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Radiohead, pionieri della distribuzione musicale senza major

12/10/2007
- A cura di
Archivio - Il gruppo più innovativo della musica popolare degli ultimi due decenni distribuirà il suo nuovo lavoro on-line e in autonomia. Il prezzo? Quello deciso dall'utente, che può scaricare l'album anche gratis, se lo vuole. UPDATE: E 1,2 milioni di copie digitali già vendute stanno lì a dimostrare la bontà dell'iniziativa.

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La distribuzione "indie" era rischiosa, ma i Radiohead pare c'abbiano visto giusto ancora una volta: non sono disponibili stime ufficiali, ma fonti vicine alla band parlano di 1,2 milioni di copie di In Rainbows distribuite come download digitale nella sola giornata di mercoledì 10 ottobre. In tanti hanno scaricato, e i server hanno faticato non poco a gestire la pressante richiesta da parte dei consumatori.

Se si considera una media ipotetica di una sterlina pagata a download, il guadagno sostanzialmente netto per la band - visto che non ci sono intermediari arraffoni di mezzo - sarebbe di 1,2 milioni di sterline, oltre 1,7 milioni di euro. In un solo giorno. Poco importa, a questo punto, che le caratteristiche della release non sembra siano compatibili con i parametri necessari per far entrare l'album nelle classifiche ufficiali di vendita inglesi.

10 brani in MP3 a 160 Kbit/sec. sono contenuti in un archivio .zip che probabilmente contribuirà a ridefinire l'intero settore della musica commerciale. E per gli schizzinosi a cui il formato scelto non basti - nonostante la qualità dei brani sia oggettivamente alta - il discbox disponibile dal prossimo dicembre conterrà un CD-Audio, 2 dischi in vinile e altro materiale aggiuntivo. Un acquisto obbligato, almeno per il sottoscritto, che nel mentre si gode la migliore uscita musicale del 2007.

Dunque alla fine è successo: la band inglese guidata da Thom Yorke, da molti considerata come la vera rivelazione del rock moderno, ha dato seguito alle intenzioni già rese note da tempo decidendo di pubblicare il suo ultimo lavoro senza ricorrere ad una etichetta discografica. Non bastasse, le quindici canzoni del nuovo disco vengono offerte ad un prezzo... che è lo stesso consumatore a decidere. Il quale può benissimo pagare zero sterline, ottenendo in maniera completamente gratuita il diritto legale di scaricare una delle uscite musicali più attese del 2007.

"Understatement" è la definizione - tipicamente anglosassone - che più facilmente viene da usare per descrivere il modo con cui la band sta gestendo la cosa, ben consapevole del nutrito seguito di fan di cui può disporre e della forza del passaparola in rete: l'annuncio della nuova uscita è stato dato dal chitarrista Jonny Greenwood sul weblog della band, Dead Air Space: "Il nuovo album è finito - scrive Greenwood - e verrà rilasciato in 10 giorni. Lo abbiamo chiamato'In Rainbows'. Con affetto da noi tutti".

In Rainbows uscirà quattro anni dopo Hail to the Thief, l'ultimo lavoro ad essere prodotto attraverso l'etichetta discografica EMI. La stesura dei nuovi pezzi cominciò poco dopo, e Yorke ebbe a dire quanto segue riguardo il rapporto con le major: "Mi piacciono le persone che ci sono alla nostra etichetta discografica, ma è arrivato il tempo in cui bisogna chiedersi perché l'uno ha bisogno dell'altro. E, si, sarà probabilmente un nostro piacere perverso dire'Fottiti a questo modello di business decadente".

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Piacere perverso che alla fine ha portato all'auto-produzione più completa: la realizzazione e la distribuzione di In Rainbows è gestita in maniera esclusiva dai Radiohead con il solo aiuto della società che si occupa del merchandising della band. Attraverso il sito web rinnovato, Yorke e compagni offrono l'album in due diverse edizioni. L'una extra-lusso, composta da un cofanetto contenente il CD - o in alternativa 2 dischi in vinile da 12" - con le tracce audio e altro materiale aggiuntivo, dal costo fisso di 40 sterline spese di spedizione incluse e disponibile da dicembre, l'altra sotto forma di download digitale dal prezzo libero.

E per libero intendo a totale discrezione dell'acquirente: lo store on-line sottolinea più volte che nello spazio "Price" del form di acquisto si può digitare qualsiasi cifra, anche zero, e si avrà comunque diritto - dal prossimo 10 ottobre - al download legale dei brani. Al momento di scrivere è possibile fare un pre-ordine per il download, ricevendo poi tutte le istruzioni necessarie via posta elettronica al momento in cui esso sarà disponibile.

I Radiohead, da cavalli di razza purissima della musica moderna quali essi sono, hanno dunque deciso di scegliere la strada dell'autonomia artistica e commerciale resa oggi possibile da Internet e dalla diffusione virale dei contenuti e delle informazioni, prendendo di petto il leviatano di quella industria musicale che nel corso della sua storia ha vampirizzato gli artisti offrendo loro poco più che un obolo dal ricavato della vendita dei CD-Audio, beni commerciali dal prezzo finale non certo contenuto.

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L'evento è poco meno che storico, il primo del suo genere e un vero e proprio spartiacque di cui sarà molto interessante verificare le conseguenze. Per ora, indiscrezioni riportate dal Time raccontano del sentimento di sconcerto che serpeggia tra i mega-manager delle Grandi Sorelle del disco: "Questo suona come l'ennesimo rintocco funebre", dichiara il dirigente di una major europea, il quale conclude preconizzando che "Se la migliore band del mondo non ci vuole, allora non sono sicuro ci sia rimasto qualcosa per questo business".

La campana a morto ha cominciato a suonare per le ingorde corporazioni così avvezze a gestire un mercato a loro prono, e siano avvertiti anche lor signori della distribuzione digitale lucchettata ancora in mano alle major - chi ha detto iTunes? - che le nuove tecnologie offrono opportunità di promozione davvero uniche a chi fa musica per vivere, e il tempo perso a correre dietro a Napster, alle cause legali contro i potenziali acquirenti adusi al peer-to-peer e alle DRM senza senso e dignità tecnologia o morale risulterà, alla fine, fatale per i potentati economici.

Personalmente parlando, i Radiohead sono la mia band preferita in assoluto e da buon fan sfegatato ho già provveduto a fare il pre-ordine del download digitale. Ho deciso di pagare zero ma non perché io sia particolarmente taccagno. Al contrario, adopererò l'opportunità come da sempre faccio con il file sharing: scaricherò, ascolterò e sicuramente acquisterò il discbox da 40 sterline appena esso sarà disponibile. Con buona pace di chi "promuove l'arte" facendosi venire la bava alla bocca nel perseguire una donna sola con due bambini a carico che ha messo in condivisione 1.400 file sul network di Kazaa.

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