimili a basi spaziali... Per molti una mezza delusione quindi, senza voler comunque condannare la qualità del prodotto. Arriviamo quindi a Project IGI, che si propone forse come il primo shooter in soggettiva veramente realistico con elementi di tatticità non indifferenti. Ma andiamo con ordine e analizziamo i vari aspetti del gioco.

L'ambientazione

Anya.jpgAll'inizio del gioco saremo chiamati ad impersonare l'agente segreto inglese Jones, sulle tracce di un criminale russo di nome Priboi, ma presto la trama si rivela un po' più complessa e pur non raggiungendo livelli di eccellenza riesce a incuriosire il giocatore abbastanza per fare da stimolo ad andare avanti nel gioco. Le missioni si svolgono quindi tutte nella zona compresa tra l'Estonia e Russia e sono ambientate più che altro in basi militari dove dovremo recuperare qualche oggetto o ottenere delle informazioni utili per poi scappare; su questa scelta mi trovo abbastanza d'accordo, infatti pur diminuendo la varietà del gioco ne aumenta notevolmente la verosimiglianza e il realismo, fattori su cui il gioco punta molto e che lo rendono diverso dalla massa. Ogni livello verrà sempre introdotto da una breve sequenza iniziale in cui Anya (nell'immagine a fianco), il contatto di Jones con la base, spiegherà al giocatore gli obiettivi della missione e si assisteranno agli sviluppi della storia.

Medikit.jpg

Il gameplay

Come avrete capito all'inizio il fattore su cui conta di più questo gioco è il gameplay che cerca di discostasi da tutti i vari Quake e Unreal sul mercato: teniamoci quindi pronti ad una sfida in cui il nostro successo non sarà più dato dai nostri riflessi o dalla nostra mira ma dalla strategia con cui affronteremo le missioni. Infatti già dai primi livelli si capisce chiaramente che lo scontro frontale contro i soldati nemici porta quasi sempre al fallimento e anche nel caso che si riesca a non far morire Jones, è da tenere presente che i medikit non si trovano per terra come in tutti i giochi visti fin'ora ma sono oggetti estremamente rari che spesso non sono neppure in grado di ristabilire la salute al suo livello iniziale. Come agire dunque? Vi consiglio di appostarvi su una collina e munendovi di binocolo di studiare con attenzione il percorso da seguire, cercando di incontrare meno guardie possibili e di controllare le ronde che queste seguono in modo da poterle eliminare in silenzio nel momento in cui queste sono girate con un'arma silenziosa o col fido coltello, arma tutt'altro che inefficace. Se poi avete con voi un fucile da cecchino cercate di eliminare i soldati dalla lunga distanza senza rischi, stando però sempre attenti che questi non siano visti da eventuali compagni o telecamere e tenendo d'occhi i colpi disponibili, che tendono sempre a scarseggiare.

Mappa.jpgAd aumentare la difficoltà di tutto questo si aggiunge il sistema di salvataggi, forse piccolo difetto del gioco; infatti durante le missioni non è concesso salvare, quindi vanno fatte tutte d'un fiato senza mai morire. Questo è a mio parere un difetto piuttosto fastidioso del gioco dato che alcune missioni sono veramente molto difficili e se giocate al livello di difficoltà elevato potrebbero richiedere di essere rigiocate più e più volte prima di essere completate con successo, quindi credo che sarebbe stato meglio implementare un sistema di salvataggi limitati per ogni livello (uno o due) in modo da non dover ripetere fino alla nausea punti che ormai si conoscono a memoria e che si salterebbero assai volentieri (lo dico per esperienza) ; anche perché è piuttosto demotivante pensare di dover ripetere 20 minuti di gioco solo perché arrivati alla fine dello schema con tutta l'energia siamo stati uccisi da una mitragliata alle spalle dell'ultimo soldato rimasto (e guarda caso l'unico che non avevo visto... che rabbia!!!!). Nello screenshoot qui a lato, potete vedere la mappa collegata al GPS: sarà notevolmente utile per studiare le ronde dei soldati allo scoperto e vi consiglio di non sottovalutare la sua utilità, peccato solo che mentre la consultate dovrete restare immobili senza la possibilità di difendervi!

