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Il super cracker McKinnon va estradato negli Stati Uniti

18/04/2007
- A cura di
Archivio - L'autore del più grave attacco telematico di tutti i tempi dovrà vedersela con le rigide leggi statunitensi, rischiando di finire in galera per non uscirne mai più.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

01_-_Hackingz.jpgIl 41enne Gary McKinnon, hacker telematico di quelli cattivi, è accusato di 97 incursioni nei computer Difesa americana, del Pentagono e NASA: catturato dalle forze di polizia inglesi nell'estate di due anni fa, McKinnon è per la legge del suo paese passabile di estradizione negli Stati Uniti, sentenza a cui l'uomo si è in prima istanza appellato.

L'Alta Corte di Londra ha ora deciso che si, l'estradizione si farà, a meno di un parere negativo scaturito dall'ultima possibilità di appello che ancora gli rimane, House of Lords britannica.

Per la corte McKinnon è un cracker consapevole delle proprie azioni, mosso da intenti delittuosi e da nient'altro, al contrario di quanto sostenuto dalla difesa: secondo i legali dell'uomo, quegli accessi illeciti, l'installazione delle backdoor e il furto di segreti militari, azioni reiterate per mesi, sono stati condotti per "pura curiosità", con l'hacker spinto dal semplice desiderio di conoscere la verità sull'esistenza dei dischi volanti.

Solo - com'è conosciuto in gergo McKinnon - non ha però convinto i giudici londinesi, ma ha la possibilità di un ultimo appello prima di vedersi perduto: qualora anche quest'ultima istanza venisse rifiutata - o nella eventualità in cui i legali decidessero di non presentarla - McKinnon verrà trasferito nel paese attaccato, e dovrà ancora una volta spiegare alla giustizia americana le motivazioni di quegli attacchi e la loro entità.

02_-_Gary_McKinnon.jpg

Ma soprattutto, si troverà a fronteggiare il rischio di una condanna a 70 anni di carcere accompagnati da una multa ipotetica di 2 milioni di dollari, il doppio dei danni stimati dall'FBI al network militare degli States. Quello che i - presunti - difensori dei segreti della iper-potenza mondiale non dicono è che McKinnon - a quanto sostiene lui in una vecchia intervista rilasciata BBC - non si è dovuto impegnare più di tanto per penetrare le presunte barriere difensive di server che si vorrebbero super-protetti.

"Mi sono messo alla ricerca di password vuote - dice il cracker nell'intervista - Ho scritto un piccolo script in Perl che ha accorpato insieme i programmi degli altri utenti per cercare le password, in modo da poter fare la scansione di 65.000 macchine in soli 8 minuti".

McKinnon sarà insomma anche colpevole, ma venire a conoscenza dell'imbarazzante deficienza di efficaci misure di sicurezza, da parte del personale presente nei posti chiave della struttura di controllo di quei network bucati è una condanna, nei fatti, di quei "controllori" umani dalla utilità pratica davvero scarsa.

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