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Namco Bandai accusa Nintendo: il Wii sta uccidendo gli arcade

21/02/2008
- A cura di
Archivio - Il già ridotto settore dei videogame da sala nipponico ha subito un ulteriore scossone a causa del successo della console, e a temere di perdere introiti ora non è solo Sony ma anche Namco. Quel Wii è davvero troppo "casual", accusa la società.

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Lo straordinario successo di Nintendo Wii non ha cancellato soltanto i piani di conquista di Sony e della sua PlayStation 3, ma ha anche messo in crisi la già ridotta industria delle macchine arcade in Giappone. A denunciarlo è Namco Bandai, colosso dei videogame nato dalla fusione dei due storici marchi e produttore di blockbuster da sala del calibro di Tekken, Soulcalibur e Point Blank.

"Molto dei tipi di giochi che le persone giocavano negli arcade possono ora essere giocati in casa" ha dichiarato a Reuters il portavoce della multinazionale Yuji Machida. Il problema, naturalmente, è il rivoluzionario controller in dotazione alla console Nintendo, universalmente riconosciuto come una delle poche novità introdotte nell'industria da anni a questa parte. A causa di Wii, Namco Bandai sarà costretta a chiudere un terzo dei suoi arcade, 50-60 sale la cui apertura non è più profittevole.

Il novero di possibilità aperto grazie all'accoppiata Wii Remote+Nunchuck - giocare a bowling, impugnare racchette da tennis, "sparare" allo schermo senza la necessità di un sistema di puntamento aggiuntivo e quant'altro - ha di fatto ridotto l'appeal che è ancora in grado di avere il settore degli arcade, già uscito pesantemente ridimensionato dall'esplosione delle home console a 16 bit prima e a 32/128 bit poi.

Namco_Bandai_arcade.jpg

Le "macchinette" dotate di controller custom, pistole e strani aggeggi da operare nei modi più vari - il mio preferito rimane comunque l'arcade da prendere letteralmente a pugni di Hokuto no Ken, anche se in questo caso la produzione è di Konami - hanno perso ulteriore mercato a causa del successo di Wii e anche SEGA, rimasta attiva negli arcade dopo la decisione di non produrre più console, sarebbe in procinto di chiudere 100 sale secondo quanto riferito da Reuters.

Nell'anno appena concluso il Wii ha letteralmente sbancato in Giappone, e molti dei ragazzi che hanno avuto in regalo la console - magari in occasione delle festività natalizie, in cui la macchina Nintendo è stata come al solito la più venduta - preferirebbero risparmiare monetine per nuovi videogame e hardware per la home console, piuttosto che sperperarli nelle sale giochi del paese.

E non si tratta, a quanto pare, di accuse campate per aria: l'ultimo profitto netto annuale di Namco Bandai ha subito una decurtazione del 38%, e di certo la nuova crisi degli arcade avrà avuto il suo ruolo nella contrazione. A onor del vero, c'è da dire che oltre alla concorrenza di Wii nella faccenda ci sarebbe da chiamare in causa anche il prezzo del petrolio salito alle stelle e i conseguenti rincari al costo dei carburanti, a pesare sui portafogli delle famiglie giapponesi come su quelli di tutto il mondo sviluppato.

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