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Ti squilla il cellulare in pubblico? Paga i diritti!

10/07/2009
- A cura di
Telefonia & Palmari - L'operatore telefonico americano AT&T è nel mirino dell'ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers): "deve versare i diritti per lo sfruttamento commerciale delle suonerie", sostiene l'Associazione.

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Se il telefono squilla in pubblico, tutti avranno modo di ascoltare la canzone impostata come suoneria dall'utente, che il più delle volte è una composizione protetta dalla normativa in materia di copyright.

Secondo ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers, una società simile all'italiana SIAE), l'operatore telefonico AT&T deve pagare i diritti per queste performance pubbliche, seppur brevi, per conto degli utenti.

EFF, Electronic Frontier Foundation, si è schierata dalla parte del carrier d'oltreoceano, e sostiene l'assoluta assurdità della questione. Numerosi i motivi: primo fra tutti, la qualità della riproduzione della suoneria non può essere paragonata a quella di un CD musicale o un concerto. Tale differenza, escluderebbe le suonerie dal campo di protezione del diritto d'autore.

Inoltre, in un documento disponibile pubblicamente in PDF, EFF precisa che le leggi americane sul copyright escludono dal pagamento dei diritti tutte quelle performance pubbliche senza nessun tipo di lucro, e tra queste rientrerebbero anche i tanto discussi squilli del cellulare.

Oltretutto, se lo squillo del telefonino comporta il pagamento dei diritti, è giusto chiedersi se bisogna applicare lo stesso trattamento a coloro che ascoltano la radio in spiaggia o a chi canta "Happy Birthday" in un parco pubblico, o addirittura semplicemente a chi fischietta allegramente camminando sul marciapiedi. Tutte situazioni nelle quali risulta platealmente assurdo chiedere un corrispettivo per i detentori del copyright.

Si attende dunque la sentenza del tribunale che, se a favore dell'ASCAP, andrebbe pesare in primis su AT&T, che finirebbe però per rifarsi sull'utenza, probabilmente a suon di rincari sull'acquisto di suonerie.

L'unica cosa sicura è che questo caso, come molti altri, è un chiaro segnale di quanto le norme che regolano il copyright al giorno d'oggi siano inadeguate rispetto alle nuove tecnologie, che chiedono una visione del diritto d'autore più moderna e liberale.

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