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Linux Foundation non si interessa più di Microsoft

07/04/2011
- A cura di
Tecnologia & Attualità - La pensa così il Direttore esecutivo Jim Zemlin, secondo il quale il colosso di Redmond non domina più il mercato come prima.

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L'Executive Director di Linux Foundation Jim Zemlin, in un intervista per Network World, delinea un quadro preciso sulla diffusione dei sistemi operativi del mondo Linux e quelli Microsoft. I dati gli consentono di affermare che la Fondazione non si curi più di tanto, ormai, di Microsoft.

Guardandosi alle spalle, Zemlin ritiene che "nell'anno del ventesimo anniversario valga la pena chiedersi da dove si è partiti. Linux all'inizio era un umile progetto di uno studente di college di Helsinki, oggi regola circa il 70% degli scambi azionari mondiali o sta alla base di alcuni tra i servizi più utilizzati come Facebook, Google o Amazon".

Zemlin ammette, senza alcuna riserva, la sconfitta di Linux nel campo dei desktop computer, in cui l'azienda di Redmond rimane la leader indiscussa, complice anche il fatto che la quasi totalità dei comuni PC viene commercializzata con un sistema Microsoft già pre-installato. Diversa è invece la situazione se si parla dei server: la maggior parte sono regolati da distribuzioni Linux.

Ma lo strapotere della concorrente sulle scrivanie non lo spaventa più di tanto, poiché giudica i PC tradizionali come una "cosa" del passato. "La buona notizia è che il desktop PC tradizionale - ha dichiarato - è sempre meno importante, ed altre aree in cui Linux è molto forte in termini di client computing stanno diventando sempre più importanti".

In particolare, Zemlin è molto contento del successo di Android che utilizza un kernel basato su Linux. Ed è proprio Android ad aver sancito la superiorità di Linux rispetto a Microsoft nel mondo mobile. La multinazionale di informatica, infatti, cerca in tutti i modi di risalire la china dopo le continue perdite di quote, frutto anche di investimenti sbagliati e progetti mai realizzati: risale infatti al 2002 la versione di Windows XP studiata appositamente per i tablet (XP Tablet PC Edition), strumenti relegati ad un mercato di nicchia prima del boom scatenato da Apple con la commercializzazione di iPad.

Jim Zemlin conclude che "ci vuole tempo perché le persone si rendano conto che il desktop computer come lo concepiscono oggi non servirà più. Si abitueranno quindi a modi diversi di utilizzare un computer". Ciò, dal suo punto di vista, non può che far crescere ancora di più la presenza risorse basate su Linux, che bisogna ammetterlo, in vent'anni di storia ha fatto passi da gigante.

Ci vuole solamente del tempo, certo, come dargli torto. Potrebbe però essere una lunga attesa, ma non importa: il mercato ne gioverà ugualmente. Chi d'altronde, negli anni Settanta, avrebbe scommesso che il computer sarebbe diventato nel giro di trent'anni uno strumento alla portata di tutti (o quasi)?

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