L'intelligenza artificiale dei nemici è curata abbastanza bene, anche se presenta alcune evidenti lacune. Infatti i soldati si comportano in modo piuttosto realistico nelle sezioni di "battaglia", buttandosi a terra quando sentono gli spari, senza scoprirsi molto o fare troppe mosse avventate, e sono di sicuro letali in uno scontro frontale, visto che al livello di difficoltà elevato averne due davanti e non avere possibilità di fuga equivale quasi sempre alla morte; d'altronde però in certe situazioni reagiscono in maniera veramente poco realistica e viene da pensare che certe cose vengano fatte apposte per diminuire la difficoltà del gioco. Per esempio ogni tanto durante le ronde incrociano il cadavere di un compagno e continuano serenamente la loro passeggiata come se non ci fosse nulla, oppure se allarmate dalla vostra presenza (per esempio se le avete ferite e vi siete nascosti) vi aspetteranno sul posto per un determinato lasso di tempo dopo il quale riprenderanno tranquillamente a fare quello che facevano prima come se nulla fosse successo.

Una nota dolente riguarda la mira: molte armi infatti sono in grado di trapassare muri o casse di piccolo spessore in modo da colpire un eventuale avversario al di là di esse, bene, provate a farvi vedere da un soldato e mentre questo vi spara nascondervi dietro uno di questi muri magari continuando a muovervi anche quando sarete già "invisibili". Il nemico durante la raffica conoscerà sempre misteriosamente la vostra posizione e questo vi causerà gravissimi danni e spesso addirittura la morte. Semplicemente ridicolo. A parte questi piccoli difetti comunque gli avversari offrono sempre una buona sfida e un buon divertimento soprattutto se giocherete con un approccio tattico basato sul silenzio e la strategia.

Un po' di tecnica

Tecnicamente Project IGI è un titolo veramente impeccabile: i suoni sono veramente molto realistici (soprattutto quelli delle armi) e rendono in maniera ottimale ogni situazione, la grafica poi è qualcosa di veramente sorprendente per quanto riguarda la gestione degli spazi aperti. Dovete sapere infatti che il motore che muove il gioco era nato per fare da engine per simulatori di volo, e vi assicuro che si vede eccome! Gli spazi in cui vi muoverete sono a dir poco sterminati e si estendono per chilometri e chilometri con montagne, pianure, caseggiati isolati e altro, anche non strettamente legati alla missione.

La cosa sorprendente è che il tutto gira in maniera estremamente fluida anche su macchine poco potenti in modo da garantire un'ottima esperienza di gioco a tutti. Infatti se sul mio Athlon a 750 MHz con 256 MB di RAM e Voodoo 3 il gioco è uno spettacolo per gli occhi anche su un vecchio Pentium II a 266 MHz e scheda video Banshee i risultati sono stati notevoli. Di bug ne ho trovati veramente pochi e quei pochi non compromettono di certo l'esperienza di gioco e spesso non sono neppure visibili, un ottimo lavoro quindi da parte dei programmatori.

Concludendo...

Per concludere quindi i soliti consigli: come faccio a sapere se questo gioco mi potrebbe piacere o no? Mi rendo conto che dato il gameplay un po' insolito il prodotto potrebbe non piacere a tutti, e per molti potrebbe risultare frustrante data l'elevata difficoltà e il sistema di salvataggi piuttosto insolito, comunque se vi piacciono tutti i giochi che hanno dello "stealth" il loro punto di forza, come Commandos o Hitman, è molto probabile che apprezziate molto questo titolo, altrimenti se passate le vostre giornate giocando a Quake 3 Arena a fare deathmatch incasinatissimi il gioco potrebbe venirvi a noia piuttosto in fretta e correrebbe il rischio di finire nel dimenticatoio o direttamente nel cestino, e non quello di Windows...

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