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Console war: Nintendo guadagna, Xbox 360 si revisiona e PS3 fa la sauna

24/08/2007
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Archivio - Mentre la casa di Zelda e Super Mario fa registrare l'ennesimo record sui mercati finanziari, Microsoft si appresta ad aggiornare i processi produttivi dei componenti di Xbox 360. Sony colleziona invece exploit, curiosi test di resistenza, nuovi ritardi e magre figure sulla qualità tecnica del software nei confronti delle corrispondenti versioni per la console di Redmond.

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La guerra senza esclusione di colpi tra le console di nuova generazione non è praticamente mai andata in vacanza, e l'autunno che sta per arrivare si prospetta ricco di importanti novità su tutti i fronti. Il focus di quest'oggi ad ogni modo è dedicato quasi esclusivamente a Sony e Microsoft: l'unica novità degna di nota per la console rivelazione della settima generazione è la continua crescita del valore di mercato conosciuta dalla società produttrice.

Nintendo era già arrivata al secondo posto tra le società produttrici di beni elettronici più quotate in Giappone, con un valore complessivo di 6,30 trilioni di yen e dietro soltanto a Sony. Tutto ciò grazie alla pubblicazione dei risultati finanziari del primo trimestre del corrente anno fiscale, con relativo aumento dei ricavi stimati per il futuro. Non stupisce più di tanto venire a conoscenza del fatto che ora Nintendo ha superato anche Sony, arrivando al quinto posto tra tutte le società più quotate alla borsa giapponese.

Sul mercato finanziario Nintendo vale attualmente 8,69 trilioni di yen, ovvero oltre 57 miliardi di euro. Le vendite di Wii e DS, rispettivamente arrivate a 10,41 e 47,87 milioni di unità al momento di scrivere, hanno trainato la società dalle stalle delle retrovie del divertimento interattivo fino all'empireo delle più grosse corporation del Giappone, il secondo paese più ricco del mondo per Prodotto Interno Lordo.

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PlayStation 3 in condizioni ambientali sfavorevoli

Agli antipodi del successo di Nintendo c'è il perdurante fiasco commerciale di PS3, una console potente, poliedrica e tecnologicamente dotata che vende poco tra i consumatori, non favorisce gli sviluppatori e fa gola agli hacker e agli avvocati in tribunale.

Sony è stata infatti portata davanti al giudice dalla società californiana Parallel Processing Corporation, per una presunta infrazione di brevetto del processore Cell su cui si basa la console. Secondo PPC, CPU sviluppata dal trio Sony-IBM-Toshiba infrangerebbe un brevetto risalente al 1991, inerente l'elaborazione di istruzioni in parallelo e la sincronizzazione del lavoro dei vari core per mezzo della memoria condivisa.

PPC demanda il risarcimento per "una lesione irreparabile e ingenti danni monetari", chiedendo assieme al pagamento dei danni suddetti anche la distruzione di tutti i prodotti responsabili dell'infrazione. Il che equivale a pretendere il ritiro dal mercato di ogni singola PS3 venduta e lo stop alle attività di SCE e alla presenza di Sony nel mercato dei videogame.

La multinazionale non ha comunicato alcuna posizione ufficiale in merito alla questione, riservandosi il diritto di rispondere direttamente in tribunale. La faccenda appare complessa, considerando il coinvolgimento di IBM e Toshiba nello sviluppo di Cell e l'impossibilità materiale di ottemperare alle assurde richieste di PPC: di certo non è la prima volta che si sente parlare di guai legali per PS3, e la vicenda potrebbe costringere Sony ad un esborso monetario non indifferente per sistemare la querelle in via amichevole.

I piani di sviluppo di un mercato intorno a PS3 vanno ad ogni modo avanti: la console dovrebbe presto acquisire capacità di Digital Video Recorder (DVR) e video-on-demand, seguendo la falsariga di quanto fatto finora da Microsoft con Xbox Video Marketplace. Sony si è tra l'altro già accordata con Sky per proporre contenuti sulla console portatile PSP, e il servizio verrà reso disponibile anche agli utenti di PS3 con la commercializzazione di un ricevitore digitale nel corso della prima parte dell'anno prossimo.

Dove lo sviluppo per PS3 rallenta è invece nel software vero e proprio: Grand Theft Auto IV raggiunge Gran Turismo, Final Fantasy e gli altri titoli di grosso calibro che dovrebbero risollevare le sorti commerciali della console ma che per ora non fanno altro che accumulare ritardi su ritardi. Nello specifico, secondo i pareri degli analisti l'uscita di GTA IV ha subito uno slittamento a causa della complessità di programmazione della console - tema ricorrente con una certa regolarità, quando si parla di PS3.

Una difficoltà che non sarebbe stata adeguatamente prevista e affrontata da Rockstar, secondo l'analista Michael Pachter, e che avrebbe portato al successivo slittamento di sei mesi nella commercializzazione della versione Xbox 360 del gioco a causa dell'accordo di esclusiva stretto con Sony.

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Come è tradizione ormai da anni, PS3 si rivela dunque argomento ideale di chiacchiericcio e previsioni da parte degli analisti più che il soggetto preferito delle conversazioni dei videogamer: caso GTA a parte, si discute sulla differenza di prestazioni di Madden NFL 08, gioco di football appena commercializzato da EA Sports che rappresenta la punta di diamante della line-up next-gen del publisher per quest'anno.

NFL 08 gira a 60 frame al secondo su Xbox 360, mentre va esattamente alla metà della velocità (30 fps) su PS3: "Madden sul 360 è veloce e fluido, grazie ad un netto miglioramento nel frame rate che permette al gioco di muoversi due volte più veloce. I possessori di PS3, sfortunatamente, sono omaggiati con un Madden che nel confronto risulta fiacco" si può leggere su Usa Today. Il caso sarebbe insomma l'ennesima dimostrazione delle incredibili difficoltà di programmazione che i maggiori produttori del settore stanno incontrando nell'approcciare la console Sony.

