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Il cybercrimine continua a pagare

27/11/2008
- A cura di
Zane.
Sicurezza - Un nuovo studio Symantec traccia i dettagli di un mercato sempre in crescita: gli introiti provenienti da attività illecite perpetrate on-line continuano ad essere significativi. Ma a farne le spese sono gli utenti.

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Il pezzo che stai leggendo è stato pubblicato oltre un anno fa. AvvisoLa trattazione seguente è piuttosto datata. Sebbene questo non implichi automaticamente che quanto descritto abbia perso di validità, non è da escludere che la situazione si sia evoluta nel frattempo. Raccomandiamo quantomeno di proseguire la lettura contestualizzando il tutto nel periodo in cui è stato proposto.

"Il crimine non paga"? parrebbe proprio non essere così, perlomeno quando è perpetrato via Internet. Lo studio Symantec rilasciato nei giorni scorsi circa le attività fraudolente on-line rivela cifre allarmanti per il mercato undeground della rete: stando alle rilevazioni, si parla di 276 milioni di dollari per il periodo compreso fra luglio 2007 e giugno 2008.

In tale cifra non rientrano però le somme maturate utilizzando i dati degli utenti, ma solamente il fatturato del settore per quanto riguarda la vendita delle informazioni necessarie: in caso contrario, si stima infatti che la cifra potrebbe superare facilmente i 7 miliardi di dollari.

L'immediatezza e la difficoltà per i venditori di rilevare la frode prima della transazione fanno sì che le carte di credito rubate occupino la prima posizione nella classifica dei prodotti più gettonati, con un 31% sul totale delle vendite.

In seconda posizione (20% delle vendite), troviamo le credenziali per l'accesso ai servizi finanziari, come banche ed altri istituti di credito, rese appetibili dalla semplicità con cui è possibile trasferire denaro.

Seguono a ruota le informazioni necessarie per portare attacchi di phishing o inviare spam (7%), mentre più distaccati si trovano i dati per l'accesso ai servizi di prelievo (7%), il furto d'identità (7%) ed altre primizie

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Lo studio continua evidenziando come anche il mercato del crimine informatico utilizzi tecniche "pubblicitarie" (come messaggi in codice inviati nei canali IRC dedicati) o "promozionali", quali informazioni di accesso distribuite gratuitamente per dar prova concreta di possedere merce di valore.

Numerose altre informazioni interessanti al riguardo sono disponibili consultando il PDF gratuito.

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