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La trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.
Già nella scorsa legislatura era intervenuto l'allora ministro Maroni ad abrogare il decreto Pisanu che impediva l'accesso libero. Sarebbe quindi bastato verificare l'applicazione di una legge già esistente? L'articolo 10 del decreto "Fare", appena realizzato dal governo Letta, stabilisce che "la registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all'identità dell'utilizzatore, non costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici". In sostanza, se la connessione ad Internet è un servizio aggiuntivo, l'esercente avrà a che fare con una procedura di attivazione semplificata. Inoltre il governo rinuncia a porre vincoli sull'esecutore dei lavori di allacciamento, manutenzione e gestione del servizio. Il decreto Maroni che regolava la materia obbligava all'impiego di imprese espressamente indicate dal Ministero dello Sviluppo Economico. A questo punto si tratta di vedere che accadrà, soprattutto per quanto riguarda gli hot spot pubblici. In città come Milano e Roma la rete c'è, anche se si deve lavorare ancora per garantire una più ampia copertura. È però ancora richiesta una procedura di registrazione e l'utilizzo di un account di accesso. Segnala ad un amico |
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