Versione tra l'altro corroborata dalla stessa EA, che si giustifica sostenendo che l'hardware di Xbox 360 è in circolazione da più tempo e gli sviluppatori ne hanno ormai una buona conoscenza, al contrario di PS3 che è sostanzialmente ancora tutta da esplorare da questo punto di vista.

Sony deve poi cominciare a guardarsi dall'attacco degli hacker, che stanno sperimentando alla ricerca di vie per eseguire codice homebrew (ovvero "fatto in casa") sulla console. Il Team PS3HAX avrebbe appena scoperto un potenziale exploit nella gestione delle immagini TIF sulla XMB (Cross Media Bar, l'interfaccia di controllo PS3 simile a quella PSP), in grado di generare un crash da buffer overflow teoricamente sfruttabile per iniettare codice di programma non autorizzato sulla console.

Siamo ad ogni modo ancora al livello di congettura, visto che ad oggi non esistono esempi concreti di software amatoriale che sfrutti l'exploit. Per i più curiosi è disponibile un video su YouTube che dovrebbe dimostrare la veridicità di quanto affermato dagli hacker, e cioè che nemmeno PS3 è immune da questo genere di attacchi, tra l'altro piuttosto comuni per quel che riguarda PlayStation Portable.

L'unica vera notizia positiva per Sony è quella che viene da una serie di curiosi test condotti da PS3 Vault, pensati per valutare la resistenza e l'affidabilità dell'hardware della console nelle più disparate condizioni ambientali. Ognuno dei tre test è constato di 108 ore di uso continuato equamente diviso tra videogame e film in formato Blu-ray, con lo stesso numero di giocatori presenti nelle varie sessioni. PS3 è stata usata indefessamente prima in una tipica stanza familiare dalla temperatura confortevole, poi in un vano frigorifero con la temperatura variabile tra 10 e -17 gradi centigradi, infine in una sala per la sauna con temperature tra i 38 e i 50 gradi.

In tutti e tre i casi la console si è comportata egregiamente senza mostrare segni di cedimento o malfunzionamenti di sorta: un punto decisamente a favore di PS3, considerando per contrasto l'imbarazzante percentuale di Xbox 360 decedute per "gli anelli rossi della morte" che tanti grattacapi economici e danni di immagine sta causando alla società produttrice (si veda a riguardo questo focus).

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Xbox 360 vista dal di dentro: calore eccessivo e cattivo design

Al contrario di PS3, la console Microsoft ha già ampiamente dimostrato di essere un hardware non particolarmente affidabile, al punto da spingere l'azienda a spendere miliardi di dollari per coprire le riparazioni e i piani di garanzia estesi a tre anni. Che i difetti siano strutturali lo porta ora alla luce l'agenzia di stampa giapponese Nikkei, che ha dato in pasto due diverse Xbox (una acquistata nel 2005 e l'altra riparata a maggio 2007) ad un esperto di design termico.

Le analisi risultanti, consultabili su Tech-On!, sono state impietose nel constatare come CPU centrale lavori stabilmente a 58 gradi, mentre GPU "Xenos" arrivi presto a 80 gradi centigradi e, in condizioni di alte temperature esterne (35°), possa raggiungere agilmente i 100 gradi centigradi. La ventola di raffreddamento del processore grafico è apparsa sottodimensionata rispetto al lavoro che le compete, e la differenza di temperatura tra l'interno e l'esterno della macchina è stata misurata in 22 gradi centigradi, decisamente troppi per un prodotto consumer secondo l'esperto.

Xbox 360 è stata insomma progettata male, anzi malissimo, e i tanti guasti registrati sono da imputare esclusivamente a Microsoft. La situazione potrebbe però migliorare presto considerando che secondo quanto comunicato da Chartered Semiconductor Manufacturing, la fonderia responsabile della produzione della maggioranza di CPU montate sulla console, i processori a 65 nanometri su cui dovrebbero basarsi le Xbox in dirittura d'arrivo sul mercato sono stati messi in cantiere già da 6 mesi.

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Montare un processore con transistor di dimensioni ridotte permetterà alla discussa console (il cui nome di revisione è "Falcon") di ridurre i costi produttivi (il 50% in meno) e soprattutto di incamerare una riduzione del calore sviluppato dalla componentistica interna. E se non bastasse questo, per il 2009 dovrebbero venire commercializzate le Xbox 360 con CPU da 45 nanometri: almeno a quel punto l'incresciosa situazione sarebbe augurabilmente risolta.

È poi la giornata di oggi 24 agosto la data per cui sono stati fissati i tagli di prezzo per le Xbox 360 vendute in Europa: seguendo di una settimana le corrispettive riduzioni americane, il costo della console nel vecchio continente varia ora dai 279,99 Euro della versione core (senza hard disk) ai 449,99 Euro per il modello Elite (fresco debuttante nell'Unione, comprendente un HD da 120 Giga e uscita digitale hi-def HDMI).

Un accenno infine sulle promettenti sorti commerciali del nuovo blockbuster per la macchina Microsoft, il lungamente atteso Halo 3: all'uscita del gioco (di cui è possibile osservare uno splendido screenshot qui in giro) mancano ancora 2 mesi, ma i preordini complessivi hanno già raggiunto quota 1 milione, facendo guadagnare al titolone Bungie - a quanto sostiene la stessa Microsoft in una press release - la qualifica di videogame in pre-ordine più veloce nelle vendite della storia di settore.

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